

Chini Giovanni
Alberti Vittorio
Lo statuto redatto nel 1853 è composto da cinquantanove articoli che individuano le finalità del gruppo, gli organi direttivi e l’impegno finanziario del mese di luglio di quell’anno. E’ particolare sintesi delle finalità del gruppo il primo articolo che recita testualmente: “Questa società viene istituita al nobile scopo di mantenere il decoro delle funzioni della religione e dello stato e di procurare alla gioventù un gentile trattenimento che piacevolmente intrattenendola la sottragga ai pericoli dell’ozio”.
Dalle ricerche è emerso che nel 1853 esistevano in valle, oltre alla banda di Darfo, quella di Breno ed il casino di ricreazione sempre in Breno. Il fatto di avere tutto in un colpo trentacinque anni di più ci ha stimolati a lavorare per portare avanti un’associazione vecchia di centoquarant’anni che si avvicina a grandi passi a festeggiare il secolo e mezzo di storia, salvo scorciatoie.
Il Consiglio Direttivo
Negli ultimi 3-4 anni la nostra gestione si è gonfiata fortemente, sia dal punto di vista delle entrate che da quello delle uscite.
Cogliamo qui l’occasione per ringraziare l’amministrazione comunale che si sforza di mantenere costante ed ad un buon livello il contributo annuale, nonostante i tempi che corrono. Le nostre entrate fisse sono sempre state costituite, oltre che da questo contributo, dalle attività prettamente musicali da noi svolte durante l’anno proprio per il comune (25 aprile, 4 novembre, AVIS...) o per richieste di vario genere (concerti estivi, servizi religiosi, servizi funebri, feste popolari....) che raggiungono un numero complessivo di una ventina di uscite.
L’acquisto di nuove partiture utili per migliorare il livello qualitativo musicale del gruppo, l’adozione di nuovi strumenti che hanno reso possibile l’ampliamento dell’organico della banda, il mantenimento dei corsi di orientamento musicale e l’istituzione di sempre nuovi corsi di perfezionamento proposti a tutti gratuitamente, hanno sempre fatto in modo che le nostre idee di “espansione” venissero frenate.
Ecco allora nel 1991 l’inizio della campagna tesseramenti atti innanzitutto a sensibilizzare la nostra cittadinanza ed in secondo luogo per raccogliere dei fondi che contribuissero ad una migliore e più ampia gestione della banda.
Quest’anno poi per la prima volta abbiamo intrapreso un’altra nuova iniziativa: si tratta della I FESTA POPOLARE della banda svoltasi il 3-4 luglio. Queste nuove iniziative, portando delle entrate supplementari, ci hanno permesso dei bilanci di più ampio respiro consentendoci così attività non sempre remunerative come ad esempio i gemellaggi. Trasporti ed alloggi richiedono infatti spese non irrilevanti. Proprio nel '91; infatti, iniziammo lo scambio cultural musicale in Germania con la Stadtkapelle di Herrenberg che ogni anno rinnoviamo. Nel '92 siamo stati in Svizzera con la fanfara della Concordia di Vetroz alla quale contraccambieremo l’ospitalità nel maggio de1 1994.
Questi gemellaggi sono stati delle esperienze entusiasmanti per i nostri ragazzi che così hanno avuto occasione di confrontarsi con abitudini e comportamenti molto diversi dai nostri. Inoltre stiamo lavorando per coltivare nuovi rapporti con altre bande locali quali Angolo e PianCamuno proprio per continuare questi contatti sociali attraverso la musica.
In conclusione possiamo dire che questi anni abbiamo fatto tanto, e tanto ci sarebbe ancora da fare. Ora però un dubbio ci assale: è giusto continuare su questa strada, oppure dobbiamo fermarci ed analizzare più approfonditamente tutto ciò che finora si e fatto? E, meglio, tutte queste nuove iniziative (compreso ciò che leggete) intraprese allo scopo di coinvolgervi, hanno riscosso in voi un maggiore interesse nei nostri confronti?
Gabossi Daniele
SERVIZIO A MONTE CAMPIONE: Domenica 28 febbraio 1993
Ci siamo trovati alle ore 14.30 in sede, tutti con i nuovi giubbotti della banda, le ragazze non in divisa ma con pantaloni scuri. La cosa comune a tutti era che eravamo molto imbacuccati, alcuni avevano addirittura 4 o 5 paia di calze, 3 o 4 maglioni di lana e così via. Abbiamo raggiunto Montecampione con un pulmino. Non eravamo ancora giunti sul posto che era iniziato a nevicare. Raggiunta la piazzetta siamo scesi dal pulmino con i nostri strumenti e col cappuccio del giubbotto per ripararci dalla neve. Non ho detto (perdonatemi) il perché della nostra presenza a Montecampione: da oggi fino a sabato sei marzo si tengono in questa stazione ed a Colere i campionati mondiali di sci juniores. Siccome è un evento molto importante per la nostra valle, è stata richiesta la nostra presenza all’apertura del campionato. Giunti nella piazzola dove sarebbe iniziato il corteo, abbiamo sfruttato il nostro arrivo anticipato per rifugiarci in un bar. Riscaldatici con tè, caffè e cioccolata siamo usciti sotto i portici e, disposti un po' a caso abbiamo intonato ‘Europa Mars’ per salutare la gente (poca) presente. Verso le 16.30 gli organizzatori hanno iniziato a dare i primi ordini per la disposizione del corteo. Davanti c’erano alcuni uomini, quindi seguivamo noi, quindi il coro ANA degli alpini ed i vari gruppi di sciatori provenienti dai più svariati paesi del mondo. Nonostante la neve fosse già alta e continuasse a scendere, abbiamo intonato ‘Primula’ e marciato anche in punti un po’ difficili; quindi abbiamo attaccato , ‘Arosa’. Mentre stavamo marciando e suonando, ci siamo trovati di fronte ad una salita molto ripida e logicamente innevata. Le ragazze davanti anche se con fatica, continuavano nel loro passo, solo che si faceva davvero una fatica terribile. Per un po’ abbiamo resistito, fino a quando il maestro, che si trovava nelle retrovie, è avanzato ed ha fatto fermare tutti dicendoci di proseguire comunque a suonare; noi, quasi senza fiato, abbiamo concluso da fermi la marcia. Alcuni strumenti hanno iniziato a non funzionare più perché riempiti di neve, da altri uscivano dei frullati tremendi, da altri non usciva proprio niente se non neve sciolta. Il coro e gli alpini che ci seguivano ci hanno "brutalmente" superato e noi siamo ripartiti solamente quando abbiamo finito la marcia. Ci siamo arrampicati su per la salita finché abbiamo raggiunto un grande spiazzo in cui c’era il pubblico, le varie autorità e gli sportivi invitati. Noi ci siamo sistemati di fianco al tripode. Lì hanno tenuto diversi discorsi le varie autorità e si è svolta la parte coreografica della manifestazione. All’accensione della fiamma del tripode abbiamo intonato l’Inno di Mameli. Quindi ci sono stati altri discorsi mentre la neve continuava a scendere; noi lì fermi, avevamo lo strato di neve sul giubbotto, sul libretto delle partiture e sugli strumenti. Eravamo tutti infreddoliti. Addirittura a Cristina si stavano congelando i piedi perché aveva solo le calze di nylon (non essendo venuta alle prove di venerdì non sapeva di doversi vestire pesante), Lorena invece, che ne aveva 5 0 6, gliene ha prestato un paio togliendosele mentre eravamo in fila rivolti verso il pubblico. Alla fine della cerimonia, sempre sotto la neve, siamo andati in un bar a scaldarci ed a favorire al rinfresco offertoci, a base di bibite e panini. Abbiamo poi raggiunto il pulmino che è sceso alla velocità media di 20 km/h, per paura della neve, procurandosi una certa coda dietro. Siamo arrivati a Darfo alle ore 19,00. Alcuni di noi sono andati a mangiare la pizza, gli altri a casa. Sul pullman al ritorno ci è stato riferito che è stata richiesta la nostra presenza anche domenica prossima alla chiusura; speriamo che non nevichi più!!!
Nei giorni 23, 24, 25 aprile ci siamo recati per la seconda volta ad Herrenber, in Germania, per il gemellaggio con la Stadtkapelle locale; li attendiamo nella nostra cittadina per il nuovo anno che sta per incominciare. Mi sembra ora opportuno mettere a fuoco ed analizzare più a fondo quello che è stato l’avvenimento più rilevante di quest’anno per la nostra associazione: LA PRIMA FESTA POPOLARE
Il lavoro per l’organizzazione di una festa di questo genere è notevole, considerando che tutti noi eravamo alla prima esperienza lasciamo a voi pensare quali e quanti siano stati i nostri problemi. Cogliere, ad esempio, i giorni ideali per attuare questa festa, organizzare la raccolta dei materiali indispensabili, darsi da fare per proporre premi interessanti per la lotteria e, non ultimo, il luogo ottimale dove allestirla. Quest’anno la decisione del comitato organizzativo (nel quale vi erano, oltre ad alcuni di noi, molte persone esterne che hanno dato la loro preziosa disponibilità) è ricaduta sul piazzale interno dell’ex convento in via Quarteroni; non solo perché, vicinissimo alla nostra sede, ci dava la possibilità di appoggiarci per ogni evenienza, ma anche perché, essendo questa iniziativa appena nata, si voleva usare uno spazio né troppo ristretto, né tanto meno dispersivo. Sabato sera 3 luglio, tutto era pronto. Eravamo tutti contenti perché il lavoro di alcuni mesi stava per dare un risultato, per noi sicuramente positivo (nessuno voleva credere neanche lontanamente che avrebbe potuto essere un fiasco). Abbiamo toccato con mano la reale difficoltà che esiste nel gestire una festa di questo genere, chi ne ha esperienza lo sa meglio di noi, e come tanto facilmente si possono commettere degli errori. Sì, è vero, ci sono stati anche dei disguidi, ma fortunatamente non hanno causato problemi alla gente che vi ha partecipato. Domenica sera 4 luglio, alla fine della festa, la felicità di aver raccolto tanti pareri positivi, e gli stimoli perché questa iniziativa potesse ripetersi ci risollevava da due giorni di intenso lavoro. Sebbene questa festa abbia richiesto tanta partecipazione, sia da parte dei musicanti che da parte di persone esterne, siamo contenti di essere riusciti a raggiungere gli scopi che ci eravamo prefissati: coinvolgere sempre più persone attorno alla realtà della banda (che non è solo musica ma anche momento di socializzazione) e, contemporaneamente, realizzare dei guadagni utilissimi per la nostra associazione.
Gabossi Daniele
Da il “Giornale di Brescia” del 30 aprile 93
Darfo, una banda che parla tedesco
“La Banda musicale di Darfo Boario Terme ha trascorso tre giorni ad Herrenberg in Germania per rinnovare l’amicizia ed il gemellaggio con la Stadtkapelle di quella città”. “Il direttore del complesso bandistico, Maestro Vittorio Alberti, ritiene che la “Tre giorni” ad Herrenberg sia stata di grande utilità per l’acquisizione di esperienze e di conoscenze strumentali”.
“Il complesso della media Valle Camonica non nuovo ad ottimali esecuzioni fuori casa gode di un gruppo giovane e preparato che ha alle spalle una scuola di musica con i fiocchi. Vittorio Alberti, anima e corpo di questa realtà, ama i confronti impegnativi e lo troviamo spesso ai concorsi di Brescia e alle esibizioni in piazza Loggia (ve lo ricordiamo per la stagione concertistica 1993, la sera del 9 Luglio)”.
“La Banda Cittadina di Grezzana compie 70 anni di vita. La ricorrenza è stata ricordata con numerosi concerti, disseminati nella valle tra maggio e luglio. Oggi a celebrazione ufficiale alle 16 per le vie del centro sfileranno le bande di Boario Terme (Brescia), Lendinara (Rovigo), di Povegliano e Grezzana, le quali convergeranno verso la piazza per un esibizione individuale, prima del “concertone” comunitario delle 18.00”.
Da “L’Arena” del 7 luglio 1993
“La sorpresa di questa kermesse bandistica: l’insieme di Boario Tenne, perfettamente concertato da Vittorio Alberti. Ci ha stupito il suo rigore collettivo, la coesione armonica dei timbri e la sua capacità di colorire ogni movimento. Una "Signora" Banda”.
“La banda musicale della città camuna continua la sua attività con sempre maggior successo. E' un complesso che conta oggi 60 musicisti e ringiovanito continuamente da nuove leve tra cui numerose ragazze, tanto che la loro presenza è numericamente quasi pari ai colleghi in pantaloni. Parità di... diritti anche nel campo della musica fra donne e uomini”
“Concerto di musica a fiato. Quasi 200 ascoltatori nel1a vecchia palestra di Herrenberg. La musica lega, la musica unisce e crea amicizia, così ha tradotto Giuseppe Albertinelli le parole del saluto del sig. Georg Schwenk (presidente della Stadtkapelle di Herrenberg). In occasione della visita di fine settimana della Banda Cittadina di Darfo B.T., le due orchestre hanno fatto musica in un concerto amichevole nella vecchia palestra. Anche la banda cittadina di Darfo B.T. non ha potuto lasciare il palco prima di aver concesso un “bis”. La banda composta da circa 50 persone ha suonato musica a fiato orientata alla musica classica. Il Cav. Giovanni Chini, presidente della banda cittadina, ha consegnato a Georg Schwenk una scultura in legno a ricordo di questa giornata”.
Dall’ “Amstblatt” Di Herrenberg
Seconda visita della Banda cittadina a Herrenberg. Noi siamo diventati amici
“Herrenberg. La “Banda Cittadina” è stata ospite per la seconda volta nell’arco di due anni della Stadtkapelle. Come ha sottolineato Georg Schwenk, presidente della Musikverein, durante la serata del concerto, il legame verso Darfo Boario Terme fa parte della tradizione della Stadkapelle “stringere amicizia oltre ogni frontiera”. Schwenk rivolgendosi ai suoi ospiti italiani: "negli anni scorsi siamo diventati amici"”.
a cura di Alberti Guerrino
IN MAGGIO LA VISITA SVIZZERA
Fu nell'estate del 1991, in settembre, che l’amico Raffaele Amoroso ci propose l’idea di andare a Vetroz, un bellissimo paese immerso nei vitigni del Vallese in Svizzera. Là, il comitato organizzatore parrocchiale della festa patronale, ci invitava per due giorni a loro spese, per rallegrare l’avvenimento. Detto, fatto. Truppa, bagagli, strumenti, all’ora stabilita fummo tutti presenti con numerosi soci al nostro seguito, all’appuntamento con i nostri nuovi amici di Vetroz. Ma qua le fu la nostra sorpresa nel trovarci al cospetto di due fanfare del posto, "La Concordia" e "l'Union", di un'eccezionale bravura e di un notevolissimo livello tecnico. Vogliamo ricordare che l'organico delle fanfare è esclusivamente formato da ottoni e percussioni, a differenza della nostra banda che ha in più anche i legni (clarini, sax, flauti, ecc...). La nostra trombettista Vitali Vittoria, affascinata da quei musicanti quasi perfetti (musicalmente), non perse tempo ad attaccare bottone, grazie al suo accento francofono, con alcuni componenti della fanfara "La concordia". Il rapporto d'amicizia è continuato a mezzo posta ed i1 22 maggio 1994 questo feeling verrà concretizzato con l'arrivo nella nostra cittadina della prestigiosa fanfara. Questa, oltre ad offrirci una serata che sarà indimenticabile, qui a Darfo, potrà esibirsi anche a Brescia. Gli amici dell' associazione filarmonica Isidoro Capitanio di Brescia non hanno infatti perso 1'occasione della tournè italiana della fanfara svizzera per "portarsela in casa" almeno una sera. Tra di noi c'è attesa per questo nuovo incontro. Alle spalle abbiamo il gemellaggio con 1a banda di Herrenberg, con la quale ormai filiamo a gonfie vele, ma questo appuntamento sarà la "'prova del nove" delle nostre capacità organizzative. Contiamo ancora molto sull'aiuto che i nostri soci sapranno darci, in modo da fare ancora una volta bella figura di fronte a nuovi amici. E' un'occasione da non mancare. Noi ci saremo tutti, e voi?
IN SETTEMBRE LA VISITA TEDESCA
In aprile del corrente anno abbiamo riconfermato l'ormai solidissimo legame nato con la Stadtkapelle di Herrenberg nel 1991 con la nostra prima visita in Germania. Il 9,10,11 settembre del 1994 i colleghi tedeschi faranno ritorno per la seconda volta nella nostra città. Non è il caso di puntualizzare il come ed il quando sono avvenuti i primi approcci con gli amici della stadtkapelle perché di questo ne abbiamo e ne ha già parlato tanto la stampa locale e provinciale. Volevamo invece sottolineare l'esperienza sotto l'aspetto organizzativo, sociale ed umano. In Germania abbiamo trovato una realtà "banda" molto diversa dalla nostra, che è servita per confrontare l'impegno, la partecipazione e la meticolosità organizzativa propria dei tedeschi con la fantasia, l'interpretazione e l'allegria sfoggiata da noi "bravi italiani". Tra le due bande esiste una sostanziale differenza di cultura e di maturità, che non hanno comunque impedito l'instaurarsi di legami affettivi che si consolidano anche al di fuori dell'organizzazione "banda" con scambi di visite personali e tradizionali missive epistolari. Lo scambio sociale con la stupenda ospitalità delle famiglie che ci hanno dato vitto ed alloggio gratuiti ci ha insegnato quanto sia facile e generoso sacrificare la comodità del proprio focolare domestico e condividerlo con una persona del tutto sconosciuta. Questo gemellaggio, unito con la visita svizzera, sono state delle esperienze entusiasmanti per i nostri ragazzi che come già detto, ma è molto importante sottolinearlo, hanno avuto1'occasione di confrontarsi con abitudini e comportamenti molto diversi dai nostri. Inoltre voglio ricordare che se con questi gemellaggi abbiamo fatto passi da gigante verso1'Europa unita, altrettanto abbiamo fatto per coltivare e consolidare nuovi rapporti con realtà locali quali la banda di Angolo e Pian Camuno. In conclusione ribadiamo un concetto fondamentale e a noi caro espresso dal sig Schwenk, presidente della stadtkapelle di Herrenberg: "La musica unisce e crea amicizia la musica lega!".
a cura di Tagliabue Luigi e Pennati Carmen
Essere giovani in una realtà come la banda significa crescere insieme sentendosi coinvolti in prima persona in ogni attività che viene proposta, uniti da una passione comune per la musica che, per molti di noi è stata la genesi dell’amicizia che ci lega. Il fatto che col tempo il numero dei musicanti sia andato aumentando è a mio parere riconducibile al fatto che suonare in una banda significa, oltre che coltivare l’hobby della musica, anche incontrare una compagnia di cinquanta persone fra loro diverse, con cui confrontarsi, lavorare, studiare, divertirsi, con l’entusiasmo e la passione vera di coloro che vedono nella Banda un ambiente di vita e non solo un luogo in cui suonare e poi andarsene. Avere venti, trenta anni in meno di altri musicanti comporta spesso incomprensioni, ma è indubbio che la presenza di queste persone che hanno una famiglia e di conseguenza una certa esperienza umana oltre che musicale alle spalle è di riferimento per tutti noi giovani.
E’ bello trovarsi con queste persone, magari il venerdì sera dopo le prove, seduti attorno ad un tavolo a parlare, giocare a carte, discutere di musica, cantare canzoni popolari della nostra terra a noi poco conosciute con un buon bicchiere di vino che ci viene versato da mani esperte.
La presenza dei giovani è fortunatamente attiva nell’organizzazione di scampagnate, uscite serali, gite culturali, e nel Consiglio Direttivo che è un po’ il centro ed il punto di riferimento di ogni iniziativa. Il buon clima interno della banda ha fatto fiorire anche quel sentimento che la musica bene esprime e che è l’amore. Infatti si sono fidanzate e sposate più coppie che oggi hanno o sono in attesa di figli che speriamo siano il futuro della nostra Banda.
Vela Luciano
Da tempo, infatti, mi interessavo, a livello personale, di musica e canzoni. Felice della mia scelta; condivisa anche dai miei genitori, una sera mi presentai nella sede della banda musicale, al ex-Conventone, e cominciai a sognare. I primi mesi furono dedicati allo studio delle note musicali e del solfeggio. Man mano che passavano le settimane l’attesa dell’arrivo dello strumento, avevo scelto il clarinetto, si faceva snervante. Quando mi fu consegnato fui felicissima e a casa, nei giorni seguenti, dovettero un po' tutti tenere conto dalla mia nuova passione. Egualmente grande fu la soddisfazione quando fui chiamata a fare parte della banda giovanile e a confrontarmi quindi non più con me stessa ma anche con gli altri: un gruppo già abbastanza affiatato.
Da quel giorno, rubando tempo allo studio, cominciai ad andare un paio di volte alla settimana alle prove. Il pensiero mio e dei miei compagni era rivolto al 30 dicembre quando avremmo tenuto, nel teatro San Filippo, il concerto di fine anno. Ricordo l’emozione che mi prese quando il sipario si aprì e vidi tanta folla che aspettava la nostra esibizione.
Gli spettatori furono buoni con noi egli applausi arrivarono scroscianti premiando me e i miei compagni dei sacrifici fatti fino ad allora. Altre ambizioni nel 1993: entrare nella banda cittadina dove suonavano strumentisti ben più bravi di me e ai quali io guardavo con un po' d’invidia.
Per raggiungere questa meta qualche sacrificio in più bisognava farlo: portare da due a tre gli appuntamenti settimanali con le prove. C’era infatti la necessità di provare anche con i grandi che si incontravano ogni venerdì sera. E il confronto, dopo qualche momento di grande emozione, è stato superato con soddisfazione da parte mia. Questa soddisfazione è stata massima quando, non prevista, mi è stata consegnata la divisa. Era quasi mezzanotte quando, ritornando dalle prove a casa ho cominciato a provarla e riprovarla trovandola sempre più piacevole. Domenica sette novembre, in occasione della celebrazione del Quattro Novembre, prima uscita ufficiale con esibizione pubblica. Quando sano rientrata a casa era molto soddisfatta. A parte qualche calcio a chi mi precedeva e qualche preoccupazione per quello spartito che non riusciva a stare fermo, mi sembrava di essermi comportata bene. E di questo personale giudizio ne era soddisfatta. Ora il mia pensiero va oltre, al prossimo trenta dicembre quando, al CineTeatro San Filippo, ci sarà l’annuale concerto di fine d’anno. Questa volta, al mio fianco, oltre ai miei compagni della banda giovanile passati nella banda maggiore, avrò tanti altri bandisti tutti più grandi e più esperti di me. Ed in platea un pubblico certamente assai competente e meno disposto a perdonare qualche "stecca", magari dovuta all’emozione che penso ancora una volta, mi auguro l’ultima, prenderà me e, forse, anche qualcun altro dei giovanissimi. Cosa chiedere al pubblico e ai bandisti più esperti? Un applauso in più e un sorrisetto di comprensione per noi ultimi arrivati.
Cappitta Daniela
Vi invitiamo dunque ai nostri appuntamenti di venerdì 24 dicembre nei seguenti orari e luoghi:
- ORE 14.00 Casa di Riposo Angela Maj , Boario Alta;
- ORE 15.00 Casa di Riposo Rizzieri, Pian Bomo;
- ORE 16.00 Ospedale di Vallecamonica, Esine;
- ORE 18.00 Foto ricordo presso Fotocine Ferrari, Darfo;
- ORE 20.00 Sfilata per le vie di Erbanno;
- ORE 21.00 Sfilata per le vie di Darfo;
- ORE 21.45 Uscita della S.Messa, Pellalepre;
- ORE 22.45 Sfilata per le vie dl Gorzone;
- ORE 23.30 Entrata della S.Messa, Boario;
- ORE 00.40 Uscita della S.Messa, Corna.
Moreschi Remo


Enrico Colombo
Ecco dove la banda con la musica, svolge anche la sua funzione sociale. La Banda non solo promuove e divulga la musica come arte ma, difende e insegna valori importanti come la solidarietà e l’amicizia. Non è così facile come potrebbe sembrare. Non sempre sono solo "rose e fiori". Occorre un impegno costante soprattutto di chi ha già ben chiaro in testa l’importanza di questo ruolo nell’organizzazione delle attività del gruppo; Molti possono aiutare; sia i genitori dei più giovani, collaborando con il consiglio direttivo, sia le autorità e l’amministrazione comunale nel dare una mano al sostentamento dell’associazione. L’impegno è grande. La posta in gioco lo è ancora di più: per il futuro occorrono generazioni che conoscano il valore antico delle parole solidarietà, amicizia, carità, tolleranza, sacrificio…… chissà che le cose domani non vadano in po' meglio.
Luigi Tagliabue
Giovanni Chini
Nei giorni 23-24-25 settembre la Banda, su invito del corpo musicale di Schlema, ha trascorso un fantastico fine settimana in Germania dedicato principalmente alla musica e ad uno scambio culturale internazionale. Alla manifestazione hanno partecipato diversi gruppi bandistici provenienti da tutta l’Europa che hanno portato il loro folklore e la loro musica. Siamo sicuri tuttavia che della gita e di come si è svolta ne avrà parlato meglio qualcun altro; vorremmo descrivere invece come abbiamo avuto la splendida opportunità di trascorrere tre giorni insieme. L’eccezionalità di questa "trasferta" non è stato solo l’aspetto musicale (senza dubbio di notevole interesse) ma è stata la voglia di stare insieme dei ragazzi e degli adulti, la voglia di mischiarsi con gente completamente sconosciuta e fare amicizia. Già il viaggio, che poteva apparire lungo e faticoso, si è dimostrato, grazie alla simpatia di tutti i partecipanti, una buona occasione per divertirsi e per conoscersi meglio. L’impatto caloroso con cui i nostri amici ci hanno accolto ci ha fatto subito capire che eravamo i benvenuti. In poco tempo abbiamo socializzato con i musicanti dell’Estonia e degli altri gruppi musicali in intervenuti, coi quali abbiamo trascorso magnifiche serate in compagnia. Vi assicuriamo che un’esperienza così arricchente non ci è mai capitata: vedere tutta la Banda (giovani e meono) insieme agli estoni, ai tedeschi a ballare, cantare squarcia gola superando le barriere della lingua, vedere il pubblico entusiasta del nostro concerto salire in piedi sui tavoli per applaudirci (così usano fare durante quelle ,feste popolari quando l’entusiasmo è grande) e vedere la Banda dell 'Estonia insistere per suonare un famoso brano di Verdi insieme a noi, nonostante le difficoltà di un palco piccolissimo, parture, leggii e sedie insufficienti per due bande, vi assicuriamo che è stata un’esperienza assolutamente fuori dal normale ed indimenticabile! Estoni, tedeschi, polacchi, italiani tutti legati dalla musica: anche e soprattutto questo è la Banda!
Vittorio Alberti
I nuovi Consiglieri
Paola Bianca Galli
Diego Ducoli
E poi, in fondo, passare il Natale con i propri amici donando un po' di gioia alla gente è una cosa, ve lo assicuro, emozionante, malgrado il freddo, le chiavi degli strumenti bloccate dal gelo, i mantelli scomodi.
Gli aneddoti da raccontare sarebbero mille ma che interessa mettersi ad elencarli uno ad uno! Quello che è importante è solo il nostro entusiasmo nel divenire pastori per una sera e il calore dimostratoci, sempre dai nostri ascoltatori.
Il programma di questa vigilia natalizia:
nel primo pomeriggio faremo visita agli ospiti delle case di riposo di Darfo e Pianborno, ai pazienti del nuovo ospedale di Vallecamonica e ai concittadini di alcune frazioni del Comune. In serata, proseguiremo il programma completando il giro nei restanti paesi della cittadina. Il programma più dettagliato, completo di orari, potrete trovarlo affisso, fuori dalle chiese e, presso i vari oratori, qualche giorno prima.
Paola Bianca Galli
Importantissimo per noi, è il mantenimento di un adeguato parco strumenti per la dotazione dei ragazzi che entrano a far parte della nostra scuola; infatti, proprio per il costo elevato di questi, non si può caricare ai nuovi allievi la spesa dello strumento anche perché all’inizio non si è mai sicuri che sia una scelta definitiva. Vorrei altresì ricordare, che i nostri corsi, dall’insegnamento di base a quelli di perfezionamento strumentale, sono completamente gratuiti ed aperti a tutti i ragazzi dalla 4^ elementare in su, e di questo, lasciatecelo dire, ne siamo davvero orgogliosi. Infine, la spesa derivata dalla stampa di questo giornalino (la distribuzione avviene tramite il lavoro di tutti i nostri ragazzi), a noi sembra indispensabile proprio perché entrando in tutte le case, porta notizie che servono a dare anche a quelle persone che non ci conoscono, un’immagine giusta e concreta del lavoro svolto da tutti i componenti di un’associazione come la nostra. Ci auguriamo nuovamente che il nostro impegno serva a sensibilizzare sempre più gente alla realtà della banda per la soddisfazione del presidente, del maestro, del consiglio direttivo, ma soprattutto per la gratificazione di tutti i giovani musicanti, che dedicano molto del loro tempo alla musica con la "m" maiuscola.
PRIMO FINE SETTIMANA DI LUGLIO: III FESTA POPOLARE
Anche quest’anno vogliamo continuare la tradizione intrapresa due anni orsono dellE Festa Popolare della Banda Cittadina di Darfo.
Il Consiglio è rimasto molta contento della riuscita delle precedenti edizioni, quindi, perché non rifarla!! Sarà sicuramente l’impegno più gravoso del '95 ma con l’aiuto che già ci è stato offerto dai nostri amici e con quello che ci verrà offerto più avanti, si riuscirà ulteriormente a migliorare in tutto (servizio, organizzazioe etc.),riuscendo così ad avere un guadagno più cospicuo che, come sapete, verrà utilizzato per il sostentamento dei corsi di Orientamento Musicale organizzati dalla nostra associazione: l’iniziativa a cui teniamo di più e per questo il più oneroso per quello che riguarda le spese. Vi aspettiamo tutti, dunque, nel piazzale in via Quarteroni dietro l’Ex-convento.
GITA ANNUALE (data da definire)
Sono ormai due anni che la Banda non organizza una gita dedicata esclusivamente allo "svago", è vero che siamo stati in Germania ed in Svizzera ma queste gite erano sempre piene di impegno e di responsabilità da parte di tutti per la buona riuscita organizzativa e soprattutto musicale. Volendo lasciare in disparte i gemellaggi, quindi, quest’anno faremo una gita della durata di un giorno senza il vincolo della divisa e degli strumenti. Una giornata dedicata al divertimento, allo stare insieme e al conoscerci meglio. A questa gita saranno invitati tramite lettera tutti i soci 1995, e tutti coloro, anche non tesserati, che vorranno parteciparvi sono ben accetti, basta che si tengano informati tramite chi di loro conoscenza sia all’interno della banda o fra i soci.
CONCORSO DI BANDE
Il Consiglio ed il Maestro sono convinti, avendo già fatto esperienze in campo, che fare un concorso sarebbe una bellissima esperienza. Negli ultimi anni, non è stato possibile parteciparvi in quanto altri impegni ce lo hanno impedito. Il concorso è uno stimolo a migliorarsi ulteriormente per far bella figura di fronte alle altre bande, ma serve anche e soprattutto per conoscere altri complessi e instaurare rapporti con questi.
ALTRI IMPEGNI IN BREVE:
CONCERTI ESTIVI SUL TERRITORIO
FESTA DI S.CECILIA (Novembre)
STESURA STAMPA E DISTRIBUZIONE GIORNALINO (NOV. - DIC.)
CONCERTO AUGURALE (ULTIMI GG. DI DICEMBRE)
OLTRE NATURALMENTE I SOLITI SERVIZI CIVILI E RELIGIOSI
A BOARIO E BRESCIA IL “SOUND ELVETICO”
Da il “Giomale di Brescia” dell’11 ottobre 1994
I SUONATORI DI DARFO CONSOLI DA WAGNER
Da giornali tedeschi della zona di Schlema (Aue)
“MUSICA VIVA” A SCHLEMA (AUE) UNDICI ORCHESTRE IN GARA MUSICALE
La terza festa Bandistica inizia domani a Schlema. Dopo un’altra esibizione dell’orchestra di Tartu, alle ore 18.30 l’ensamble Banda Cittadina di Darfo Boario Terme, porta note italiane a Schlema.
……… Ancora sul palco N.1, come uno speciale tocco di colore, nel girotondo musicale, l'orchestra a fiato Italiana......
.....Durante lo svolgimento del programma musicale non ci sono state pause, perché di seguito l'orchestra italiana, proveniente dalle vicinanze di Brescia, in alternanza con i musicanti di Tartu, richiedevano l’attenzione dell’occhio e dell’orecchio del pubblico
.....I musicanti estoni sono stati congedati con un caloroso applauso. Questi hanno fatto spazio agli ospiti dall’Italia, l’orchestra a fiato Banda Cittadina di Darfo B.T.. Il direttore d'orchestra Professor Vittorio Alberti può gioire, dato che anche nella sua ensamble il predominio è dei giovani.
Giovane e moderna è la loro musica, non adatta al tema della musica dei minatori, cosa però che non ha affatto danneggiato il piacere musicale.....
.... e la banda Cittadina di Darfo B.T. dall’Italia, ha dato grande valore alla musica classica e moderna per orchestre a fiato. Una particolarità che è stata accolta molto positivamente da un pubblico viziato dalla musica a ritmo di polka.
DALLA LETTERA DI RINGRAZIAMENTO PER IL SERVIZIO A SCHLEMA
Gentili Musicanti, i soci della "Banda" di Schlema, vi vogliono esprimere un grande ringraziamento, per la vostra eminente prestazione musicale, durante la nostra terza Festa lnternazionale della Musica a Schlema. Una gran parte del merito per il completo successo di questa festa è vostro. Ci rallegriamo per una prossima collaborazione. Per il Consiglio Direttivo Stefan Richter.
a cura di Guerrino Alberti
Vela Luciano


Il Maestro Vittorio Alberti
Baisini Gloria
Pedersoli Emanuela
Soardi Erica
Soardi Ilenia
Quest’anno abbiamo ritenuto opportuno non effettuare le consuete trasferte all’estero (in Svizzera e in Germania, a Herrenberg) per risparmiare il denaro necessario per l’acquisto di nuovi strumenti musicali e permettere ad altri giovani di inserirsi nella Banda. Il nostro sodalizio pur non navigando nell’oro, ha in parte risolto i problemi economici che avevano messo in forse l’esistenza stessa della Banda. I nostri duecento soci sostenitori ci permettono, con i loro generosi contributi, di guardare al futuro con maggiore serenità. Siamo certi che gli attuali Amministratori, Sindaco in testa, manterranno le promesse che ci hanno fatto perché anche a loro sta a cuore il futuro della nostra Banda, cha dà moltissimi anni da lustro alla nostra città.
Giovanni Chini
Concludendo, siamo ormai al termine di questo 1995, ed è con grande gioia che possiamo affermare di aver avuto una gestione economica piuttosto positiva che ci permette di guardare al futuro con più ottimismo pensando con tranquillità al 1996 durante il quale avremo un nuovo scambio musicale in svizzera, la possibilità di ampliare ancor più i corsi di perfezionamento, ed infine avremo “forse” la possibilità di acquistare quegli strumenti che fin ora abbiamo solo desiderato.
Gabossi Daniele
Luciano Vela
Il Rappresentante dei Soci
Giuseppe Albertinelli
Chacas 15-08-1995
.... “Io vi sto scrivendo oggi, che è un giorno di super-festa qui a Chacas: Mama Ashu (la Madonna Assunta) è la patrona di qui di Chacas, ed è proprio una gran festa……
Molto più che che il nostro S.Faustino; tutti i chacassini emigrati alla costa ritornano, le strade sono piene di banchetti, musica a tutto spiano, nei gracchianti altoparlanti del Comune,… Gente nuova, incontri, saluti,….. Le funzioni religiose più brevi durano tre ore…… La chiesa (nonostante sia enorme) è riscaldata dalle candele, simbolo principale della fede e della devozione della gente. Tutti in piazza e per le vie…. Ricchi e poveri, asini, cani, mucche, maiali, galline…. Tutti un casotto. Se esci la mattina presto è un terreno minato: merde in tutti gli angoli…. Poi sembra che durante il giorno spariscano nel nulla, .... Forse le fanno sparire i cani…. Come sarà? Ubriacature solenni, cose incredibili, scene pietosamente comiche…. sono proprio incorreggibili. Vedi ubriachi anche quelli che non penseresti mai….. come si riducono!” …
.... “All’ospedale adesso va un po’ meglio: è venuto un gruppo di chirurghi volontari dall’Italia, e sono davvero stupendi…. Brava gente! Vedono tutti i problemi (che sono tanti!), ma si adattano, affrontano, risolvono o suggeriscono soluzioni ed è bellissimo lavorarci assieme. Che fortuna quando arriva gente così ad aiutarci!”….
Paola Bianca Galli
P.S. Il programma della giornata verrà ampiamente pubblicizzato.
Elena Barbetti



Daniele Gabossi
Sabrina Negri
Alcuni di questi giovani si sono diplomati e laureati (uno recentemente in ingegneria civile) ed altri, pur essendo impegnati nella ns. Associazione si distinguono anche nello studio, a riprova che la passione per la musica nulla toglie all’impegno scolastico.
Ritengo doveroso porgere un sentito ringraziamento all’Amministrazione ComunaIe che si è mostrata molto disponibile nei nostri confronti; aI Maestro Vittorio Alberti che continua con immutato impegno e passione a dirigere il nostro complesso musicale, recuperando ed elaborando composizioni e brani, “storici”; aI ConsigIio Direttivo che mi sostiene neI mio incarico; ai circa 200 “amici della Banda” che ci spronano e ci sono costantemente vicini ed infine a tutti coloro che compongono la più che centenaria Banda Musicale della nostra Città.
Invito fin d’ora tutta la cittadinanza a partecipare al nostro tradizionale Concerto Augurale di fine anno, con la speranza che la Banda Cittadina continui ad essere il fiore all’occhiello della nostra Città.
Cav. Giovanni Chini
E’ la terza volta che noi darfensi incontriamo la fanfara svizzera: questa volta siamo stati noi a raggiungerli. Credo di poter affermare che la nostra amicizia si sia ormai consolidata così come la stima e l’affetto verso queste persone tanto ospitali.
Al nostro arrivo è stata organizzata una piccola festa di benvenuto allietata dalle note della loro banda giovanile che ci ha veramente impressionato per la perfezione e la bravura di esecuzione di ragazzi così giovani.
In realtà noi già conoscevamo la loro bravura di musicisti, ma vi assicuro che sentirli suonare è ogni volta un piacere, una sensazione indescrivibile di compiacimento ma allo stesso tempo di invidia. Si, invidia perché purtroppo nonostante la nostra buona volontà, non sempre riusciamo a dare il meglio come invece sembrano fare loro.
Durante la serata ci siamo esibiti nel corso di una festa organizzata per le vie del paese in nostro onore: Se è vero che noi li apprezziamo per la loro tecnica impeccabile, è pur vero che loro ci stimano per la contabilità e le melodie tipiche dello stile italiano.
Nonostante il freddo (poiché il palco era allestito all’aperto), la stanchezza dovuta al viaggio e soprattutto al loro buon vino che ci ha reso si allegri, ma ci ha rubato un po’ di lucidità, il concerto è stato più che soddisfacente e anche Vittorio, il nostro direttore, che pretende sempre qualcosa di più, è rimasto abbastanza soddisfatto. Ad ogni modo dopo due giorni di musica, amicizia, cultura ci siamo lasciati con l’intenzione di rivederci al più presto.
Vorrei concludere sottolineando lo scopo di questi gemellaggi che la nostra banda da qualche anno ha ormai intrapreso: sono utili per socializzare, divertirsi, fare nuove esperienze, ma il fine ultimo è quello di sentire altre culture musicali, non solo per avere una veduta più ampia di quest’arte, ma anche soprattutto per riuscire a capire i nostri errori, le nostre mancanze e tutti gli aspetti migliorabili. Confrontandoci con altre realtà musicali e culturali diverse dalla nostra.
Abbiamo quindi anche imparato ad apprezzare le nostre qualità e i nostri pregi che a volte dimentichiamo nelle quotidiane abitudini.
Beh, sono fiero di poter dire che da questo punto di vista abbiamo fatto centro .
Nicola Abondio
Ci stiamo avviando verso fine anno e di conseguenza si possono tirare le somme, i risultati sono senz’altro positivi (come si può leggere su questo giornalino). Da parte mia non mi resa altro che ringraziare tutti quelli che hanno partecipato anche quest’anno alle varie manifestazioni, riunioni e che – cosa importante – hanno rinnovato la tessera di sostentamento.
Vorrei comunque non tralasciare qualche piccola osservazione da fare:
- I soci sostenitori quest’anno sono circa 200, un buon numero che però potrebbe aumentare se ognuno di noi dovesse invitare qualche amico o parente a partecipare a questa compagnia.
- Coloro che sono tesserati dovrebbero partecipare anche alle due o tre riunioni o cene che si fanno apposta per voi.
- Incontrandoci ci si può conoscere e parlando si possono vagliare le varie proposte o suggerimenti per migliorare il nostro gruppo se ce ne fosse bisogne.
- Avrei piacere se alla nostra sede dovessero pervenire delle nuove idee creative che possano essere utili a noi e alla banda.
Grazie ancora per il vostro aiuto dato, specialmente in occasione della Festa Popolare, arrivederci alla festa di S.Cecilia (30/11) ed al Concerto Augurale (22/12)
Il tuo Rappresentante
Albertinelli Giuseppe
ovvero "La quadratura del cerchio"
UUno dei compiti più difficili del direttore di una banda oggi non é, come si potrebbe pensare, il "concertare" i vari brani per fare in modo che poi i bandisti li eseguano come meglio é possibile, ma é il momento prima, cioè quello della scelta.
Nel fare questo deve avere sempre presente i seguenti punti:
I - il grado di difficoltà;
II - che piacciano agli esecutori;
III - che piacciano al pubblico;
IV - Che siano adatti al luogo o alla manifestazione in cui verrà eseguito il concerto.
In questi anni personalmente ho privilegiato il primo punto inserendo nel repertorio almeno alcuni brani sempre leggermente al di sopra delle nostre possibilità sia tecniche che espressive, se questo è servito ad alzare il livello qualitativo, non sempre è stato "capito" sia dagli stessi esecutori che dal pubblico.
Rifatti da parte dell’ascoltatore che segue una banda e che (non per colpa sua) è abituato ad ascoltare radio e televisione, viene quasi sempre una richiesta di brani conosciuti (meglio se canzonette di successo). La stessa richiesta viene anche da parte di alcuni dei giovani strumentisti stessi, i quali non si rendono conto che è molto difficile trovare dei buoni arrangiamenti di musica leggera, eseguibili dal vivo con la banda e che possano reggere il confronto come registrazioni fatte in studio e riproposte all’ascolto quasi sempre in "play back". Questa pratica si é diffusa con l’apporto della moderna tecnologia anche tra i vari complessi che circolano nei locali e che un attento ascolto può scoprire facilmente.
Ma allora ci si chiederà quale repertorio deve eseguire una banda; noi pensiamo che la strada giusta sia quella della musica originale per banda. Magari tra qualche anno quando, anche da parte dei mass-media ci sarà più attenzione alla banda (questo avviene già in molti altri paesi), si potrà fare, come detto nel sottotitolo, la quadratura del cerchio. E per il presente chiediamo a tutti, esecutori e pubblico, di aiutarci con suggerimenti e consigli e forse così risolveremo il problema.
Per adesso ricordiamo a tutti un altro modo di dire che ci pare calzante: “non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”.
li maestro direttore
Alberti Vittorio
Più tardi Papa Pasquale I trasferì il corpo nella Basilica di S.Cecilia eretta in sua memoria nel 545 sopra le fondamenta della casa trasteverina dei due coniugi martiri. Alla fine del 1500 il sarcofago venne aperto e il suo corpo apparve in eccezionale stato di conservazione. Un anno dopo, nel 1599 il Maderno la immortalò nelle flessuose forme del marmo di pario, nella posa “dolce dormiente” (così si disse) come venne trovata. Tutto il resto è opinabile. S.Cecilia (anno 177) è descritta nella liturgia come “ammantata di tanta luce da farne una delle Vergini più luminose del Cristianesimo”. Al suo Dio aveva consacrato cuore e corpo, ma venne data in sposa a un giovane Patrizio di nome Valeriano.
Si narra, per tradizione e non per certezza storica, che il giorno delle nozze la casa dei Cecili risuonasse di organi e lieti canti ai quali la vergine, accompagnandosi, cantava nel suo cuore: “conserva o Signore immacolati il mio cuore e il mio corpo, affinché non resti confusa”. Da questo particolare è stato tratto il vanto di protettrice dei musicanti.
Confidato allo sposo il suo voto, egli si convertì al Cristianesimo e nella prima notte di nozze ricevette il Battesimo per mano del Pontefice Urbano.
Tornato nella propria casa, Valeriano vide Cecilia prostrata nella preghiera con l’Angelo che da sempre vegliava su di lei e, ormai credente convinto, pregò che anche il fratello Tiburzio ricevesse la stessa grazia e così fu.
Il giudice Almachio aveva proibito, tra le altre cose, di seppellire i cadaveri dei Cristiani, ma i due fratelli convertiti alla fede si dedicavano alla sepoltura di tutti i poveri corpi che incontravano lungo la loro strada.
Vennero così arrestati e dopo aver redento l’ufficiale Massimo che aveva il compito di condurli In carcere sopportarono atroci torture piuttosto che rinnegare Dio. Cecilia pregò sulla tomba del marito,del cognato e di Massimo (tutti e tre Santi venerati il 14 Aprile), anch’egli ucciso perché divenuto Cristiano, ma poco dopo venne chiamata davanti al giudice Almachio che per evitare "pubblicità", ne ordinò la morte per soffocamento nel bagno di casa sua, ma si narra che "la Santa invece di morire cantava lodi al Signore".
Convertita la pena per asfissia in morte per decapitazione, il carnefice vibrò i tre colpi legali (era il "contratto" dei boia per ogni uccisione) e, non ancora sopraggiunta la morte, la lasciò nel suo sangue. Fu Papa Urbano, sua guida spirituale, a renderle la degna sepoltura.
Raineri Sara
Purtroppo il lavoro diventa sempre più tecnico, e sono sempre più lontani i bei tempi in cui era forte il contatto con la gente, in cui le ore del giorno erano spese coi bambini a scuola, con i ragazzi nei campi di riso, in giro con gli ammalati, al catechismo.
Ora tutto ciò é solo in occasioni fortuite. Con gli stessi ragazzi della scuola di meccanica, ho poco tempo per stare: ho solo tre ore di scuola settimanali, e il prossimo anno mi sostituirà una coppia dall’Italia, così che resterò più libero per i lavori.
Mi dispiace un po' perdere l’incarico di questa scuola che tanto ho desiderato e sognato, ma effettivamente questa nuova "mossa strategica" del Padre Ugo è la più indovinata in questo momento. Avrete saputo, se l’interessata ha già avuto il coraggio di parlarne in pubblico, che sto furtivamente invadendo anche la banda in cerca di aiuto... e non é più solo una ricerca di aiuto "economico" (in questo aspetto già ho tanto da ringraziarvi)... adesso credo che sia ora di solleticare qualche persona! Vediamo come mi va col primo tentativo... ma non sono comunque disposto ad arrendermi facilmente! La prospettiva è di puntare "al grosso della banda" (indovina chi?!) ma li ci arriverò passo per passo!
Nonostante tutto, nonostante a volte non riesca a trattenermi in lagnanze o lamentele... in questa vita sto scoprendo cose sempre più profonde, significative e vere. E il desiderio grande è "regalare tutto ciò anche agli amici cari, così come amici cari le hanno regalate, e continuano a regalarle a me.
Che venga mio padre l’anno prossimo è un grande sogno che già vivo tutti i giorni. So che sarà molto bello per lui, per noi... si realizzerà? Ci spero molto... e altrettanto spero si possa realizzare anche per qualcuno di voi.
Concludo qui questa lettera partorita a fatica. Una voita avevo la "penna" più fluida, ora sono molto arrugginito. Mi scuserete.
Non mi resta che augurarvi con tutto il cuore un Buon Natale e un felice anno nuovo.
In bocca al lupo per il Concerto Augurale (di cui senz’altro pretenderò una cassetta!) e per tutte le attività che avete in ballo. Le mie ricerche di partiture da mandarvi continuano senza successo...ma continuano, e verrà un giorno che "inciamperò" nella buona occasione. Speriamo sia presto!
Di nuovo vi saluto e vi ringrazio tanto... Auguri! !
Chacas 03.11.1996
Diego Ducoli
“Finisce” dal lato musicale per lasciare spazio alla parte non meno esaltante dei “festeggiamenti culinari” che nel frattempo i nostri cuochi hanno preparato nella sede . Da due anni, poi, quest’esperienza si è fatta ancor più importante visto che proprio con questo gruppo abbiamo partecipato alla manifestazione di solidarietà “La Goccia e il Mare” e saremo presenti anche quest’anno sabato 21 dicembre.
Sperando nella vostra numerosa presenza vi rimandiamo al giorno 24 dicembre nelle contrade delle frazioni del Comune di Darfo.
Armida Pina e Danilo Alberti



Gabossi Daniele
1) intonazione e purezza del suono;
2) qualità ed equilibrio delle parti;
3) tecnica ed articolazione;
4) dinamica;
5) ritmo;
6) interpretazione.
Ogni componente della giuria esprimeva il proprio voto (da 1 a 10) su ogni punto e quindi il punteggio massimo era 360 e il punteggio minimo per ritenere superata la prova era 216.
Fin qui la cronaca e non ci interessa elencare i vari punteggi acquisiti dalle bande, ma far notare che finalmente anche in Italia alcune associazioni sono passate dalle chiacchiere ai fatti. Si, perché sono anni che se ne parla a tutti i livelli (provinciale,regionale, nazionale) ma poco o niente è stato fatto.
Perché é importante che le bande partecipino a tali concorsi è facilmente intuibile: è uno stimolo a migliorarsi, si acquisisce la consapevolezza dei propri mezzi ed è una "sfida" non tanto con altri quanto con le proprie capacità e ciò alla fine risulterà appagante per tutti i componenti.
Per aiutare i maestri e dirigenti nel compito di auto-classificarsi è stata stilata da parte della W.A.S.B,E. (2) sezione italiana, una lista, divisa per categoria dei brani originali da concorso.
Le categorie proposte sono eccellenza, prima, seconda e terza categoria come si auspica vengano suddivise le bande in futuro.
La nostra banda ha partecipato in passato ai primi concorsi ottenendo lusinghieri risultati, mentre negli ultimi anni si è puntato più sugli scambi con l’estero.
Penso comunque che, nel prossimo futuro, terremo in considerazione 1’eventuale partecipazione ad un concorso, meglio ancora se sarà di classificazione.
NOTE:
(1) Associazione Bergamasca Bande Musicali;
(2) World Association for Symphonics Bands and Ensambles (associazione mondiale per bande sinfoniche).
M.o Vittorio Alberti
Chiara Marcon
Egidio Pennati
I dieci comandamenti per i suonatori:
1 - Le prove della banda sono riservate ai più deboli. Tu puoi fame volentieri a meno;
2 - Cerca di arrivare il più possibile in ritardo: ciò ti renderà particolarmente stimato presso gli altri suonatori;
3 – E’ fondamentale che ti si possa sentire forte al di sopra del resto della banda, in particolare il piano vale solo per gli altri;
4 - Le osservazioni e le spiegazioni del Maestro valgono ovviamente solo per gli altri, tu sai di gran lunga molto meglio come si deve suonare e ti annoi. E dunque cosa buona che tu lo faccia notare sotto forma di sbadigli e di osservazioni a mezza voce;
5 - Non lasciarti sfuggire nessuna opportunità di intrattenerti con i vicini: questo rende più vivace la prova e quindi permette al direttore di lavorare in modo più concentrato;
6 - Cerca assolutamente di non esercitarti mai a casa, dato che a questo scopo sono state appositamente organizzate le prove della banda. E il Maestro che deve spiegare le musiche;
7 - Evita pure di fare esercizi giornalieri per la sonorità dello strumento, perché potrebbero nuocere all'impostazione e al labbro;
8 - Fa in modo che le tue prestazioni vengano riconosciute convenientemente, critica a più non posso e non dimenticare di ricordare agli altri che un tempo tutto andava meglio;
9 - Ricorda che gli strumenti non devono necessariamente essere in buono stato quando si arriva alla prova, durante la prova resta ancora sufficiente tempo per smontare pistoni o per sistemare le ance;
10 - Non devi apportare ne nuove iniziative ne proposte interessanti alle prove, questo e compito è del maestro e del comitato.
Qualcuno vuole fare osservazioni su questo decalogo, o sui problemi del suonatore in generale? Scrivete la vostra opinione ci interessa.
E buona prova!
Matteo Bronz
Il termine baghet sta ad indicare un tipo di cornamusa diffuso fino a metà di questo secolo nella provincia di Bergamo e poi dimenticata. Recenti lavori di ricerca hanno invece portato ad una riscoperta e rivalorizzazione di tale strumento.
I risultati più concreti sullo studio del baghet sono stati raccolti in Val Gandino dove sono stati ritrovati alcuni strumenti ed incontrato un suonatore, Giacomo Ruggeri detto "Fagòt" di Casnigo (1905-1990).
Il baghet della Val Gandino è costituito da una canna per il canto, detta diana o pia, da due bordoni d’accompagnamento, conosciuti come bas o orghegn e dal sacco, la baga, ricavata da pelle di pecora o capra ritagliata, con il pelo lasciato all'interno e poi cucita.
Zampogna
• Nome attribuito per antonomasia allo strumento a riserva d'aria diffuso nell’Italia centro-meridionale, e caratterizzato dalla presenza di due charter, intonati ad intervallo di quarta o di ottava, e uno o più bordoni, tutti raggruppati in un unico blocco inserito nel collo dell'otre. Se ne conoscono numerosi tipi, raggruppabili in due grandi categorie: una a chanter conici ad ancia doppia, con canne diseguali, e l'altra a chanter cilindrici o cilindro-conici con canne di eguale lunghezza. Tra le prime spiccano la zampogna a chiave e la cosiddetta zoppa (priva di chiave), diffuse in Lazio, Molise, Campania, parte della Calabria e della Sicilia (Palermo); tra le seconde; le zampogna dette a paro (Calabria, Sicilia orientale), la surdulina italo-albanese, la zampogna di Fossalto (Molise) con tubi di canna. L’uso della zampogna è legato alla tradizione natalizia della pastorale e al ballo (saltarello, tarantella).

Luigi Tagliabue
I fondi raccolti durante la maratona musicale verranno affidati a Caritas e Protezione Civile che già operano da diverse settimane nei territori colpiti dal terremoto.
Un programma dettagliato della serata prevede:
ore 20.45: Apertura musicale della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme;
ore 21.30:Intervento della Caritas e della Protezione Civile con proiezioni video dei territori colpiti dal terremoto;
ore 21.45: Concerto del Coro ANA di Darfo Boario Terme;
ore 22.30: Intervento della Caritas e della Protezione Civile;
ore 22.45: Concerto di chiusura con Banda e Coro insieme;
ore 23.30: Chiusura della manifestazione.
Per ulteriori informazioni e/o chiarimenti telefonare a:
Banda Cittadina e Coro ANA di Darfo Boario Terme allo 0364/536020,
Caritas di Vallecamonica e Alto Sebino allo 0364/535777.
Anche quest'anno come di consueto un folto gruppo di musicanti della nostra Banda, vestiti da pastori "d’altri tempi", prenderà parte all'ormai tradizionale manifestazione delle "Pastorelle", non solo nel comune di Darfo Boario Terme e paesi limitrofi, ma anche a Brescia città, invitati dall'Amministrazione locale, la quale ha proposto a parecchie Bande di esibirsi nelle vie del centro suonando le caratteristiche melodie del S.Natale.
DOMENICA 21 DlCEMBRE 1997 di pomeriggio saremo a Bresia.
MERCOLEDI' 24 dal primo pomeriggio sino a notte fonda suoneremo allietando l'attesa del S.Natale nei ricoveri di BoarioTerme e Piamborno, nell'ospedale di Vallecamonica, e in tutte, o quasi, le frazioni del nostro Comune.
IL CONCERTOAUGURALE
Verrà eseguito nel rinnovato teatro S. Filippo di Darfo.
DOMENICA 28DICEMBRE 1997 alle ore 20,45
Il "Concerto Augurale 1997" non poteva mancare visto che è l'appuntamento più importante della Banda Cittadina da molti decenni e come sempre avrà un repertorio completamente rinnovato, nel quale non mancheranno i brani classici, ma nemmeno quelli musicalmente particolari od insoliti per una Banda, come ad esempio una partitura che richiederà la collaborazione musicale della pianista Baiguini Francesca.
Al termine dell'esibizione tutti i partecipanti saranno invitati dalla Banda stessa e dall 'Amministrazione Comunale al Brindisi Augurale che si terrà nella sede della nostra associazione (ex. convento di via Quarteroni).
SOLIDARIETA' PER I TERREMOTATI
SABATO 3 GENNAIO alle ore 20.45 presso il Centro Congressi di Boario Terme
MARATONA MUSICALE, si esibiranno Banda Cittadina e Coro ANA di Darfo Boario Terme.



Il Consiglio Direttivo della nostra associazione ha principalmente il compito di rappresentare tutti i musicanti nelle varie occasioni e di organizzare tutte le attività (musicali e non) che tengono impegnata la Banda. Oggi, i membri del Consiglio Direttivo sono tutti musicanti, ad eccezione del Presidente e del rappresentante dei soci. Il Consiglio è costituito da otto elementi (uno ogni otto musicanti): quattro sono uomini e quattro sono donne, e sono tutti molto giovani (il “Consigliere Anziano” ha soltanto 33 anni!) L’attuale Consiglio Direttivo è stato eletto dall’Assemblea dei musicanti il 30 gennaio di quest’anno (essendo scaduto il mandato del precedente) e resterà in carica per quattro anni. Sono passati alcuni mesi dalla nostra elezione, ed abbiamo ormai preso dimestichezza con le responsabilità e le attività che il nostro ruolo comporta. Abbiamo voluto portare avanti le iniziative “ereditate” dal Consiglio precedente (gemellaggio con la Stadtkapelle di Herrember, VI^ Festa Popolare, Semibreve), cercando di organizzarle nel migliore dei modi, ed abbiamo realizzato qualche nuova idea.
Indubbiamente il cambiamento da musicante a musicante-consigliere è stato grande anche se forse all’apparenza non sembra. Essere consigliere comporta una notevole responsabilità, una maggiore disponibilità (che non vuol dire soltanto trovarsi una sera di più durante la settimana o trattenersi un paio d’ore dopo le prove!) e tanta voglia di fare e lavorare.
Forse potrete domandarvi che cosa spinga dei ragazzi di 19/20 anni a diventare membri del Consiglio Direttivo e sarete un po’ perplessi per il fatto che la gestione di tutti gli affari della Banda sia in mano anche a persone molto giovani. Diventare consiglieri ci è sembrata la naturale conseguenza del nostro precedente atteggiamento nei confronti della Banda: anche prima ci siamo sempre dati da fare come potevamo, inoltre suoniamo nella Banda da parecchi anni ed abbiamo avuto il tempo necessario per renderci conto dei doveri e delle responsabilità a cui andavamo incontro. Nonostante ciò, abbiamo presto capito che non è “così facile”, abbiamo incontrato delle difficoltà e, anche se siamo stati aiutati dagli altri consiglieri, la nostra inesperienza ci ha inevitabilmente condotti a sbagliare e mancare in qualcosa.
Ma non ci perdiamo d’animo: non vogliamo cambiare e rivoluzionare la Banda, intendiamo soltanto portare le nostre idee, realizzare iniziative, lavorare e dare il nostro modesto contributo per far crescere in ogni senso la nostra associazione.
Questa esperienza ci sta arricchendo molto, perché ci consente di affrontare situazioni che diversamente non avremmo la possibilità di vivere. E’ anche per questo che abbiamo scelto di dedicare parte del nostro tempo libero alla nostra Banda, ritagliando gli attimi che la scuola e il lavoro ci concedono, e siamo contenti di farlo, perché crediamo nella nostra Banda.
I neo Consiglieri
Il Presidente
Cav. Giovanni Chini
Coordinamento e assistenza per i complessi
E' nata. Dopo alcuni mesi di rodaggio, l'Associazione banda musicali bresciane (Abmb) ha preso vita ufficialmente il 16 settembre con la sottoscrizione dello statuto. Sottoscrizione che ha interessato 11 persone che formeranno il primo Consiglio di Amministrazione, il quale è già operativo nell'organizzare, per il prossimo dicembre, in collaborazione con L’assessorato alla Cultura della Provincia e dopo i concerti estivi in Palazzo Broletto, il concerto di Natale con 21 bande nelle vie della città e in Piazza Loggia.
Un'organizzazione che si muoverà attraverso il mondo delle bande bresciane . Mondo che però da tempo è privo di un preciso punto di riferimento e così, prendendo esempio dai colleghi di Trento e Bergamo (dove da anni esistono associazioni di corpi musicali), alcuni bresciani “esperti banditi” hanno deciso di istituire un sodalizio che potrà riunire, o meglio coordinare e gestire al meglio, circa 100 bande della provincia. Ma cosa offre e che funzione èe in grado di svolgere quest'associazione?
"Vogliamo - ha risposto il presidente, Auguro Corsini - fornire un chiaro coordinamento e rivitalizzare quel prezioso concentrato di cultura e tradizione che è la banda. In sostanza è necessario che le bande bresciane operino attivamente, partecipino a concerti, raduni, concorsi provinciali ed è anche indispensabile eseguire, da parte nostra, un monitoraggio costante utile ad un censimento sempre aggiornato della realtà bandistica bresciana".
"Non solo - ha continuato il vicepresidente Livio Raineri - forniremo assistenza a tutti i corpi bandistici soci".
Verrà attivato un servizio di consulenza dove si informeranno tutte le bande sull'annoso problema fiscale. Sono stati individuati dei responsabili per ogni zona che dovranno tenere i contatti con un massimo di 10 bande. Questo permetterà un maggiore contatto con le bande.
L'attuale consiglio di amministrazione resterà in carica per tre anni, quindi con le elezioni del nuovo consiglio, i rappresentanti di tutti i corpi bandistici soci eleggeranno a loro volta un rappresentante che entrerà a far parte del massimo organo gestionale del sodalizio.
Personalmente penso che l'associazione è partita col piede giusto e se il materiale umano (poiché tutte queste associazioni dove si lavora solo per la “gloria” funzionano se le persone si impegnano) funzionerà si potranno ottenere risultati positivi.
Il Maestro
Vittorio Alberti
L'Europa a Darfo Boario Terme
La nostra associazione è ormai da qualche anno che percorre le strade dell'Europa. E gironzolando di qua e di la ci siamo fatti un sacco di amici. E’ da tempo che nella nostra mente, stava prendendo forma un'idea fantastica: una una bella festa, qui a Darfo Boario Terme, con tutti gli amici che abbiamo incontrato all'estero. All'inizio, l'idea era stata buttata li,quasi per ridere. Poi, pensaci tu che ci penso anche io, la "cosa" ha incominciato a prendere sempre più forma, a delinearsi sempre con più maggior chiarezza e ad arricchirsi di nuovi dettagli. Due anni fa eravamo già quasi convinti e nel dicembre scorso abbiamo mosso i primi passi di questa (per noi) enorme impresa contattando tutti i nostri amici europei. Da quel giorno l'organizzazione è diventata sempre più frenetica: Tante, e a volte, impensabili le difficoltà che abbiamo incontrato ma, con l’aiuto di tante persone amiche della nostra associazione, il più è stato fatto e le aspettativa del fatidico evento si fa di giorno in giorno più pressante. Già, perché ormai non manca molto. Infatti il 14-15-16 Maggio del 1999 saranno presenti qui a Darfo diversi gruppi musicali europei appassionati, come noi, alla bella musica bandistica. Per tutti gli appassionati della nostra zona e del1e province limitrofe è un'occasione ghiotta da non perdere. Il livello qualitativo e l'antica tradizione musicale di questi gruppi sono molto alti; Non sarà facile rivedere qui da noi, tutto in una volta, spettacolo, grande musica, festa e cordiale amicizia alla portata di tutti quelli che vorranno unirsi alla grande “kermesse” musicale, il tutto mescolato in quel formidabile "shaker culturale", ormai alle porte, che si chiama EUROPA UNITA (e scusate le parole straniere, che, mi sa, bisognerà farci l’abitudine). L'importanza artistica dell'evento è intuibile: culture Musicali diverse, pur accomunate da un organico strumentale pressoché identico e dalla medesima passione, si confronteranno in un clima non competitivo ma amichevole, arricchendosi vicendevolmente. Non da sottovalutare sarà pure l'opportunità di far conoscere la nostra cittadina e la nostra bella valle a diverse centinaia di forestieri che, fra musicanti e pubblico, verranno ospitati nell'arco dei tre giorni della manifestazione. L’elenco dei gruppi partecipanti e il programma della manifestazione lo divulgheremo quando tutto sarà perfettamente definito .Comunque ci saranno delle belle sorprese. Naturalmente vi aspettiamo tutti. A risentirci.
Luigi Tagliabue
E bello è partecipare insieme al coro ANA alla maratona musicale per gli amici terremotati di Valtopina in Umbria e .... collaborare con il gruppo di Antonio Pedersoli e il coro ISCLA di Iseo in un concerto per reperire fondi da destinare alla casa di riposo A.Maj di Boario, impegnando la nostra Banda per offrire aiuto a chi più di noi ne ha bisogno e continuando un discorso di solidarietà nella storia dell'associazione. Diventa così emozionante, è il caso di dirlo, trovarsi in poco meno di 250 persone alla cena sociale di S.Cecilia l'anno scorso: questo la dice lunga, insieme all'aumento del pubblico durante i concerti estivi nelle frazioni, su come la Banda stia entrando ad occupare sempre più spazio nei cuori delle persone che vivono vicino a noi. Piacevole è avere al nostro fianco poco meno di 200 soci che ormai da alcuni anni ci sostengono con il loro supporto fisico ed economico. Ci sarebbero ancora molti eventi da raccontare, ma credo di avervi già fornito un idea sufficientemente chiara della realtà della nostra associazione.
Perdonatemi questo sfogo di ottimismo, ma in un mondo che “Sembra” tutto nero, un po' di positività non credo possa far male !
Daniele Gabossi
Giuseppe Albertinelli
Ma noi ragazzi siamo stati protagonisti anche in ambito sportivo, quest'anno, con la prima partecipazione a un torneo di calcio aperta a tutte le Bande.
Formatasi la squadra e iniziati gli allenamenti, si è provveduto ad organizzare un comitato di tifosi i quali, muniti di tamburi, fischietta, pon-pons e soprattutto buoni polmoni, hanno preparato una versione alternativa della “Ricciolina” uno dei brani più cantati alla Banda, trasformata per l'occasione in "Una Squadrettina", La prima serata del torneo ci ha visto infatti impegnati contro il Volpino B, quindi entrambe le squadre hanno dovuto presentarsi musicalmente; evidentemente la nuova versione de “La Riccialina” ha agito da portafortuna, perché la partita si è conclusa con successo per noi, 4 a 1con tanto di autogol della squadra avversaria. I festeggiamenti dell'evento hanno però portato un piccolo incidente: nel proclamare eroe della serata l'autore dei primi 2 gol, lo si è preso in braccio e fatto saltare, dimenticando il soffitto malto basso e assistendo quindi a una sicuramente dolorosa ma alquanto comica testata del giocatore. Evento di cattivo auspicio, a quanto pare, perché da quel momento la fortuna é andata calando, tanto che alla seconda partita il risultato è stato 3 a 2 per gli avversari del Tavernola, ed il terzo ed ultimo incontro, contro il Casazza, ci ha portati alla “disfatta totale” per 5 a 0 senza rimedio. Secondo qualcuno, questo è stato dovuto alla mancanza di un rito propiziatorio, che nel nostro caso era la famosa “Una Squadrettina”, non cantata nella seconda e terza partita, appunto quelle che ci hanno visto barcollare e poi cadere definitivamente nella classifica del torneo.
Nonostante ciò noi tifosi abbiamo sempre sostenuto i giocatori, e trasformato il dopo partita in una grande festa alla Banda, dove si è mangiato, parlato e riso come sempre, perché dopo tutto l'importante è divertirsi tutti insieme, e anche se il nostro esordio calcistico non è stato particolarmente brillante, confidiamo nel fatto che al prossimo torneo ci rifaremo, ma arriveremo molto più fomiti di amuleti e riti propiziatori, perché non si sa mai………….
Chiara Marcon
Anche quest'anno la vigilia del S.Natale gireremo per le contrade del nostro Comune.



Il Sindaco
Ing. Luigi Pelamatti
Armida e Patrizia
Una coppia di amici
Comunque, i fortunati presenti hanno potuto farsi un’abbuffata di bellissima musica offertaci dai vari gruppi che si sono alternati sul palco.
Ma per i vari appassionati non è stata certo un’indigestione ma solo "l’antipasto" di quello che di li a poco sarebbe successo nella Sala grande del Centro Congressi durante la serata di gala.
Di fronte ad una sala gremita di un attesissimo pubblico, i musicisti hanno dato davvero il meglio di se stessi esibendosi a turno in "performance" musicali strepitose.
I vari gruppi si sono concentrati maggiormente su brani basati sulla tradizione culturale musicale della propria nazione di provenienza, rendendo ancora più suggestivo e interessante l’ascolto.
Sarà davvero difficile poter assistere di nuovo a tale sfoggio di tecnica e buonissima interpretazione artistica, se non spostandosi nelle capitali musicali del nord Europa, dove la musica bandistica è già da molti anni seguita da numerosissimi appassionati e vista con pari dignità di altri generi musicali da noi considerati più nobili. La domenica mattina tutte le bande hanno mostrato il loro lato popolare tradizionale sfilando per le vie cittadine esibendosi in un grande "concertone" finale suonando contemporaneamente, (quasi quattrocento musicanti) una marcia brillante dal titolo emblematico "Europa Mars". Dal punto di vista organizzativo tutto è filato liscio come l'olio, decisamente meglio che nelle nostre più rosee previsioni.
La 'macchina organizzativa', avviata due anni fa, non ha perso un colpo dimostrando competenza, dinamicità, serietà e ottime capacità manageriali; cose non da poco considerando che il consiglio direttivo (i "dirigenti" dell'Associazione) ha un'età media di 27 anni.
Il compito non era dei più facili ma, come si dice, chi la dura la vince.
Ancora una volta, come se non fossero bastate le nostre precedenti iniziative, la nostra Associazione ha saputo dimostrare di riuscire a ideare e realizzare grandi ed importanti manifestazioni culturali.
Anche la R.A.l. Radio Televisione ltaliana si è interessata al nostro raduno internazionale mettendo in onda, nel Settembre di quest’anno, una trasmissione pomeridiana su Rai Radio Tre dedicata alla manifestazione, con un’intervista in diretta e l’ascolto dei brani musicali registrati sul Compact Disc che la Banda Cittadina di Darfo ha prodotto per l’occasione. I benefici che possono derivare per la cittadinanza e per l’intera Valle da manifestazione di questa portata possono essere facilmente intuibili.
E' compito nostro lavorare sulla diffusione della cultura musicale popolare. Noi facciamo il possibile per meritarci e recuperare i mezzi per riuscire a fare tutto il possibile.
Per l’organizzazione di questo raduno abbiamo trovato persone che hanno capito l’importanza del nostro lavoro e ci hanno aiutato moltissimo.
Altre realtà possono aiutarci in questo nostro costante impegno.
Finché ci saranno ragazzi che amano la musica e l’amicizia, ci sarà una banda; finché ci sarà qualcuno che capisce l’importanza della musica e dell’amicizia ci saranno i sostenitori della banda; finché ci sarà una banda…...
Luigi Tagliabue, Giuseppe Albertinelli
Nei giorni 14-15-16 Maggio 1999 abbiamo avuto l’occasione di vivere la meravigliosa esperienza di “Musica Senza Frontiere”, festival bandistico a cui hanno partecipato sei corpi musicali europei.
Certe di non essere le persone più adatte a descrivere l’onerosa organizzazione dei tre giorni, vogliano cercare di esprimere i sentimenti e le sensazioni che ci hanno accompagnato prima, durante e dopo lo svolgimento della manifestazione.
Le settimane precedenti, ricca di tensione e preoccupazione sono trascorse molto velocemente e, prima che ce ne potessimo rendere conto, ci siamo ritrovati a convivere con la realtà dei tre giorni. Abbiamo da prima dovuto occuparci dell’accoglienza e delle sistemazioni delle Bande ospiti, che abbiamo in seguito avuto l’onore di conoscere ed ascoltare.
E’ stato molto arricchente potersi confrontare sia musicalmente che umanamente con culture diverse, è stata una fantastica occasione per conoscere persone geograficamente lontane, in fondo, così vicine e simili a noi.
Nessuno, tra coloro che hanno partecipato potrà facilmente dimenticare la suggestiva atmosfera che si è creata il sabato notte dopo il concerto ufficiale: per circa quattro ore, musicanti di ogni nazionalità hanno suonato insieme ciascuno portando la propria cultura e originalità. E’ stata una serata davvero bellissima, ognuno ha potuto divertirsi in maniera semplice ma unica, il ritmo della musica era incalzante e travolgente al punto da non lasciare la possibilità di far altro che ballare…..
L’entusiasmo e l’euforia erano tali da non farci realizzare che la manifestazione volgeva ormai al termine, e, in men che non si dica, il raduno è passato.
Ora è con un po’ di nostalgia che ripensiamo a quei giorni, e, anche se l’idea di dover riaffrontare la fatica di organizzare “Musica Senza Frontiere” quasi ci spaventa, il ricordo delle emozioni provate durante la manifestazione cancella tutte le paure e ci spinge a lavorare per rivivere un’esperienza tanto significativa per tutti noi.
Elena, Renata
GRAZTE DI TUTTO !
Diego, Rozilda e Mario
Vittorio Alberti




Cav. Giovanni Chini
"Italianità, pregio o difetto"
Molte volte in questi ultimi anni di continui scambi e contatti con varie realtà musicali, bandistiche e non, dei vari paesi europei mi sono trovato a riflettere sul diverso modo di noi italiani di “vivere” anche la musica. La prima volta penso sia stata ai corsi di direzione quando il maestro Jo Conjaerts ci descriveva la realtà della banda in Olanda. In seguito, con il gemellaggio di Herrenberg, parlando con l’attivissimo presidente Schwenk e il maestro Wunder ho potuto ammirare la loro capacità di organizzare la banda, la sede e la scuola di musica.
Dentro di me dicevo: “Chissà che risultati se noi riuscissimo ad essere meno improvvisatori e più organizzati……”. L’ultima volta in ordine di tempo è stata ad Adro (BS) il 22 ottobre nella bellissima sede della banda locale dove la ABMB (Associazione Bande Musicali Bresciane) ha organizzato un interessantissimo “masterclass” per tromba tenuto da Bruno Nouvion, insegnate al conservatorio municipale “X Arrondissement” di Parigi. Seguendo le lezioni pensavo “Se tutti i ‘miei’ strumentisti arrivassero ad avere una buona padronanza (staccato, legato, tecnica, intonazione, fraseggio ecc….) dello strumento come si ottiene con questi studi” lascio continuare alla vostra immaginazione.
Passata la virtuale sbornia di perfezione mi si insinuava un dubbio atroce: e se fosse stato proprio questo modo di agire e di risolvere i problemi all’ultimo minuto che ci ha fatto sviluppare la nostra proverbiale fantasia e la capacità di superare le situazione impreviste.
Il Maestro
Vittorio Alberti
Daniele
Ciao il vostro Socio
Albertinelli Peppino
Tagliabue Marta

Eccoci qui all’anno 2000, tanto atteso e osannato dai mass media, come se fosse un evento eccezionale e di grandi cambiamenti per tutti. Siamo ormai al termine e forse questa diversità dagli altri anni non si è poi così notata, ma ……. Come sempre, anche nella banda, c’è gente che va e gente che viene, nulla di strano fino qui, se non fosse che quest’anno ad arrivare sono state …. tre cicogne.
Pare proprio che abbiano imparato bene questa via aerea che porta all’ex-Conventone, perché passata la prima ad agosto, ne hanno seguito la scia una settembre ed un’altra ad ottobre.
Pare che al momento si stiano riposando in attesa di nuovo lavoro, comunque erano già state fra noi qualche anno fa e prima o poi ritorneranno. E nei fagottini cosa c’era? Nell’ordine d’arrivo: Lorenzo (futuro basso tuba), Elisa (Batterista o clarinettista) e Luna (flautista). Certamente un bel trio per il futuro della nostra banda e gran felicità per i loro genitori, anche se in questo momento ammettono che di notte la loro è tutta un’altra musica!
Raineri Sara
L’alfiere della Banda
Egidio Pennati
Dopo un periodo di assenza durato qualche anno, la Banda Cittadina di Darfo ha deciso di organizzare e partecipare al "Primo Torneo calcistico delle Bande" tenutosi a Bessimo nel mese di settembre.
Nonostante l'impegno e la voglia di vincere, però, ne la squadra A, ne quella B sono riuscite a classificarsi nei primi tre posti, forse perché la preparazione atletica non era proprio brillante, forse perché hanno sottovalutato gli avversari che puntavano, al contrario dei nostri, unicamente alla vittoria.
Entrambe le squadre, comunque, un traguardo l'hanno raggiunto: sono riuscite a divertirsi e a far divertire non solo il pubblico, ma anche gli altri giocatori.
Inoltre la squadra B, composta in prevalenza da ragazze e quindi poco abituata a calciare il pallone, ha avuto il "coraggio" di giocare con avversari che erano tutti ragazzi di stazza più grossa e non sempre "clementi " nei suoi confronti.
Però, nonostante le parecchie reti subite, la squadra B, come quella A, è riuscita a dimostrare, oltre ad un grande affiatamento, anche di aver colto appieno il vero obbiettivo del torneo: il gioco come punto d'incontro, di confronto e di dialogo tra le diverse Bande della Valle. Un merito particolare va anche alla tifoseria, l'unica sempre presente ed attiva ad ogni partita e grazie alla quale i giocatori sono riusciti a sopportare con un pizzico d'ironia le sconfitte subite.
In generale, nonostante i risultati potessero essere nettamente migliori, è stata comunque un'esperienza significativa, capace di riavvicinare, oltre ai componenti della nostra Bandai anche le diverse bande tra di loro.
La maggior parte dei nostri giocatori ritiene questa esperienza degna di essere ritentata, magari con un allenamento più intenso alle spalle, anche negli anni venturi.
Pennacchio Caterina
Quest'anno la nostra festa popolare ha avuto molte novità. Prima tra tutte la serata di Venerdì è stata dedicata soprattutto ai giovani. Infatti il gruppo rockettaro dei RED ALLERT ha intrattenuto magnificamente il nostro pubblico che, esaltato, ha risposto con entusiasmo. La serata quindi si è svolta tra piatti gustosi, musica a volontà e per la prima volta la Banda ha provato la PESCA, che ha dato i suoi buoni frutti. Sottolineiamo che è stata realizzata grazie all' impegno di alcuni musicanti che per mesi hanno lavorato al progetto.
Anche il Sabato ha riservato una sorpresa: la Banda di Blochingen (Germania) ha abilmente coinvolto giovani e non con la loro musica allegra e trainante, Senza troppi problemi hanno suonato ininterrottamente dalle 20.00 alle 24.00 coinvolgendo l’intero capannone che ha improvvisato canti e balli sulle note di musiche di tutti i generi: dalle più classiche alle comuni “manfrine” (canti popolari tradotti in musica).
Per quanto riguarda la domenica, dobbiamo ringraziare il nostro amico Carlo, che ormai da anni è presente con la sua musica alla Festa della Banda. Quest’anno ha avuto un compito difficile: risollevare gli animi per la sconfitta subita agli europei di calcio. Ma grazie a lui e alla nostra lotteria, i presenti hanno dimenticato la delusione della serata.
In conferma alle nostre previsioni, anche il pubblico ha gradito i cambiamenti che abbiamo voluto portare per rendere sempre più interessante e divertente la Festa Popolare della Banda Cittadina di Darfo. Anche per l’anno prossimo ci saranno in programma grosse novità.
Vi aspettiamo quindi numerosi, come ogni anno, per condividere momenti piacevoli in compagnia della protagonista della NOSTRA FESTA: LA MUSICA.
Due bandiste



IL Presidente
Cav.Giovanni Chini
Ogni tanto mi sorprendo a pensare che vent'anni fa feci il mio ultimo concerto augurale come strumentista nella nostra banda, sotto la direzione dell’indimenticato maestro Cav. Abramo Albrici di cui presi il posto poco dopo.
Ricordo con “nostalgia” (solo per gli anni di meno) le mie prime esperienze di direzione: il gesto insicuro, la poca pratica nel controllare gli errori dei musicanti e la poca pazienza che mi portava a dire la fatidica frase “staserö l’è miö la serö”. Poi pian piano siamo cresciuti, io e la banda, fino ai primi risultati…… i primi concorsi…… se sapeste le emozioni! Ma anche i mal di pancia, la tensione che mi attanagliava fino alla fine di ogni concerto!
Negli ultimi anni, grazie alla collaborazione di tutti, con delle buone esecuzioni e dei discreti risultati d’asssieme, i mal di pancia sono diminuiti anche se non sempre tutto va per il verso giusto. L’organico che “sognavoo”, quello della banda sinfonica, è quasi del tutto realizzato.
Manca sempre quel benedetto fagotto che, per una strana coincidenza di eventi, quando sembra che lo strumentista sia a buon punto, per impegni vari smette.
Spero che il 2002 sia l’anno buono……….
Il Maestro
Vittorio Alberti
Siamo quasi giunti al momento dei bilanci, e per chi scrive è anche è anche il momento dei ricordi: poco più di un anno fa, a quest’ora, stavo infatti vivendo quella che con alcuni compagni di ventura abbiamo definito “la grande avventura inglese”. Ebbene sì, 10 mesi in terra straniera, ospiti di un’università del Nord Inghilterra, alle prese con lingue e culture di ogni tipo, un calderone multietnico nel quale ci siamo buttati per riemergere (speriamo) cresciuti, e sicuramente carichi di ricordi bellissimi e nuovi amici sparsi per ogni parte del mondo. Il distacco non è stato facile per nessuno: il clima poco allettante del paese con la tipica pioggia e il tramonto alle tre del pomeriggio, la fredda ospitalità dei nativi (poco interessati ad uno scambio di culture) e la nostalgia di casa e degli amici non hanno reso i primi mesi facilissimi; per fortuna eravamo circa 1000 studenti stranieri riuniti sotto lo stesso cielo, e dopo due giorni si erano già formate le prime amicizie, molte continuano tutt’ora con successo.
Per la sottoscritta, partire per una simile avventura comportava dubbi supplementari, in quanto musicante e bandista da quattro anni, ma pur sempre una novellina in confronto a coetanee che hanno già festeggiato dieci anni di militanza. Il mio timore era quindi che le amicizie formatesi lentamente grazie a prove, servizi, cene e gite, si indebolissero, causa la mia completa assenza per un periodo di tempo non indifferente. Nonostante ciò io, vagabonda che son io, decidevo lo stesso di rischiare e me ne andavo, tornando per una breve pausa a dicembre, dato che Natale senza le “Pastorelle” non sarebbe stato davvero Natale.
L’esperienza, sicuramente positiva mi ha fatto conoscere gente nuova, una terra fredda ma affascinante, nuovi metodi di studio…….. esperienze musicali alternative. Tralascio le poche prove con la Banda dell’Università (Meno di trenta musicanti, niente percussioni e …… sax inesistenti! Un insulto alla mia categoria !!!); non mi dilungo sull’week-end scozzese per le strade di Edimburgo, dove con gli amici ci fermavamo ad ogni angolo per ascoltare suonatori di cornamusa in Kilt (il tipico gonnellino scozzese), fermi per ore, nonostante il freddo, ad allietare i passanti con la loro musica. Straordinaria, invece, una serata in un pub di Dublino, dove io e i miei amici abbiamo assistito ad uno spettacolo di balli tipici celtici, protagonisti tre ragazzi di vent’anni, forse meno, che con talento e passione hanno entusiasmato il pubblico per più di un’ora, accompagnati da un gruppo di musicanti non professionisti che, come tanti amanti della musica della capitale, d’abitudine si trovano nei pub e …. suonano. Ore ed ore, attorno ai tavoli, naturalmente tra una pinta di Guinnes e l’altra, sfoderano tutte le canzoni del repertorio tipico irlandese che è tra i più diffusi a livello nazionale. Questo per un breve sguardo alle mia esperienza musicale; di altre storie che ce né sarebbero da raccontare ……
Sono tornata da sei mesi ormai, e sono di nuovo una bandista a tempo pieno e una musicante che ama il venerdì perché si suona, si chiacchera, si festeggiano compleanni, e così via.
Certo, le cose sono un po’ cambiate, alcune amicizie si sono rafforzate e altre si sono affievolite, ma la Banda è rimasta la stessa, per me con il suo spirito allegro, casinista, vivace, le prove miste di serietà e risate, i servizi delle domeniche mattina (sigh!) e l’emozione per ogni concerto ….
Davide Raineri
Pellegrini Claudio



So con certezza che, in occasione del prossimo storico anniversario, verrà preparato qualcosa di veramente importante, ma è bene che non anticipi nulla.
Il Direttore, il Consiglio Direttivo, i musicanti, i genitori dei molti giovani che compongono il sodalizio, i soci, gli Amici della Banda e l’Amministrazione Comunale stanno preparando per l’occasione una piacevole sorpresa.
La nostra Banda continua ad essere un importante punto di riferimento per tutti coloro che amano la musica e soprattutto promuove la diffusione e la valorizzazione della conoscenza musicale tra i giovani.
Continua ad essere un punto di riferimento, un’importante for-ma di aggregazione sociale educativa e formativa per i nostri giovani, che hanno avuto la possibilità di attirare notevoli scambi musicali e culturali con complessi bandistici europei.
Abbiamo sempre tenuto presente il primo articolo dello Statuto redatto nel lontano 1853, che recitava testualmente: «La Società Filarmonica di Darfo ha il nobile scopo di procurare alla gioventù un gentile trattenimento che, piacevolmente, intrattenendola, la sottragga ai pericoli dell’ozio».
Il Maestro Vittorio Alberti da alcuni anni ha scelto la valorizzazione del concerto come forma più consona alla divulgazione di un messaggio musicale rinnovato, sia dal punto di vista del contenuto culturale che delle difficoltà tecniche, sapendo di poter contare sull’accurata preparazione di base di tutti i musicanti.
La Banda, che si è fatta apprezzare anche quando si è confrontata con altre realtà musicali europee, intende ringraziare l’Amministrazione Comunale, tutti i Soci e gli Amici per il sostegno morale ed economico da loro avuto ed invita la cittadinanza a partecipare al tradizionale Concerto Augurale di fine anno.
Il Presidente
Quanti ricordi mi tornano in mente mentre cerco di fare una valutazione del mio operato. Ovviamente non tutti sono positivi: quante discussioni, quante serate passate alla ricerca di brani che fossero piacevoli ma che allo stesso tempo servissero a migliorare le capacità della banda. Quante persone sono gravitate intorno alla banda e ora, per vari motivi, non partecipano alla sua vita attiva pur continuando a seguirci sempre.
“Tirare le somme”, come si dice in gergo, non è facile.
Mi ricordo che il numero dei bandisti era così esiguo che il compianto M° Albrici, il mio predecessore, molte volte, per i concerti o i servizi, si avvaleva dell’aiuto di validi musicanti di Vilminore; ora l’organico è passato da 25 a 65 componenti.
Siamo passati attraverso i primi concorsi, le esperienze di gemellaggi all’estero, fino ad arrivare quest’anno alla partecipazione al concorso di assegnazione, tenutosi a Grumello del Monte ed organizzato dall’A.B.B.M., dove la giuria ci ha classificati nella 1ª categoria con il punteggio più alto di tutte le bande iscritte.
Se ripenso ai miei primi tentativi di direzione ed alle preoccupazioni per la paura di brutte figure, oggi mi viene da sorridere. L’ultimo episodio significativo è recentissimo: avendo deciso di recuperare un brano di vent’anni fa, come già facciamo per i 10 anni, mi è venuto da dire: ”Non vi ricordate di questo brano?”. Poi, guardandomi in giro, mi sono reso conto che solo pochi avevano già suonato quel brano nel 1982: per la quasi totalità dei bandisti era un pezzo nuovo; molti in quell’anno non erano neppure nati!
Voglio inoltre sottolineare che, in questi anni, il contributo del cosiddetto “gentil sesso” è stato notevole: ha infatti aiutato a migliorare sia il numero che la qualità dei musicanti! Ed ora, pensando a quando andrò in “pensione” (niente salti di gioia: non sarà presto!), dopo aver ricoperto tutti i ruoli: dal semplice bandista (3° trombone) al consigliere, da vice maestro a maestro; non mi resta che aspirare, in futuro, alla carica di presidente.
Il Maestro
Vittorio Alberti
Si stabilì un calendario di iniziative musicali finalizzate a riproporre al pubblico i brani più caratteristici e significativi del secolare repertorio.
Si decise inoltre, su proposta del Maestro Vittorio, di “intraprendere” una ricerca storica per ricostruire gli avvenimenti e ricordare le persone che con il loro operato hanno lasciato un’impronta nel nostro sodalizio.
Nacque contemporaneamente l’idea di riproporre al nostro pubblico tutto il materiale storico, strumenti, foto, documenti, partiture ecc. recuperato, in una mostra, ed in seguito di preparare una pubblicazione (che molti di voi avranno avuto modo di leggere, dal titolo «LA BANDA» un secolo di musica-storia-cultura nella città di Darfo Boario Terme), che avrebbe raccolto l’intero frutto del nostro lavoro di ricerca.
Il lavoro non si prospettò facile, perché a causa delle due guerre, del disastro del Gleno ed in particolare dell’alluvione del 1960, nel nostro archivio erano rimasti solo pochi documenti, in gran parte recenti.
La ricerca quindi si estese agli archivi parrocchiali, comunali, statali in Valle e Provincia, alla biblioteca “La Queriniana” di Brescia, anche se fu soprattutto grazie alla collaborazione di alcuni privati che si riuscì a reperire la maggior parte del materiale ora in nostro possesso.
Molto appassionanti ed interessanti si sono rivelate le interviste ai musicanti anziani ed alle persone che hanno gravitato intorno alla nostra associazione, proprio perché attraverso i loro ricordi abbiamo riscoperto il sapore della vita d’altri tempi che si è ripresentata a noi con l’identica freschezza di allora.
Abbiamo rivissuto situazioni, avventure, vicende personali, fatti tristi, aneddoti allegri e divertenti, intrisi di una forte umanità. Non meno coinvolgente si è presentato il lavoro di ricerca negli archivi e nelle biblioteche, dove sommersi dai documenti, talvolta siamo riusciti ad individuarne qualcuno che passo dopo passo ci ha permesso di ricostruire con maggior fondatezza storica i primi decenni di vita del sodalizio, fino ad allora avvolti dalla nebbia dell’incertezza e della leggenda.
Solo alcuni mesi dopo la stampa del libro, sono stati reperiti alcuni documenti che testimoniano la nascita del nostro gruppo non nel 1888, come sapevamo fino a quell’anno, ma bensì al 1853 invecchiando così l’associazione musicale di altri 35 anni!
Obbligandoci così a risistemare tutto il materiale preparato per il centenario: loghi, stemmi, gagliardetti e la bandiera.
Oggi a soli 14 anni di distanza ci apprestiamo all’organizzazione del 150° anniversario di fondazione. Il nostro libro, che ci ha dato molte soddisfazioni, verrà aggiornato con i documenti che attestano la fondazione del gruppo nel 1853 anziché nel 1888, ed ampliato con tutte le notizie interessanti, aneddoti e fotografie degli ultimi anni.
Da anni infatti, alcuni ragazzi della banda stanno tenendo puntualmente documentato su un’agenda tutto ciò che avviene (nel bene e nel male!) all’interno del nostro gruppo: gite, gemellaggi, concerti, servizi, cene, matrimoni e nascite raccontate con tanto buon umorismo, ma anche con spirito di cronaca, memori di quanto sia importante ogni singolo documento per ricostruire, a distanza di anni, la vita di un’associazione come la nostra.
Come nel 1988 c’è molto entusiasmo, anche stavolta vogliamo festeggiare degnamente questo importante traguardo con manifestazioni musicali all’altezza del nome che questa banda negli anni si è conquistata in Italia ed all’estero. Abbiamo così pensato di organizzare un concerto in ogni frazione, possibilmente facendolo coincidere con i festeggiamenti del santo patrono del paese, già motivo di festa popolare. Nel periodo estivo abbiamo pensato di concentrare più manifestazioni nei luoghi tradizionalmente più turistici e di maggior richiamo del nostro paese.
È nostra intenzione infatti diffondere il più possibile la musica allegra e festosa, ma non meno importante e degna di nota, di vari complessi conosciuti e stimati per la loro elevata capacità musicale e la loro nomea nazionale. Come per quella grande manifestazione che è stata MUSICA SENZA FRONTIERE, vogliamo pubblicare un CD musicale che raccoglierà i migliori pezzi suonati negli ultimi anni.
Il ritrovo per tutti voi a questi appuntamenti è per il 2003, arrivederci a presto.
Daniele Gabossi
15 febbraio: La Banda Cittadina di Darfo Boario Terme tiene un concerto al teatro S. Filippo in occasione dei patroni S. Faustino e S.Giovita.
9 marzo: La Banda Cittadina di Darfo partecipa alla sfilata di carnevale.
24 aprile: In occasione delle festività pasquali al Palazzo Congressi di Boario si tiene il concerto della Banda Musicale di Bolzaneto (GE).
3 maggio: A Corna si esibisce l’Orchestra “Il Plettro” di Gardone Val Trompia.
1 giugno: Concerto del Coro ANA a Pellalepre
15 giugno: Gemellaggio della Banda Cittadina di Darfo con la Filarmonica S.Cecilia di Sarezzo che termina con un concerto nel parco delle Terme di Boario.
27 giugno: A Bessimo concerto della Banda Cittadina di Darfo
4-5-6 luglio: Nel parcheggio dell’Ex-Conventone di Darfo si tiene la XI Festa Popolare della Banda. Il sabato ad esibirsi c’è il gruppo musicale del lago di Garda “Libera Brass Banb”. La domenica raduno bandistico e sfilata per le vie del comune.
12 luglio: A Fucine concerto della Banda Cittadina di Darfo
19 luglio: A Boario al Palazzo Congressi si esibisce in concerto l’Orchestra di Fiati della Valtellina.
3 agosto: A Boario si esibisce il gruppo folk Bandalpina.
4 settembre: Ad Angone concerto della Banda Cittadina di Darfo.
12 settembre: A Gorzone concerto del quintetto d’ottoni “Sciofar”.
11 ottobre: A Montecchio concerto dell’Incanto Armonico.
27 dicembre: Al Palazzo Congressi di Boario concerto augurale e conclusivo dell’anno di festeggiamenti del 150° anniversario, tenuto dalla Banda Cittadina di Darfo Boario Terme.
In occasione del nostro 150° anniversario pubblicheremo anche una nuova edizione aggiornata e rivista del libro della stroria della Banda, oltre che l’incisione di un CD musicale contenente i nostri brani più belli.
Chiudinelli Cristina
Raineri Davide
Nel calendario annuale della ns. Banda compaiono però numerose occasioni “minori” nelle quali è necessario un presentatore. Non si può certo chiedere a Francesco, impegnatissimo in altre attività (come quella di presidente del Coro A.N.A., per citarne una) di essere sempre con noi. Pertanto, in questi casi, il suo ruolo viene ricoperto da volenterosi musicanti o sostenitori. Quest’anno è toccato a me, e devo dire che, malgrado qualche piccolo “imprevisto”, tutto è andato piuttosto bene. Presentare non è un compito facile: innanzi tutto bisogna cercare informazioni sui vari pezzi (per questo io mi sono affidata soprattutto ad Internet: lì si trova veramente di tutto!). Il secondo passo è la stesura della presentazione: deve essere precisa ma non noiosa, dare degli spunti musicali ma interessare anche il pubblico meno esperto, abbastanza lunga per permettere a chi suona di respirare tra una parte e l’altra, ma non troppo prolissa: il rischio è spezzare il concerto.
Ed infine ci si ritrova con il microfono in mano, davanti a tanta gente, con la preoccupazione prima di non incerpicare, men che meno di fare qualche terribile gaffes. Io però ho una teoria in proposito: una presentazione troppo perfetta, troppo “accademica”, in fondo annoia. Il pubblico che assiste ai ns. concerti “minori” è spesso composto da sostenitori abituali, da compaesani, da persone insomma che ci conoscono e ci amano anche per le ns. piccole imperfezioni: un paio di errorucci, se non gravi, ravvivano la serata e rendono il presentatore più simpatico. In fondo, la piccola “pa-pera”, diverte. Per chi come me, e come Daniele Gabossi e Luigi Tagliabue, è musicante e presentatore insieme, il nervosismo ad un concerto è doppio, perchè doppio è il compito assegnatoci (ma io credo che anche per chi deve solo presentare e non suonare, come nel caso di Silvia Ravelli, ns. sostenitrice e moglie di un componente della Banda, l’emozione non sia da meno). Il pubblico lo sa e, se avviene qualche innocente “imprevisto” è subito pronto a sorriderne ed a perdonarlo. Almeno noi non siamo professionisti! Perchè guardando certi personaggi televisivi penso che a tutti venga da chiedersi: ma le “papere” sono fatte “a doc” oppure il nervosismo non passa nemmeno dopo anni di carriera?
Paola Galli
Elena Barbetti
Perché non dovremmo essere orgoglioso di avere un’associazione che da 150 anni (ancor prima dell’unificazione d’Italia) riunisce giovani e meno giovani con il solo semplice scopo di fare della buona musica?
Perché non dovrei essere orgoglioso di scoprire nella storia della Banda le mie radici più profonde, visto che già cugini, zii, nonni e addirittura bisnonni suonavano qui, prima di me? Perché non dovremmo essere orgogliosi di continuare, con volontà rinnovata e idee nuove, una tradizione culturale così radicata nel nostro paese?
Perché non dovremo essere orgogliosi di avere nella nostra cittadina, una banda assolutamente all’avanguardia, ritenuta (e non certo da noi) una delle migliori in circolazione, riconosciuta a livello nazionale come banda di 1° categoria?
Perché non dovremmo essere orgogliosi del fatto che nella banda suonano amici provenienti da tutte le frazioni e che la banda in questo è l’espressione più autentica di quel senso di comunità che Darfo Boario e frazioni sanno esprimere?
Perché non dovremmo essere orgogliosi di avere un’associazione che viene chiamata all’estero in manifestazioni internazionali a rappresentare l’Italia? Perché non dovremmo essere orgogliosi di avere dei giovani che lavorano e s’impegnano per mantenere gratuiti i corsi d’orientamento musicale per tutti i ragazzi?
Perché non dovremmo esserne orgogliosi? Perché? È forse sbagliato essere orgogliosi di qualcosa che ogni tanto funziona bene, di qualcosa che vive di buona volontà e valori morali ineccepibili? No, non è sbagliato, e allora sosteneteci anche voi e siatene orgogliosi!
Nicola Abondio
Sta di fatto che la banda viene spesso considerata una orchestra di serie B. Non è sembrato però così nell’ascoltare l’esecuzione di Ascension del compositore R.W. Smith da parte della Banda «S. Cecilia» di Manerbio diretta da Arturo Andreoli, o nell’ascoltare la First Suite in Eb di G. Holst dalla Banda di Darfo. Non così nell’ascoltare le esecuzioni della Banda Cittadina di Brescia, in pezzi di P. Sparke, J. de Haan F. Cesarini e C. Gabriele. Esecuzioni equilibrate, ritmicamente precise e, soprattutto, in grado di mettere in mostra delle qualità «sinfoniche» quando non addirittura «cameristiche»: sfumature timbriche e ampie escursioni dinamiche, sfruttamento specifico e differenziato delle varie sezioni e vari passi solistici (di solisti molto bravi). Esecuzioni insomma che per quanto riguarda resa e atteggiamento non hanno niente da invidiare a quello di un’orchestra».
Tutti i venerdì di tutte le settimane, di tutti i mesi dell’anno, ci sono le prove, 45-50 circa. Alle nove di sera i bandisti si trovano alla sede della Banda nella sala prove. Sono tutti lì appollaiati sulle loro sedie nei posti predestinati dal Maestro, con tutti gli strumenti schierati famiglia per famiglia. Ben 60 o 65 bandisti si danno da fare: sbuffano, soffiano, battono, sollecitano i loro strumenti. Fanno smorfie. C’è una ragazza che quando suona sembra che pianga, l’altra fa di tutto per rimanere seria. Quello del basso tuba si gonfia come un gufo quando fa la sua serenata notturna. Ma il più interessante è quello del corno, che quando suona sembra che gli esca il fumo dalle orecchie. Per non parlare poi dei bombardini, che ballano sulla sedia come se avessero delle puntine da disegno sotto il …. , ogni loro faccia ogni loro gesto sono un vero spasso. Descriverli tutti ci vorrebbe un secolo. Sono tutti concentrati a leggere le partiture, il maestro li controlla uno ad uno, quando fanno errori li fulmina con le sue occhiate, poi alla fine dice: va bene andiamo avanti, pronti e dà il via con la sua bacchetta!! Tutti s’impegnano soffocando le risate per le facce che fa il maestro, lasciando cadere le lacrime dagli occhi sugli strumenti, la prova è uno schianto. Il maestro è intransigente, li raggela con la sua voce tonante ”basta„ da capo. Tutto è perfetto la prova si trasforma in un concerto e alla fine tutti rossi in viso e stremati dalla fatica, finiscono di suonare il brano e la prova è andata bene. Ad assistere alle prove si sentono emozioni indescrivibili che solo chi ama la musica può provare e si capisce, perché alla fine i concerti sono così perfetti e armoniosi, fantastici e piacevoli da ascoltare.
L’alfiere
Egidio Pennati


Per contro altri strumenti sono invece andati persi, come la famiglia dei flicorni: i flicorni contralti sono stati sostituiti dai corni, i tenori e baritoni (bombardini) hanno lasciato il posto al più sonoro euphonium, i tuba hanno soppiantato i flicorni bassi. Resta tuttavia la sporadica presenza del flicorno soprano, a volte usato come solista.
Altre famiglie si sono invece arricchite. Ne è un esempio la sezione delle percussioni che oggi, oltre ai tradizionali cassa piatti e tamburello, vede al suo interno timpani, xilofono, vibrafono, campane tubolari, batteria e un’infinità di altri strumentini.
Si può riscontrare anche una notevole evoluzione nella famiglia dei legni: 150 anni fa prevalevano infatti gli ottoni, oggi invece i clarinetti sono la base dell’organico e, nonostante si siano persi alcuni piccoli legni quali il “sestino” o il “terzino”, hanno guadagnato importanza i “legni bassi”, ossia il clarinetto contralto e il clarinetto basso.
Insomma, il nostro organico in questi anni è stato orientato verso l’organico ormai internazionale della “symphonic band”, anche se per completarlo ci manca sempre quel benedetto fagotto!
Vittorio Alberti
Devo confessare candidamente che, da ex bandista che nel 1988 ha festeggiato il centenario di costituzione, mi sono sentito stranamente a disagio.
Mi è sembrato per un attimo di essere nella stessa situazione del protagonista (astronauta) di quel film che, dopo un viaggio spaziale alla velocità della luce durato pochi mesi, rientra sulla Terra e trova i calendari spostati in avanti di centinaia di anni.
Vi assicuro che è stata una sensazione inusuale, improvvisamente “relegato” al passato remoto della storia della Banda. Eppure ho soli 33 anni!
Facendo uno sforzo di memoria, e ricordando qualche stralcio di testo scolastico di storia... per Bacco! La banda di Darfo è più vecchia dell’Italia! Ne sono passate di note in riva all’Oglio… Ne sono trascorse di serate in allegria …
Quanti volti e quante voci hanno costruito, con tanta passione, la realtà bandistica di oggi. Chissà quanti di Voi, guardando le fotografie sul libro della Banda, riconosceranno i nonni, gli zii, gli amici. E prima di loro i bisnonni, i parenti che oggi troviamo solo inseriti nell’albero genealogico, o ancora coloro dei quali si è sentito parlare e di cui si raccontano storie spesso assai buffe.
La storia di Darfo è passata anche attraverso la Banda Cittadina.Ecco allora che è proprio vero che la Banda è, ed è sempre stata, una famiglia, ma non solo per i bandisti di oggi, ma per tutti i cittadini di Darfo.
Avendo lasciato da ormai parecchi anni l’ambiente, mi ha fatto estremamente piacere tornare da “fidato collaboratore” in occasione di due degli appuntamenti musicali che mensilmente hanno scandito quest’anno particolare.
Il Gran Galà dell’Operetta e l’appuntamento classico di metà ottobre con l’ensemble L’incanto armonico presso la Chiesa Parrocchiale di Montecchio mi hanno confermato, così come altri appuntamenti che ho piacevolmente seguito come spettatore, che il seguito di supporters ed affezionati è in continua crescita.
Sia giovani che energici amici dall’elmo come l’argento seguono entusiasti questo gruppo grande nel numero, ma piccolo all’anagrafe. Sarà forse perché i musicanti trasmettono la loro voglia di divertirsi anche al pubblico? Fate un poco Voi. Io non ho dubbi.
E sembra che li abbia nemmeno l’Amministrazione Comunale, visto che sostiene con energia le iniziative, anche quelle più garibaldine, di questa solare realtà.
Concludo con un sincero complimento a tutti coloro che hanno faticato, lavorato, speso tempo, discusso per realizzare tutti gli appuntamenti messi in calendario: i buoni risultati sono sempre conseguenza di un lavoro serio e costante, mai affidato al caso.
Se è vero che la soddisfazione è un piatto che si svuota in fretta, lo è altrettanto che l’appetito vien mangiando.
La nostra festa popolare nasce undici anni fa, con lo scopo di raccogliere fondi per mantenere gratuiti i corsi di orientamento musicale per i ragazzi. Con grandi sforzi da parte di musicanti, sostenitori e genitori dei bandisti è diventata un bell’appuntamento annuale che ci aiuta a divulgare la cultura bandistica e non ultimo ci aiuta economicamente a sostenere le attività musicali dell’associazione. Tuttavia nonostante i buoni risultati ottenuti, la festa popolare non è mai decollata come hanno fatto le grandi sagre paesane (Fucine o Erbanno per citarne alcune).
Nonostante il tanto lavoro fatto, la buona volontà di migliorare di anno in anno, la nostra festa è rimasta, seppur in crescita costante, una piccola festa. Pulita, ordinata, credo abbastanza ben fatta ma pur sempre piccola. Non abbiamo l’ambizione eguagliare i colossi dei casoncelli, o dell’anatra o qualcos’altro, ma l’ambizione di vedere i capannoni strabordanti di gente per tutte le tre serate della festa, sì. Le ragioni del mancato decollo della festa sono molteplici, e se avessimo delle risposte non staremmo a discutere di tutto ciò. E’ tuttavia da osservare che le grandi sagre diventano tali quando esistono i presupposti per la concatenazione di tre fattori, a parer mio, fondamentali: in primo luogo le grandi sagre nascono quando un intero paese, (e non un gruppetto di volenterosi musicanti), si muove, trascinando amici e parenti nell’obiettivo comune; in secondo luogo la festa è in grado di offrire una eccellente gastronomia e un servizio adeguato, oltre ad un intrattenimento adatto a rendere gradevole la serata. Se non ci sono i presupposti per il primo fattore, difficilmente si passerà al secondo, se non ci sono i presupposti per il secondo fattore, difficilmente si passerà al terzo e fondamentale fattore: la massa degli ospiti. Quindi il terzo punto è: una festa decolla solo quando la garanzia di trovare tanta gente, amici e conoscenti, attira le persone, e le persone vanno alla sagra perché diventa un punto d’incontro garantito. Tutto questo teorema cerca di dare una interpretazione al “galleggiare” della nostra barca: credo che sostanzialmente i tre fattori, fino a quest’anno, non si siano mai allineati.
Ma a luglio, questa volta, ci siamo davvero avvicinati: grazie all’occasione del 150° anniversario di fondazione abbiamo voluto “investire” molto più del solito nell’intrattenimento, quest’anno davvero eccezionale e unico col magnifico gruppo del liscio, la superlativa brass band ed i concerti delle bande di Vallecamonica. Lo sforzo economico ha ripagato veramente bene, talmente bene che al sabato, e vi assicuro questa non è fantasia, la brass band è piaciuta a tal punto che i nostri ospiti dopo cena, invece di godersi la serata bevendo qualche bicchiere in più com’è solito accadere, sono rimasti a bocca aperta ad ascoltare ed applaudire lo spettacolo. Primo risultato: le consumazioni al bar si sono arrestate con ovvia perdita per l’incasso. Ma va benissimo così poiché uno degli obiettivi della festa popolare è anche quello di divulgare la cultura musicale bandistica. Secondo risultato: la serata successiva ha subito un aumento mai visto di ospiti, molto probabilmente attirati dalle voci positive della serata precedente. La buona riuscita del venerdì ha attirato gente al sabato, il sabato ha attirato gente per la domenica e la domenica eccezionalmente ricca di ospiti si spera farà da traino per l’anno prossimo. Che sia davvero l’anno del centocinquantesimo ad offrire un trampolino di lancio per il decollo della nostra festa??? Ce lo auguriamo ma mentre noi anche l’anno prossimo ce la metteremo tutta per perfezionare il servizio, voi preparate lo stomaco e la voglia di festeggiare la nostra e la vostra banda!!!
Era nostra intenzione festeggiare l’avvenimento portando tanta musica a tutti i nostri concittadini per dividere con loro questo nostro momento magico.
Con l’aiuto concreto dell’Amministrazione Comunale siamo riusciti ad organizzare, in tutte le frazioni del Comune, una ventina di concerti di vari generi musicali con gruppi e musicisti di fama internazionale e di elevatissimo livello qualitativo.
La risposta del pubblico che di volta in volta ha partecipato numerosissimo, è stata entusiasmante.
I concerti hanno spaziato dalla musica prettamente bandistica a quella classica e colta, dalla musica folk a quella etnica e contemporanea.
La nostra Banda ha così avuto ancora tante occasioni per intrecciare amichevoli rapporti con musicisti italiani e stranieri e di arricchirsi di esperienze culturali e umane.
Ma molte altre sono state le attività che hanno coronato questo anno straordinario.
Prima fra tutte il libro che avete fra le mani che ci ha impegnato notevolmente nella massiccia revisione e ampliamento della precedente pubblicazione, datata 1988, con tutto il materiale di cui eravamo venuti in possesso da quella data ad oggi.
Il gemellaggio con la banda di Sarezzo in Giugno e il raduno a Toscolano Maderno in agosto per il 150° anniversario della Banda locale, sono stati un’ulteriore occasione per incontrarci festosamente tra colleghi.
La Banda giovanile quest’anno ha ampliato il suo organico e i sui orizzonti, collaborando, con due bellissimi concerti, con insegnanti e studenti delle scuole elementari e con un’altra realtà musicale del nostro comune: il coro “Il coriandolo”.
La “Festa della Banda”, con un’organizzazione ormai rodata da undici anni di edizioni, si è concessa allo spettacolo con gli amici della strepitosa “Libera Brass Band” ma soprattutto ha ridonato a Darfo l’emozione dei raduni bandistici del passato con le Bande di Bienno, Borno, Capo di Ponte e Vezza d’Oglio.
Anche sul piano sportivo i musicanti si sono dati da fare piazzandosi al terzo posto al torneo di calcio organizzato dalla Banda di Pisogne, dedicato esclusivamente alle compagini delle bande musicali.
Insomma un anno, il 2003, vissuto intensamente dalla nostra associazione.
Spinti da voglia di imparare, da amici, parenti e genitori, molti iniziano a frequentare il Corso di Orientamento Musicale.
Ma chi gli insegna? In effetti, qualcuno c’è.
Da moltissimi anni sono organizzati corsi di musica per avvicinare i giovani alla banda. Uno l’ho fatto anche io seguendo le indicazioni e gli insegnamenti dell’allora e dell’attuale M° Direttore Vittorio Alberti.
Da poco entrata nella banda, mentre aspettavo il mio turno per provare lo strumento, mi hanno chiesto di provare solfeggio (letture delle note) ad altri bambini che erano lì.
Così fu che nel 1988 ho iniziato a provare solfeggio insieme con altri volenterosi.
Poi, più avanti mi è stato assegnato come compito ufficiale e non ho ancora smesso.
Si continua così, il giovedì pomeriggio dalle 14 alle 18:30, ad andare avanti, tra allievi più o meno capaci e vogliosi di apprendere note e strumenti; ma la soddisfazione più grande è vedere il loro e il nostro impegno premiato quando entrano a far parte della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme.
Floriana Alberti
Due solisti, capaci per se stessi di suonare e suonare bene.
A ciò ognuno è giunto con fatica, scuola, esercizi.
Due solisti che hanno trovato, uno nell’altro, la giusta combinazione di capacità e di meta da realizzare (il suono).
Due solisti che con fatica ed esercizio hanno combinato note, tempo e ritmo.
Due solisti uno rispettoso dell’altro ed uno che dona all’altro la capacità di realizzarsi.
Due solisti che fondono il suono in modo da sembrare unico:
nessuno dei due prevale sull’altro.
Due solisti che uniti fanno un’armonia piacevole per loro e per gli altri.
Due solisti che si donano a vicenda la propria arte di suonare per un’unica melodia di arte nel vicendevole consenso.
Due solisti che si compensano sforzo, fatica e qualità per dividersi l’onore ricevuto, che però è anche tutto di ogni singolo.
Due solisti che sanno leggere tra le righe della quotidianità le note di lode e ringraziamento a Dio, autore della loro storia.
Due solisti che sanno scrivere la musica della vita:
i figli, autentici pezzi di gioia per la famiglia.
La coppia è composta da due solisti nell’arte di vivere per cercare e gustare una nuova musica:
il duetto, la vita.


Vittorio Alberti
II Vice Presidente
Egidio Pennati

Giunte le 14.00 ci si ritrova fuori dal museo egizio e ci si divide in due gruppi che entreranno a 10' minuti di distanza I'uno dall'altro. II cammino è lungo e parole delle guide impegnative, ma il fascino di certi reperti è altrettanto intenso. In particolare colpiscono i papiri, scritti così minuziosamente e finemente decorati. E cosa dire delle mummie? Rinsecchite si, ma straordinariamente conservate. ..Ci si potrebbe dilungare all'infinito nella descrizione di questo museo, ma sarebbe comunque limitativo! Una volta usciti si ha un'ora libera a disposizione: c'é chi va a bere il famoso "bicerin" torinese, altri sfidando la stagione, si prendono un bel gelato mentre sotto i portici alcuni acquistano orecchini e braccialetti dalle numerose bancarelle. Alle 17.00 si riparte alla volta della nostra mitica valle, tutti si scambiano pareri sulle cose viste, prima che Egidio inizi ad intrattenere con le sue famose barzellette... Solo Lorenzo dorme sonni beati! Verso Milano ci assale un nubifragio (altrimenti non sarebbe stata una vera gita della banda). Giunti a Darfo alle 20.30, ci dirigiamo in pizzeria per una cena in compagnia. Queste giornate sono indispensabili per un gruppo eterogeneo come il nostro, perché permettono di approfondire rapporti con persone che, vista la disposizione dell'organico e la differenza di età, si conoscono appena.
E’ bello vedere il nostro maestro, una volta tanto, rilassato e senza tensioni, ridere e scherzare nel museo e per le vie della città insieme ai ragazzi più giovani con battute di ogni tipo!
Ma dopotutto questa è la banda di Darfo: un gruppo spesso invidiato da molti!
Cristina e Davide
1) Direttamente dallo "shabadaba tour", le star di "mai dire gol": OLMO&FRIENDS.
2) Indimenticabili canzoni per raccontare la banda: SCARAFAGGI CAMUNI.
3) Ricordi da un possibile lantana futuro: LE VECCHIE TROMBE.
4) Esibizione canora della nostra cara Flo: FLORIANA 1 .
5) "Stasera le mia la sera ": LA FILA Dl FONDO.
6) Un vero esempio di teatro dell’assurdo: PALEOLITICO POST-MODERNISTA.
7) Un'altra intensa esibizione canora della nostra vagabonda Flo: FLORIANA 2.
8) Sulle orme di Aldo, Giovanni e Giacomo: I LUNGHI.
9) Piume di struzzo a go-go e ugole indubbiamente pari allo Zero (intendiamo Renato...): THE MODEST GROUP.
10) Consigli culinari: LE TAGLIATELLE Dl NONNA PINA.
11) Un successo intramontabile: LE KLOSSLER.
12) Direttamente dal mouline rouge...: DONNE ALLA RIBALTA.
13) E "last but not least": I TRIP MEN.
Sul palco si susseguono parrucche bionde, estrosi costumi, paillets, sensuali bustier, ...ciapacache preistorici..., e una sexy interpretazione della divisa della banda. II risultato è un tripudio di colori, suoni, danze, gestualità e vocalità, tutto fa spettacolo, compreso il pubblico partecipe e di divertito.
Alla fine della serata la giuria tira le somme e si eleggono i meritati vincitori. Consegnati gli attestati e l'ormai mitico trofeo, la seconda edizione della Corrida è volata con il giusto spirito e il giusto grado di follia. Appuntamento alla prossima, sicuri che non ve la vorrete certo perdere.
Marta Tagliabue
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Fiorenzo e Roberto


Carissimi lettori sono già passati quattro anni da quando questo Consiglio Direttivo ha ereditato dai precedenti il compito di portare avanti la compagine musicale bandistica. Con gennaio del 2006 scade il mandato io e dei miei colleghi. In questi anni ne abbiamo fatta parecchia di strada insieme a voi: penso alle varie iniziative per il 150° anniversario di fondazione della Banda che hanno suscitato molto interesse nel pubblico, penso ai vari concerti augurali di fine anno che hanno visto sempre più pubblico presente, penso ai vari concerti estivi nelle frazioni che ci vengono di anno in anno sollecitati perchè molto graditi senza dimenticare il vostro importante apporto nella riuscita della nostra "festa popolare della banda" che riscuote di volta in volta sempre maggior successo.
Un consigliere
Chi ha letto semibreve dal 1992 ad oggi, non può non sapere del legame forte e profondo che la nostra banda ha con Diego Ducoli; suonatore fin da tenerissima età, sono sempre state presenti in lui virtù come l'amicizia (quella vera), la solidarietà, la disponibilità e la simpatia.
Da quattordici anni lui però non è più tra le fila della banda ma bensì missionario laico (da qualche anno con moglie e prole) in Brasile. Questa estate abbiamo avuto la fortuna di averlo con noi per alcuni mesi, e seppure pieno di appuntamenti per il volontariato, spesso ci ha fatto visita e pure partecipato attivamente alle nostre attività. Molti ragazzi della banda, i più giovani e non sono pochi, non hanno avuto la fortuna di conoscerlo ai tempi, quando in prima fila suonava il flauto, ma hanno sentito spesso parlare di lui da noi veterani che abbiamo dentro un ricordo indelebile della sua presenza; chi di noi non ricorda infatti con piacere i suoi racconti, la sua semplicità in ogni cosa che faceva, la disponibilità sempre e comunque con chiunque, il suo lavoro affinchè ciò che si faceva fosse fatto nel migliore dei modi; fu sua infine l'idea di tenere una agenda dove annoverare ogni serata, servizio, concerto o festa fatta dal nostro gruppo.
Mercoledì 26 ottobre, per salutarlo visto che sarebbe partito pochi giorni dopo, abbiamo organizzato una cena in suo onore aiutati dal Mato Grosso; preceduta dalla S.Messa dove don Marco ha ricordato molto bene l'importanza delle nostre opere rivolte al prossimo (e ancor più quelle di coloro che ne dedicano generosamente la vita), è seguita una cena molto semplice nella nostra sede, proprio per testimoniare a lui e alla sua famiglia, la nostra gratitudine per ciò che loro sono e fanno. Semplice come lui.
Alla fine della serata abbiamo affidato a lui un offerta, come tutti gli anni usiamo fare, un modo per contribuire anche noi alle opere materiali che Diego e gli altri con lui riescono a realizzare per migliorare la vita della sua gente.
Che bello vederlo e "sentirlo" suonare con noi in quelle che noi definiamo "Le Manfrine", cioè quei pezzi allegri che concludono spesso le nostre serate; sono canzoni e balli della nostra terra con i quali noi suonatori vogliamo rallegrare la compagnia e in questo caso ricordare a Diego le sue origini. Non vi dico la gioia di vedere la moglie Rozilda a ballare sulle note di Piemontesina.
E che dire di Paolo e Mario: tutta la serata l'hanno trascorsa a provare e riprovare tutto il reparto delle percussioni (per fortuna noi eravamo in un altro salone!).
Molti di noi sono grati e felici di poterlo incontrare, se pure per poco tempo, ogni tre anni, e vi posso garantire che è un orgoglio poter dire di conoscere persone semplici, trasparenti ed intelligenti come Diego. Seppure i suoi racconti di ciò che fa e vive in Brasile siano racconti di miseria e disperazione, in lui possiamo sempre percepire una profonda fede, fonte di speranza e fiducia sul futuro, affidando questa realtà al Padre Celeste e confidando nel suo aiuto caritatevole.
E quando questo non basta ecco che allora intervengono persone come Diego, e tanti altri come lui, che decidono volontariamente di abbandonare il lusso e le comodità del nostro paese per abbracciare queste persone così lontane, così diverse e così meno fortunate di noi.
da tutta la Banda di Darfo
Chiara
Chiara
Marta


Attualmente siamo un bel gruppo omogeneo di circa 70 persone che compongono la banda madre, più la banda giovanile e un folto numero di giovani che frequentano i diversi corsi proposti dalla Banda: corso di orientamento musicale e corsi specifici per ogni strumento. Il tutto è guidato da un Maestro all'altezza della situazione, il grande Maestro Vittorio Alberti, dal Presisdente cav. Giovanni Chini, e da un energico, dinamico e giovanile Consiglio Direttivo che con grande abnegazione, gestisce e propone, con la collaborazione di tutti, l'organizzazione e gli eventi della Banda. Un grande e caloroso grazie a tutti i protagonisti di questa associazione, ai soci sostenitori e ai simpatizzanti.
Il Vice Presidente
Egidio Pennati

Sono quasi dieci anni che dirigo la Banda Giovanile, per me è stato un onore ed un piacere poter assumere questo compito nella banda che mi ha vista crescere. Ed ora tocca a me far crescere al meglio le nuove generazioni.
Ma non è un compito facile, infatti man mano che gli allievi arrivano ad essere autonomi vengono "promossi" entrando nella Banda Madre e così nel giro di breve lasciano la Giovanile. Questo comporta un continuo cambiamento nelle fila della Banda Giovanile che non mi permette di poter impostare un lavoro costante che porti ad una crescita continua.
Così da una tesi scolastica di una musicante, nasce l’idea di costruire un vero sito della Banda. In primavera si approfondisce il progetto e poi finalmente, dopo giornate intense di lavoro, per cui ringraziamo il ‘comitato’ e soprattutto Massimo, principale promotore nonché webmaster, quest’estate ha visto la luce, o meglio è apparso sugli schermi: www.bandadarfo.eu:
Il sito è ancora in evoluzione, ma offre già parecchie informazioni e servizi. L’obbiettivo del ‘comitato’, per la verità ambizioso, sarebbe quello di avere una situazione di perenne implementazione per essere sempre aggiornati sui nuovi avvenimenti e per incuriosire sempre gli utenti con nuove iniziative.
Quindi oltre alla classica presentazione dell’associazione (storia, libro del 150°, organico, Maestro, Presidente), il navigatore può accedere al blog, ovvero l’archivio del diario di tutte le attività svolte durante l’anno in corso e gli anni passati, con la possibilità non solo di leggere, ma anche di lasciare commenti personali.
Si possono trovare news e appuntamenti, per essere sempre aggiornati sulle nostre attività. Non mancano di certo il forum e la chat, dove poter parlare e intervenire nei più svariati argomenti, musicali e non, che ogni giorno nascono dall’incontro in linea di molti utenti. Ci sono i link ad associazioni a noi vicine, realtà musicali e istituzionali.
Visitando poi le gallerie fotografiche riconoscerete i volti dei bandisti e dei simpatizzanti che costituiscono la grande famiglia della Banda, a volte impegnati in esecuzioni musicali e a volte in “libera uscita”. Registrandosi (per ora siamo circa 60 utenti) si può usufruire di vari servizi utili come la newsletter, che periodicamente tiene informati sulle novità e appuntamenti in calendario. A tutto questo fa contorno una serie di “simpatici svaghi” come il quiz settimanale, i sondaggi, i compleanni del mese e tanti altri che potrete scoprire digitando www.bandadarfo.eu
Un utente: Saremo
Il 2006 è stato decisamenteun anno colmo di emozioni e di colpi di scena in ambito calcistico, con sentimenti e sensazioni contrastanti tra loro: si è passati dalla delusione dovuta allo scandalo di Calciopoli, dove molti dicevano di essere stufi di questo calcio malato e di non volerlo seguire più, alla gioia per la vittoria della coppa del mondo in Germania, dove tutti, anche i più "profani", si sono riversati nelle piazze a sbandierare l'orgoglio nazionale rimasto sopito da troppo tempo.
La nostra Banda è da sempre costituita per la sua maggioranza da ragazzi giovani e non si poteva di certo rimanere estranei a tutto questo; quindi, sulle ali dell'entusiasmo, si è pensato di organizzare il "2° Trofeo calcistico delle Bande".
L'evento, svoltosi nel mese di settembre, era riservato esclusivamente ai membri attivi di ogni associazione musicale della zona, che dovevano dimostrare di essere tali suonando all'inizio della prima partita e dell'eventuale finale.
Il campo sportivo di Bessimo ha visto affrontarsi le compagini delle bande di Costa Volpino, Pisogne, Pezzo, Berzo Demo, Casazza (presentatasi con due squadre), la Fanfara di Vallecamonica e, ovviamente, La Banda di Darfo.
Questo torneo non aveva di certo come scopo la competitività, ma come sempre nessuno ci sta a perdere e quindi tutti si sono impegnati ed allenati per non sfigurare.
Già dal primo allenamento, però, ci siamo resi conto che la strada sarebbe stata in salita: dopo pochi minuti di partitella, infatti, il nostro unico attaccante si è fratturato malamente perone e malleolo della gamba sinistra dovendo dunque dare forfait.
La nostra squadra, pur non giocando benissimo, ha affrontato tutte le partite con il massimoimpegno, acquisendo volta per volta più sicurezza e coscienza dei propri mezzi: in certi tratti di partita si è potuto vedere anche del buon calcio, culminato con dei gol di pregevole fattura. Grazie anche ad un po' di fortuna, siamo riusciti a vincere le tre partite del girone eliminatorio e a passare al turno successivo, ma, una volta approdati in finale, ci siamo dovuti piegare alla forza della compagine di Costa Volpino per 5 reti a 3.
Questo secondo posto è stato davvero un buon risultato per la Banda di Darfo, in quanto siamo riusciti a migliorare il terzo del 2003 e ad aggiungere un altro trofeo alla nostra bacheca.
Non mi dilungo nella cronaca tecnica di questo torneo perchè penso siano altri gli aspetti positivi da sottolineare: abbiamo trovato un modo per riunire diverse realtà musicali della zona e dimostrare che lo sport può essere visto anche in modo diverso, più allegro e spensierato da quello esasperato che si vede in TV. Grande aiuto per raggiungere questo scopo ci è stato dato dalla Banda di Casazza che, iscrivendosi anche con la "squadra B", è riuscita a dare un'immagine più divertente ed allegra alla manifestazione.
Vedere un gruppo di bambini delle scuole elementari giocare a calcio contro ragazzi ben più grandi e grossi di loro faceva quasi tenerezza, ma non fatevi trarre in inganno: hanno messo in campo tutta la grinta e la voglia che avevano in corpo come dei veri professionisti!
Proprio perchè hanno saputo espletare il vero senso di questo torneo, si è deciso di premiare come migliori giocatori due ragazzini di questa squadra di calcio: Carlo e Sibilla sono così diventati le mascotte del torneo.
Da parte mia esprimo un grazie a tutti i tifosi che ci hanno sostenuto costantemente in tutte le partite e che, anche nei momenti più difficili, hanno continuato ad incitarci a non mollare e a dare di più e a tutti gli addetti ai lavori: dagli ideatori, agli organizzatori, agli arbitri (come sempre bersagliati da critiche e polemiche), a tutti i cuochi che si sono avvicendati alle piastre per tenere attivo il servizio "pa' e strinù" che, come sempre nei nostri paesi, ha riscosso un ottimo successo di clienti.
Tutto ciò ha avuto delle conseguenze positive anche in ambiti extracalcistici in quanto, nei mesi di agosto e settembre, ci sono stati molti nuovi visitatori del sito www.bandadarfo.eu , dove molti dei partecipanti si sono iscritti al nostro forum per poter dare pareri e giudizi personali, per commenti tecnici o, semplicemente, per tenersi aggiornati sui risultati e le classifiche.
Sinceramente non credo che manifestazioni come questa possano essere sponsorizzate maggiormente o divulgate in larga scala dai mass media, ma ritengo che sia uno dei lati positivi: in questi momenti infatti si riassaporano i sentimenti di un tempo, quando da bambini ci si trovava all'oratorio solo ed unicamente per fare i famosi "due tiri a pallone" senza pensieri o inutili tensioni.
Nell'attesa di una nuova occasione per divertirsi e stare insieme, rinnoviamo i compliemnti alla banda di Costa Volpino (squadra vincitrice) ed alla terza classificata Berzo Demo.


Il fatto di essere presidente della Banda Cittadina da tanti anni mi ha permesso di seguire da vicino i continui progressi che il nostro complesso bandistico ha fatto e di essere testimone del costante impegno profuso dal maestro Vittorio Alberti e dai suoi collaboratori nell'aiutare i giovani ad avvicinarsi alla musica.
La nostra banda ha tradizioni molto antiche: da più di cento cinquant'anni è un importante punto di riferimento per tutti coloro che amano la musica e, fin dalle sue origini, è riuscita a radicarsi profondamente nella vita socio-culturale della nostra città.
Permettetemi di ricordare le intere generazioni di musicisti locali che hanno offerto al pubblico esibizioni sempre applaudite e di successo, che hanno contribuito a tenere vive le tradizioni culturali del nostro territorio e a scrivere un pezzo importante della storia della nostra città. E con loro il nostro maestro Vittorio Alberti, che da alcuni anni ha scelto la valorizzazione del concerto come forma più consona alla divulgazione di un messaggio musicale rinnovato, sia dal punto di vista del contenuto culturale che delle difficoltà tecniche, potendo contare sull'accurata preparazione di base di tutti i musicanti. I giovani e gli anziani che suonano nella banda sono un esempio d'impegno, dedizione, costanza, forza di volontà e spirito di sacrificio. Hanno accompagnato e continuano ad accompagnare molte delle manifestazioni svolte nel nostro territorio, attingendo alla miniera delle grandi melodie del passato e del presente. Con la loro musica hanno allietato cittadini e villeggianti con numerosi concerti, facendosi apprezzare anche quando si sono confrontati con altre realtà musicali europee.
Il nostro complesso bandistico continua ad essere un vero punto di riferimento, un importante motivo di aggregazione sociale, educativa e formativa per tanti giovani, che hanno l'opportunità di suonare con altre bande europee, alle quali la banda è gemellata, e di entrare in contatto, attraverso scambi musicali e culturali, con tanti altri complessi bandistici.
Come presidente ritengo doveroso ringraziare l'Amministrazione Comunale, tutti i Soci e gli Amici per il sostegno morale ed economico, e colgo l’occasione per porgere a tutti i più sinceri auguri di buone feste.
Il Presidente
Cav. Giovanni Chini

Nel nostro statuto i soci si riconoscono nell’assemblea dei soci e sono così definiti:
a) L’ASSEMBLEA DEI SOCI è costituita da:
Soci onorari e benemeriti: titolo onorifico conferito dal consiglio direttivo a coloro che hanno particolari meriti di servizio o altro nei confronti dell’associazione
Soci sostenitori: tutti i cittadini e gli enti che, condividendone le finalità, contribuiscono al sostentamento dell’associazione. Ad essi verrà riconosciuta una tessera annuale.
Soci ordinari: i musicanti effettivi, il maestro direttore, gli incaricati per i servizi della banda ed il presidente.
(Tratto dal sito Web www.bandadarfo.eu )
Ma chi fa parte della Banda ed è socio sa che essere “SOCIO” è molto di più…. E’ essere parte di una grande famiglia con i suoi pregi e i suoi difetti, dove ognuno ha le sue idee, le sue opinioni, ma una cosa che ci accomuna, un grande Amore per la musica. Ormai i soci per noi sono una cosa certa, sono tanti e ci seguono da anni sostenendoci economicamente ma ancor più moralmente, partecipando ai nostri concerti, alla cena di Santa Cecilia, alla festa della Banda, alle gite o alle varie manifestazioni ludico-ricreative che la banda organizza. Ricordo quando il tesseramento era agli albori e iniziavano timidamente a tesserarsi i genitori dei ragazzi, o i più fedeli seguaci dei nostri concerti e manifestazioni, sembrava una strada tutta in salita e lo slogan sul Semibreve era <<Sei già socio della banda, dillo a un amico!>>. Oggi che il nostro mondo sembra fatto di solitudine e tristezza dico: <<Vuoi diventare un nostro amico?”>>, è semplice: tesserati e farai parte della nostra grande Famiglia: “La BANDA”.
Egidio Pennati
(vice Presidente)
Volge al termine un altro anno di banda, un altro anno di storia, per la nostra associazione e per coloro che vi orbitano attorno, che si va ad aggiungere ai 154 che abbiamo l’onore di avere alle spalle. Sì, è un vero onore far parte di un’associazione che ha saputo resistere negli anni, evolvendosi e adattandosi ai cambiamenti della società, integrandosi strettamente con il territorio e con la cultura da cui proviene. Una delle peculiarità delle bande musicali è quella di vedere al suo interno musicanti di diverse generazioni che si confrontano e che si impegnano, dando la possibilità ai giovani di imparare dalla saggezza dei più datati, e a questi ultimi di trasmettere quei valori che hanno saputo resistere nel tempo.
Tutto ciò continua ad esistere grazie al contributo di molte persone, persone che si danno da fare e che meritano, come ogni anno, un grosso Grazie! Le nostre attività vedono coinvolti in primo luogo i musicanti, che con sacrificio (ma anche tante soddisfazioni), si impegnano nello studio delle partiture e nella preparazione musicale dei concerti. Oltre all’attività musicale, vi sono numerose iniziative alle quali, chi più, chi meno, si dedica con grande passione (solo x citarne alcune: pulizia sede, archivio partiture, il nostro diario, gli elenchi dei musicanti, i rapporti con i soci, e tanti altri piccoli ma preziosissimi lavori). Un esempio è l’organizzazione della festa popolare, nella quale quest’anno si è impegnato attivamente un folto gruppo di bandisti, alleggerendo un po’ il lavoro del consiglio direttivo, insieme, come da anni, a genitori, amici e parenti. Lo stesso Semibreve che state leggendo, è frutto di un gruppo di musicanti che spontaneamente ha deciso di lavorare per realizzarlo. E’ stato creato e viene continuamente aggiornato e arricchito di contenuti il sito internet, vetrina ufficiale dell’associazione, ormai diventato anche luogo di incontro e di scambio virtuale tra musicanti e simpatizzanti, che vede la partecipazione anche di utenti di altre realtà musicali. Il nostro futuro è poi rappresentato dai numerosi allievi che frequentano inizialmente i corsi di orientamento musicale, seguiti con professionalità dagli insegnanti, per poi passare tra le fila della banda giovanile.
Un supporto prezioso è dato da tutti i nostri soci, che ci sostengono sempre numerosi, chi con un piccolo contributo, chi con una mano, chi semplicemente assistendo alle nostre esibizioni pubbliche.
Un particolare ringraziamento del Consiglio Direttivo va a tutta l’Amministrazione Comunale, sempre attenta alle nostre esigenze e pronta ad appoggiare con fiducia le idee e le proposte della Banda Cittadina.
Fiduciosi di avervi come graditi ospiti agli appuntamenti in programma per fine anno, dimostrando come sempre la vicinanza e l’attaccamento che c’è tra il paese di Darfo e la propria Banda, cogliamo l’occasione per porgere, a nome di tutta l'Associazione, i nostri migliori auguri per delle serene festività.
per il Consiglio Direttivo
(Lorenzo Fiorini)
"Ragazzi, la banda di Darfo ha organizzato un torneo di calcio, vi va di partecipare?”
Nasce così, nel settembre 2006, l’amicizia tra la banda di Casazza e coloro che ormai sono diventati i nostri “cugini” della Valle Camonica. Le prodezze e la simpatia della squadra del Casazza B non passano certo inosservate come, del resto, la disponibilità e l’allegria della squadra ospitante; è quindi naturale continuare il cammino intrapreso e il sito della Banda è sicuramente il mezzo migliore per tenere vivi i contatti. Così, tra una “chattata” e l’altra, veniamo invitati ad una cena organizzata proprio per radunare tutti gli amici internauti. Parte quindi dalla Valle Cavallina una delegazione tutta al femminile (si sa, la curiosità è donna) alla volta della sede della banda di Darfo. Davanti ad una tavola imbandita è molto semplice diventare subito amici, discutere di progetti comuni e sognare scambi musicali tra le varie realtà bandistiche: che bella sorpresa aver trovato persone desiderose di allargare le conoscenze e le esperienze maturate all’interno del proprio gruppo!
Ed ecco che a giugno le idee cominciano a prendere forma…la Banda di Darfo infatti viene a Casazza per festeggiare, insieme a noi e alla banda di Caravaggio, l’85° compleanno del nostro corpo bandistico. Dopo i tre concerti, molto apprezzati dal pubblico, quale modo migliore per concludere al meglio una bella festa?… Naturalmente una cena, durante la quale la musica ancora la fa da padrona: dopo due bicchieri di vino infatti una cantatina è d’obbligo e, visto che tre gruppi sono sempre meglio di uno, si dà il via ai canti popolari e alle sfide tra le bande.
A fine luglio ricambiamo il favore e ci troviamo a suonare nella frazione di Angone. Un’altra gradita sorpresa è stata trovare ad ascoltare il nostro concerto parecchie persone della banda di Darfo che, avendo capito che un lauto rinfresco dai musicisti “casazzesi” è sempre molto apprezzato, ci hanno preparato ogni prelibatezza per ritemprarci dalle fatiche musicali.
L’amicizia è andata così crescendo, sia tra le singole persone sia tra i due gruppi. Condividendo la passione per la musica e per la banda, le nostre due realtà si sono avvicinate, scoprendo la voglia di partecipare, di stare insieme e di continuare a divertirsi suonando.
Francy e Noemi

L'intervista a cura di Cristina Chiudinelli

| Nome ed età | |
| Alberti Vittorio, 59 anni. | Alberti Danilo, 34 anni. |
| In quale strumento sei diplomato e come sei arrivato fin qui? | |
| Trombone. Il mio cammino è stato questo: come musicista in banda, sono passato da terzo, a secondo, a primo trombone e poi ho suonato il flicorno baritono. Da lì son stato vicemaestro per più anni e poi maestro. | Trombone. Sono arrivato fino qui dopo aver suonato per 20 anni nella banda e per 7 come professionista trombonista nelle orchestre; inoltre, ho seguito a Bergamo un corso per direttori. E poi la spinta di mio papà non può essere trascurata… |
| Da quanti anni dirigi la banda? | |
| 22-23 anni…Ho perso il conto!!! | Co-dirigo la banda da due anni circa. |
| Quali sono le soddisfazioni che ricevi dal tuo ruolo di maestro? | |
| I complimenti della gente, motivati dal fatto che abbiamo suonato bene o perché è piaciuto il programma. | I risultati musicali e il fatto di sentirsi seguito, ascoltato dai bandisti.
|
| E quali le fatiche da sopportare? | |
| Sintetizzo con una frase: “taci cò, tate crape” (tanta gente, tanti pareri)… | Per ora nessuna, anche perché mi piace molto questo ruolo, che comunque non occupa in maniera eccessiva il mio tempo disponibile. |
| Definisci la tua banda ideale. | |
| Ho sempre sognato un organico da sinfonic band, per costituire il quale, alla nostra banda, mancano ancora un paio di strumenti, quali il fagotto. E poi penso che l’ideale sia dirigere un gruppo di suonatori entusiasti. | Un gruppo, anche se non composto da 20.000 elementi, ricco di gente che ha voglia di suonare, di persone che non si sentano obbligate a prendere tra le mani il loro strumento! Anche perché la banda va vista, anche e soprattutto, come un hobby, impegnativo certo, ma piacevole. |
| Cosa ti piace di questa banda e cosa no? | |
| Apprezzo i risultati ottenuti negli ultimi anni, anche se non sono stati proprio quelli che volevo io. Non mi piace vedere che alcune persone non prendono l’impegno di suonare seriamente o non mi ascoltano mentre parlo, soprattutto durante le prove. Inoltre, non gradisco che troppi si prendano le responsabilità del maestro. | Rischierò di ripetermi, ma amo il fatto di sentirmi ascoltato, mentre non gradisco vedere gente poco motivata.
|
| Meglio suonare o dirigere? | |
| Suonare soddisfa di più ed è meno pesante come impegno. | Questa è una bella gara: qualche anno fa avrei sicuramente detto SUONARE, ma ora è tutto diverso…Non riesco a scegliere! |
| Quale tipo di musica preferisci? | |
| Musiche originali per banda, scritte appositamente. | Non ho una preferenza particolare, infatti per il prossimo concerto augurale ho scelto di dirigere sia la colonna sonora di un cartone animato, sia un brano classico: tutta la musica, se suonata bene, può essere adatta alla banda. L’unica tipologia che non mi piacerebbe è il genere contemporaneo, dodecafonico, melodie sorte dall’accostamento di fischi, soffi, suoni metallici o altri strani effetti: non mi pare appropriata per noi. |
| Quale brano suonato e quale diretto hai preferito in assoluto? | |
| Suonato: Blue shades (Concerto augurale 2006). Diretto: non lo so ancora… Non l’ho ancora trovato!!! | Suonato: Star wars saga (Guerre stellari). Diretto: Blue Shades (Concerto augurale 2006). |
| Qual’è la tua sezione prediletta? | |
| Quella che è il vanto della nostra banda: la sezione dei suoni bassi, che danno la base fondamentale dell’armonia. | Qualitativamente è più formata la sezione ottoni-bassi.
|
| E ora ti chiediamo un confronto col tuo “collega”: chi è più paziente? | |
| Lui, perché resta più calmo. Tra l’altro io, da giovane, ero molto meno paziente di quanto non lo sia ora…Vi lascio immaginare… | Potrei dire io…Ma solo per il momento! Onestamente, non so come potrò essere dopo 25 anni di direzione.
|
| Chi si emoziona di più, per esempio prima o durante un’esibizione in pubblico? | |
| Entrambi, anche perché se non c’è emozione, non c’è musica! | Chi lo sa?! Non è facile stabilirlo. Però direi entrambi. Alla fine dei primi concerti che ho diretto avevo la gola secca, come se avessi suonato da solo. Comunque le prove fatte ti aiutano molto al momento del concerto: anche se come maestro sbagli qualcosa, supponi che i musicisti sappiano continuare da soli. Il direttore è molto più importante nel corso della preparazione, che non al momento dell’esibizione. |
| Cosa ammiri dell’altro? | |
| Il fatto che possa contare su un organico già ben fatto e completo, mentre io ho dovuto crearlo. E l’orecchio assoluto. | La linea (ride…). Il figlio maschio, per ora, anche se il mio Cristian ha tempo per farsi valere!!! A parte gli scherzi, ammiro mio papà come persona in generale. |
| Dai un consiglio all’altro Alberti che abbiamo intervistato, anche per chiudere in bellezza. | |
| Cambia mestiere!!! | Continua a dirigere, a scegliere parti: insomma, non mollare! |
Letteralmente questa sigla non è altro che l’unione delle iniziali di un progetto da tempo nelle menti di alcuni bandisti: l’Orchestra Modulare a Volume Variabile; ovvero un gruppetto autogestito di musicanti in grado di mutare il proprio assetto (sia in termini di organico che di repertorio) in base alle occasioni in cui è chiamato ad esibirsi. Nello specifico, “Modulare” sta ad indicare che è una realtà aperta a tutti e questo porta alla possibilità di mutare la propria struttura da un’esibizione all’altra; è richiesta solamente una partecipazione costante nel periodo antecedente ogni evento prefissato in modo da poter valutare al meglio le proprie capacità ed i pezzi da preparare. Il “Volume” è “Variabile” sia in base al numero di elementi, che alla possibilità di essere amplificati e di suonare congiuntamente con strumenti come tastiere, chitarra e basso elettrico. Nella pratica O.M.A.V.V. altro non è che un insieme di amici che quest’estate ha deciso di continuare a suonare anche durante il mese di ferie della nostra Banda, trovandosi una sera a settimana per fare “4 note” in compagnia in modo da non perdere l’allenamento.
Dopo qualche prova di rodaggio sono iniziati ad arrivare i primi risultati di insieme e si è notato un miglioramento generale; tutto questo ci ha portati a continuare e a giungere alla formazione attuale di dieci elementi ben assortiti ed affiatati. Si è quindi iniziato a stabilire degli obbiettivi da raggiungere, in modo da poter finalizzare al meglio il lavoro e, di conseguenza, sono stati scelti i brani più indicati. La prima uscita ufficiale sarebbe dovuta avvenire in occasione della nostra cena sociale di S.Cecilia dove, da sempre, un gruppetto si esibisce cercando di rallegrare la serata ai numerosi ospiti. Non potevamo però perdere l’opportunità di esordire in pubblico in occasione della prima edizione della notte bianca a Darfo. Questa richiesta di mezz’oretta di musica è stata reputata subito una bella iniziativa da chi, come noi, è felice di portare la “propria musica” anche ad un pubblico che non è abituato a seguirci ed abbiamo avuto ragione perché siamo stati ripagati da numerosi complimenti: un applauso per noi significa molto, ve lo posso assicurare! Soprattutto era importante rompere il ghiaccio e misurare le nostre potenzialità al di fuori del nostro contesto ed il risultato è stato buono.
Non è sempre facile autogestirsi, per questo è stato stilato una sorta di decalogo di autoregolamentazione in modo da permettere a tutti (soprattutto ai futuri componenti) di conoscere le intenzioni e le modalità di questa nuova realtà. La prima, nonché la più importante, è che la Banda deve essere sempre e comunque messa al primo posto come priorità, in quanto tutto questo deve essere un modo per fare gruppo e, se possibile, migliorarsi musicalmente, ma non di certo un motivo di assenteismo dagli impegni ufficiali!
Personalmente sono più che contento di aver contribuito alla nascita della O.M.A.V.V. perché così ho la possibilità di suonare una volta in più durante la settimana e di farlo in modo diverso dal solito. Voi mi direte: “Ma non puoi farlo lo stesso?” Si, avete ragione, infatti più volte mi sono impegnato a studiare le parti e fare un po’ di esercizi da solo, ma, dopo quattro o cinque volte, gli stimoli e la costanza iniziavano a mancare ed un po’ alla volta altre attività prendevano il sopravvento (a volte anche il divano di casa!). Cosa, questa, che non accade più nel momento in cui si è stabilito un giorno ben preciso per provare e si è preso un impegno comune ad altre nove persone per raggiungere un fine unico.
Anche se i risultati e l’affiatamento sono in costante crescita, personalmente continuo a vedere tutto ciò quasi unicamente come un’ottima opportunità per allenarsi e tenere vivi quegli stimoli che, dopo tanti anni di musica, potrebbero venir meno. Suonare senza maestro, infatti, ti costringe ad essere più concentrato ed ascoltare maggiormente gli altri ed il fatto di essere in pochi da un ruolo di primaria importanza alle parti di tutti; cosa che non sempre accade in una banda di 70 elementi. Da quando suono più spesso anche le prove del venerdì mi piacciono maggiormente: che bello riuscire a fare correttamente i passaggi veloci e tecnici e, soprattutto, non aver più problemi di imboccatura o di fiato! Insomma, diciamo che dopo tante iniziative positive portate avanti dalla nostra associazione, ne è nata una strettamente legata al nostro scopo principale: diffondere la musica e farlo con entusiasmo! Nella speranza che tutto questo non sia un fuoco di paglia, ma qualcosa di positivo che possa durare nel tempo, vi invito a visitare il sito internet www.bandadarfo.eu per informarvi riguardo i nostri futuri impegni: vi attendiamo numerosi!
Davide Raineri
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Anche quest'anno si sono aggiunte nuove leve alla nostra banda, e precisamente diamo il benvenuto a Baglioni Giò Marco, Soardi Alberto, Ghirelli Sara, Nonelli Ilenia, Pelamatti Gabriele, Rizzi Maurilio e Cominetti Francesco. Abbiamo chiesto a Sara di scriverci le sue prime impressioni.
Finalmente, dopo alcuni anni di banda giovanile e di corsi pomeridiani, l’entrata nella banda è arrivata anche per me! Sono contenta perché era un traguardo ambito da molto tempo. Come penso sia capitato agli altri ragazzi entrati con me, le prime prove sono state un po’ devastanti!! Il primo impatto con le parti non è del tutto facile e spesso, suonando vicino a persone ancora da conoscere, si ha vergogna a sbagliare o a chiedere “ehm…a che battuta siamo?!?” Nonostante queste incertezze iniziali l’accoglienza in banda è stata molto calorosa e sinceramente non me l’aspettavo così... anche se siamo solo dei novellini già ci sono state fornite le divise, piano piano iniziamo a conoscere gente mai vista prima e a prendere confidenza con il modo di dirigere del maestro che è del tutto diverso da quello di Renata (con ciò non voglio assolutamente sminuire ne uno ne l’altro metodo, semplicemente sono diversi!!!!). Concludendo, penso che la banda sia un’associazione da vivere non solo per imparare a suonare ma per costruire legami e condividere esperienze che vanno anche oltre la musica.
Sara Ghirelli
Valigia carica di abiti invernali, bagaglio a mano gonfio di libri, parenti in lacrime tipo alla partenza del Titanic, e dopo aver salutato più o meno tutti i miei amici con cene, aperitivi, e gelati infiniti, Chiara (alias Peggy), la viaggiatrice celtica, ha seguito ancora una volta il “richiamo” delle terre inglesi. Questa volta è stato un viaggio dettato dal cuore, oltre che dall’istinto, dato che oltremanica mi aspettavano un paio di occhi azzurri a cui non avevo saputo dir di no…
Così eccomi sbarcare a Brighton, qui nota come la “Londra sul mare”, anche se pare sia una specie di battuta, dato che qui i prezzi sono esattamente come a Londra (ovvero altissimi), ma non si può dire lo stesso degli stipendi… Comunque, la città è giovane e vitale, studentesca fino all’osso, grazie alle due università che si dividono umanisti e scienziati in vari campus sparsi tra il centro e la zona periferica di Falmer, circondata da un parco pieno di scoiattoli e conigli, che potrebbero venire a fare capolino alla finestra durante una lezione… anche se è più probabile ricevere la visita di uno dei milioni di gabbiani che affollano il cielo chiamandosi l’un l’altro…
Come facevo notare sul blog che ho l’onore (e l’onere) di tenere sul sito internet della banda, la mia avventura inglese era cominciata a luglio, con il corso per l’abilitazione all’insegnamento, e per l’occasione, conoscendo la zona, ero sbarcata con canottiere, pantaloncini, vestiti estivi… per passare un mese all’insegna del freddo e del gelo, in una delle estati più fredde e piovose della storia… Un mese dopo, riparto munita di maglioni, giacche, pantaloni pesanti, stivali… il tempo è naturalmente splendido, e quasi tre mesi dopo, abbiamo avuto forse tre giorni di pioggia e meno di una settimana di freddo… insomma, decisamente parlare del tempo è l’argomento migliore per fare conversazione, qui in giro. Nel frattempo, occhi blu e Peggy si lasciano, ma rimangono amici… storia lunga e complicata.
Peggy viene accettata a un master in cinematografia, sogno della sua vita, ma per cause di forze maggiori decide di posticipare l’inizio delle danze all’anno venturo, e si limita a continuare il suo lavoro di folle insegnante in una folle scuola con una folle classe di studenti intercambiabili… nel senso che ogni settimana c’è chi viene e c’è chi va! La giornata tipo di Peggy comincia con una lunga passeggiata da casa a lavoro, dove tra profe ci si litiga (amichevolmente) prima la fotocopiatrice e poi il bollitore, per la prima di una lunga sequenza di tazze di tè che scandiranno la giornata, tra lezioni, pause in aula professori, pranzi affrettati prima di tornare a fare fotocopie, altre lezioni, registri da compilare, e intanto il sole scende lentamente dietro l’orizzonte di un mare ghiacciato dove ogni mattina qualche folle si fa una nuotata, tanto per cominciare la giornata con un brivido (di piacere? Mah!). Il tardo pomeriggio vede Peggy lungo la via dello shopping più frequentata dai brightoniani: lo shopping è l’attività preferita degli inglesi, che amano spendere e spandere da mane a sera… ma in questo Peggy rimane una formichina risparmiosa, soprattutto in vista del costoso master 2008… Il weekend, momento di pace completo, si consuma tra passeggiate in spiaggia, al parco dell’università, nelle campagne che circondano la città, tra le vie del centro, le famose Lanes, che rimangono un mistero per noi nuovi abitanti di Brighton, dato che ogni volta che le visitiamo, ne spunta una nuova… sono viuzze strette e trafficate di piccoli negozi, ristoranti mignon, bar tascabili, tra cui (udite udite) una meravigliosa cioccolateria italiana dove servono la miglior cheesecake alle ciliegie del mondo, e dove il caffè è vero caffè espresso, non la classica tazza da mezzo litro di acqua sporca.. meraviglie della globalizzazione!
Peggy, intanto, resta dubbiosa… rimanere o tornare? Rimanere, perché il lavoro è bellissimo, la spiaggia e il mare, illuminati dal sole o grigi in una giornata nuvolosa, sono incantevoli, la biblioteca è su tre piani (scusate, ma un topo da biblioteca come me queste cose le apprezza), la gestione del tempo, miracolosamente, mi consente di lavorare, andare in palestra, in biblioteca, guardare un film e incontrare gli amici, tutto nello stesso giorno, e non ho menzionato “occhi blu”, anche detto “lo storico”, con il quale, pur essendo terminata la storia, continua una forte indescrivibile amicizia, e come si fa a lasciarlo qui? Tornare, perché penso alle montagne, al calore della gente, alle piccole cose, come passare una serata a cena con la mia famiglia, e poi… poi c’è la banda. Che normalmente è uno dei motivi principali per cui concludo le avventure inglesi e rientro in patria: incontrarsi il venerdì sera, di buono o di cattivo umore, suonare, con molta o poca voglia, ascoltare rimproveri e fare follie come improvvisare Jingle Bells durante una prova in una serata primaverile (!!!), ritrovarsi a fine prova per quattro chiacchiere, una discussione seria, organizzare cene e feste, montare e smontare il palco per qualche servizio, e i miei amici… Insomma, la vita sarebbe perfetta per me se potessi unire le mie due passioni: Inghilterra e banda… Che dite, si organizza una trasferta bandistica in quel di Brighton?
Chiara Marcon
Nell'edizione dell'anno scorso di Semibreve vi avevamo parlato del neonato sito internet della nostra banda: www.bandadarfo.eu. A quel tempo il nostro lavoro era ancora agli inizi ma già erano state gettate delle solide fondamenta che ben lasciavano sperare sul futuro dell'iniziativa. A poco più di un anno possiamo fare un primo bilancio sull'attività del nostro sito. Molto è stato fatto e molti sono i contenuti con cui si è arricchito. Piano piano i collaboratori che offrono il loro lavoro per il buon funzionamento del sito sono aumentati ed è migliorata anche la competenza tecnica necessaria ad affrontare le sempre crescenti necessità di ampliare i servizi che si possono offrire ai nostri utenti.
Possiamo ben dire che oggi i nostri utenti hanno a disposizione una mole incredibile di documenti ed una struttura stabile e ben articolata per "navigare" nelle moltissime pagine che mettiamo a disposizione. Con pazienza e dedizione sono state inserite le edizioni passate dei "Semibreve" e dei diari degli anni scorsi. La galleria fotografica è piena zeppa di immagini ed è in continua evoluzione con un ritmo incredibile. E' stato messo "on line" l'intero libro edito per il nostro 150° compleanno; un vero e proprio archivio storico a disposizione di chiunque e comodamente consultabile da casa. Molti argomenti di discussione sul mondo bandistico si sono aggiunti rendendo il nostro sito una vera miniera di idee ed un luogo di continuo scambio di opinioni tra musicanti, con il grande vantaggio di poter lasciare il proprio parere, scritto, sempre a disposizione di tutti, rendendo più costruttivo, vasto e chiaro il dibattito, sempre aperto anche ad interventi di appassionati e musicanti di realtà diverse dalla nostra. I blog personali dei vari amici sono in continuo aumento dando l'opportunità a tutti gli utenti di essere partecipi delle esperienze di viaggio, di incontro con altre realtà bandistiche che ogni musicante può vivere indipendentemente dall'attività della banda. Non manca una seguitissima sezione per lo svago con quiz e curiosità di carattere musicale e culturale.
La "home page" (la pagina con cui il nostro sito si presenta ai visitatori) è strutturata in maniera da dare il maggior numero di indicazioni sulla giusta maniera di raggiungere le varie sezioni del sito e per dare più informazioni possibili sugli impegni musicali della nostra banda, sui più importanti eventi musicali del panorama bandistico nazionale e sulle ultime novità dell'incessante attività della nostra associazione. A breve verrà messa on line per tutti la sezione "musica" dove si potranno ascoltare le registrazioni dei nostri concerti, commentate e completate dalle relative presentazioni.
Ma forse la sezione che entusiasma di più i nostri utenti è la "chat", possiamo chiamarla una "stanza" del sito in cui ci si può incontrare "in diretta". Su questa pagina si può discutere, chiacchierare del più o del meno, passarsi urgenti disposizioni di servizio, chiedere chiarimenti ed avere immediatamente la risposta da un componente del Consiglio od anche, semplicemente, farsi due risate tra amici. Una volta mi è capitato di "parlare" nello stesso momento con altri tre bandisti sparsi tra le province di Brescia e Bergamo, un presidente di una banda marchigiana, uno spagnolo di Barcellona e la nostra amica Peggy da Brighton in Inghilterra. La sensazione di sentirsi vicini tra amici pur essendo a migliaia di chilometri di distanza è veramente emozionante. Questa è una delle cose che fa capire quanto la tecnologia di internet, se usata bene e con intelligenza, sia una cosa fantastica, una vera opportunità per tutti.
Molte altre idee bollono già nella pentola che gli amministratori del sito continuano a tenere con passione sul fuoco. Ve ne anticipo solo una: un concorso fotografico dedicato alla fotografia digitale, che si svolgerà interamente on line in una sezione apposita; gli interessati troveranno a breve più precisi dettagli sulle nostre pagine. In definitiva, il successo del nostro sito è stato oltre le nostre più rosee aspettative. Il nostro lavoro e la passione che ci abbiamo messo sono stati premiati dal pubblico degli internauti. E la nostra non è solo una sensazione ma grazie a ben precisi strumenti di analisi che operano sulla rete internet, possiamo valutare le nostre performance anche con dei numeri ben precisi. Senza andare troppo nel dettaglio vi elenco i dati più importanti : dall'inaugurazione alla data di fine ottobre scorso, il nostro sito è stato visitato per più di 25.000 volte, più di 7.900 i visitatori unici (cioè quelli che hanno visitato il sito almeno una volta) provenienti da 45 nazioni del mondo, quasi 278.000 le pagine visitate. E, cosa assai indicativa sull'importanza del nostro sito a livello nazionale, la permanenza stabile nella prima pagina dei motori di ricerca con la stringa di ricerca più semplice per il nostro settore, quale "banda musicale" o "corpo musicale". Grazie a questa grande visibilità riceviamo moltissimi contatti da musicanti di bande musicali di tutta Italia o da Maestri direttori che chiedono collaborazione o notizie. Possiamo dire di aver centrato il nostro obbiettivo di creare una vivace "comunità virtuale" tra appassionati di musica bandistica, e, cosa straordinaria, senza confini né limiti di distanza. Naturalmente aspettiamo una visita anche da tutti voi e vi invitiamo caldamente, senza nessun timore, a lasciar scritto un vostro parere, una vostra critica o un vostro commento su qualsiasi aspetto dell'attività della nostra associazione, ve ne saremmo veramente grati. Oggi, grazie al nostro sito internet, questo momento di attiva partecipazione e collaborazione tra l'Associazione e tutta la comunità è realmente possibile, sfruttiamolo.
Luigi Tagliabue
Come di consueto nel calendario della nostra superBanda, anche quest’anno l’arrivo dell’estate ci ha trovato impegnatissimi in uno degli appuntamenti più particolari per la nostra associazione: la festa popolare. Siamo ormai giunti alla quindicesima edizione ma vi assicuro che non è mai una passeggiata, per questo, oltre che imparare qualcosa di nuovo da ogni esperienza passata, è importante sapersi rinnovare, trovare nuove idee, sia per gestire al meglio mezzi e risorse, sia per rendere la nostra festa qualcosa di unico e sempre coinvolgente per i nostri ospiti. L’organizzazione dell’evento è sempre molto impegnativa, soprattutto per il consiglio direttivo; si comincia a discutere già a gennaio, neanche il tempo di riprendersi dopo le feste natalizie, e già il cervello collettivo si mette in moto proponendo, discutendo, fantasticando. Prima utile novità 2007 è stata perciò la suddivisione del lavoro in quattro comitati, composti da gruppi di bandisti volontari, ognuno con un particolare compito. Un comitato logistico, quest’anno alle prese con un diverso capannone da montare e novità nella disposizione spaziale degli stand, un comitato musicale, con la funzione di organizzare l’intrattenimento delle tre serate, un comitato con le funzioni sponsor, lotteria, pesca, ruota, pubblicità, e quello per menù e forniture alimentari. Tanto lavoro e tanto impegno poi finalmente il risultato: 29,30 giugno, e 1 luglio, anche quest’anno una bella festa. Tanto pubblico che ha potuto gustare i nostri piatti, fra cui un’altra novità, la squisita porchetta, e passare una serata in musica; venerdì largo ai giovani con il rock di S.M.A.S.H e Spanish Jhonny, sabato danzante con il liscio dei Tocantins e domenica, la scatenata Banda di Noè, tribute band di Adriano Celentano. Anche quest’anno un importante occasione per far conoscere la nostra banda, sostenerla e viverla tutti insieme, e l’appuntamento è per il 2008, perché ormai è diventata una certezza, ma chissà con quali novità.
Marta Tagliabue
I numeri e la Musica vivono da sempre in simbiosi, è risaputo. Non è per nulla vero, come qualcuno obietta, che la matematica privi la musica della sua componente emozionale. Come scriveva nel 1722 il musicista Jean-Philippe Rameau in Trattato dell’armonia : “la Musica è una scienza che deve avere regole certe […] estratte da un principio evidente che non può essere conosciuto senza l’aiuto della Matematica”. C’è dunque bisogno di una solida base logica studiata dai tempi di Pitagora sino ai giorni nostri… Tutto cominciò legando la divisione del metro musicale alle frazioni matematiche e studiando le assonanze e le dissonanze dei suoni. Infatti ogni bandista e musicista in generale, adoperandosi nello studio degli spartiti per mantenere il giusto ritmo, svolge un esercizio di pura applicazione delle più basilari regole aritmetiche. D’altronde sono molti coloro che in campo musicale hanno dato prova di solide conoscenze matematiche, quali Tartini in Trattato di musica secondo la vera scienza dell’armonia nel 1754 o Xenakis in Musica formalizzata nel 1971; gli stessi P. Boulez e P. Glass laureati in matematica da essa traggono ispirazione per la loro arte. Le medesime simbologie delle due discipline e alcuni concetti sono analoghi, per esempio le serie e i limiti (accordi o numeri che tendono ad altri). Anche da un punto di vista compositivo enormi sono le relazioni, basti pensare alle geometrie musicali di Bach: la struttura delle Variazioni Goldberg può essere agevolmente illustrata tramite l’utilizzo di traslazioni e simmetrie proprie della geometria euclidea (studiata alla scuola media). Numerosi sono stati i cultori di questo legame, come nel secolo scorso lo Studio di musica elettronica della Radio di Colonia e il Centro di Fonologia musicale di Milano. Un capitolo a parte meriterebbe l’influenza della sezione aurea (simbolo di bellezza e proporzionalità) e della serie di Fibonacci nella costruzione di strumenti musicali (i violini di Stradivari) e nella composizione di arie classiche, jazz e rock (i Genesis in Firth to Fifth e i Deep Purple in Child in Time). Tuttavia una delle poche invidie del matematico è la bacchetta del direttore d’orchestra perché agisce in punta d’intelletto, ma sa scaldare i cuori della gente… E forse proprio in questo risiede il fascino della Musica: nell’essere una Matematica impertinente a metà strada tra emozione e ragione, cuore e testa.
Dario Fontana
"Signore e Signori buonasera e benvenuti al concerto della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme". Quante volte ho aperto una serata con questa frase? E chi le conta più! Forse la fantasia non è il mio forte, ma quale migliore formula di saluto per il nostro affezionato pubblico? Una storia a parte sono i contenuti però. Infatti, forse non tutti si rendono conto che il vero "lavoro" della presentatrice della Banda non è tanto prendere in mano il microfono (che di per sé non è poi così facile come potrebbe sembrare, ma di questo magari parlerò oltre) ma trovare informazioni su un pezzo e cercare di organizzarle in modo semplice ma accattivante. Perché il pubblico che viene ai nostri concerti è eterogeneo e non sempre preparato musicalmente. La presentazione deve intrigare e coinvolgere, incuriosire verso quanto si andrà ad ascoltare... ben vengano perciò curiosità sull'autore, elementi sulla genesi dello spartito e riagganci ad utilizzi commerciali come in film o pubblicità. Una analisi musicale troppo approfondita potrebbe invece annoiare anche se, in certi contesti, non va rifuggita. Compito dello speaker è infatti, tra gli altri, capire quando allungare, quando stringere, quando inserire determinate informazioni o quando è meglio troncare. Non è solo una questione di tempi ma anche di "target" cioè del destinatario del messaggio. Una cosa è un concerto ad una Festa Popolare o ad una Sagra gastronomica, un'altra il Concerto Augurale. E lo stesso dicasi per la voce, le battute, gli intervalli temporali fra un pezzo e l'altro. Perché anche la persona più spigliata davanti ad un microfono si intimidisce, lo posso proprio garantire! Con il tempo ho imparato che le gaffes non sono il pericolo peggiore, anzi, certe volte divertono e animano la serata. E' la noia da evitare, gli sbadigli in agguato, la sonnolenza strisciante. E non è importante solo quello che si dice ma anche come lo si dice. Il momento più imbarazzante della mia "carriera" da presentatrice? Parlare davanti al pubblico di Segromigno in Monte (LU) con un terribile accento bresciano che avrebbe fatto sprofondare anche il più coraggioso! Ma, anche qui, l'esperienza mi ha insegnato che la prima qualità di chi presenta è la sicurezza: andare avanti sempre e comunque. E su questo chi mi conosce è certo: se comincio a parlare, chi mi ferma più?
Paola Galli
15/02/07 1^ Cena “Internautica”, ritrovo aperto a tutti i frequentatori del sito internet.
05/04/07 Concerto in diretta a “Musica intorno” a Più Valli TV.
06/04/07 Servizio religioso per il Venerdì Santo a Corna.
15/04/07 Gita a Riva del Garda in occasione del concorso “Flicorno d'Oro”.
29/04/07 Servizio a Piamborno per la 16^ Fiera dei Fiori.
05/05/07 Servizio a Boario per l'inaugurazione della nuova ala della Casa di Riposo Angelo May.
06/05/07 Scambio Musicale: esibizione della Banda Giovanile di Darfo a Casazza.
12/05/07 Partecipazione al Forum delle associazioni culturali della Valle Camonica a Cemmo di Capo di Ponte.
19/05/07 Concerto di Primavera al Teatro San Filippo di Darfo.
20/05/07 Servizio a Darfo per il Meeting Polisportiva Disabili Valle Camonica.
02/06/07 Scambio Musicale: raduno Bandistico a Casazza.
08/06/07 Concerto estivo a Bessimo nell'ambito dei “Concerti nelle frazioni”.
10/06/07 Servizio religioso a Montecchio per Corpus Domine e prima messa Don Marco Iacomino.
16/06/07 2^ Cena “Internautica”, festeggiamento primo anno di vita del sito internet.
29-30/06/07 e 01/07/07 Festa Popolare della Banda.
14/07/07 Scambio Musicale: raduno Bandistico a Pisogne.
21/07/07 Scambio Musicale: concerto del Corpo Bandistico Parrocchiale di Casazza ad Angone nell'ambito dei “Concerti nelle frazioni”.
01/09/07 Scambio Musicale: concerto della Banda Cittadina di Pisogne a Fucine nell'ambito dei “Concerti nelle frazioni”.
02/09/07 Servizio a Darfo per la Festa dello Sport.
07/09/07 Concerto estivo al Cappellino di Darfo nell'ambito dei “Concerti nelle frazioni”.
09/09/07 Scambio Musicale: raduno Bandistico ad Angolo Terme
23/09/07 Concerto a Darfo presso il Conservatorio nell'ambito della manifestazione “Bande in Piazza”.
07/10/07 Servizio a Gianico per l'Associazione dell'AVIS.
14/10/07 Servizio a Boario per l'Associazione degli Autieri.
27/10/07 Servizio a Corna per l'ingresso del nuovo Parroco.
28/10/07 Servizio a Fucine per la commemorazione del IV Novembre.
04/11/07 Servizio a Darfo per la commemorazione del IV Novembre.
17/11/07 Concerto della Banda Giovanile di Darfo a Pezzo di Ponte di Legno.
18/11/07 Servizio a Boario per l'Associazione degli Emigranti.
23-24/12/07 Pastorelle di Natale.
29/12/07 Concerto Augurale presso il Palazzo Congressi a Boario Terme.


Alla fine del mese di Febbraio del prossimo anno, tutti i soci della banda di Darfo saranno convocati per l’elezione del nuovo presidente; E’ con grande orgoglio che mi accingo a passare il testimone al futuro presidente, questi 30 anni vissuti nel sodalizio musicale di Darfo, sono per me stati ricchi di avvenimenti, emozioni, impegni e gratificazioni. Ricordo che all’inizio del mio mandato, la banda era formata da circa 35 musicanti, ora l’elenco ne conta più di 70, molti giovanissimi e, ormai pochi ma sempre attivissimi, non più giovani: sintomo questo di buona riuscita nel suscitare nei giovani la voglia di partecipare in un gruppo che, per il nome che porta per tradizione, non sembrerebbe il luogo ideale per ragazzi. Da anni anche il Consiglio Direttivo è composto da ragazzi, ma vi posso garantire che chi viene eletto dimostra, in poco tempo, un grande senso di responsabilità, dimostrando grande maturità persino nell’organizzazione di eventi grandiosi come alcuni che ricorderete negli anni passati. Sono sicuro che il futuro di questa meravigliosa banda, sarà sicuramente ricco ancora di grandi soddisfazioni e sono certo che il mio successore si insedierà senza problemi in mezzo a questi meravigliosi musicanti. Ringrazio oltremodo, tutte le Amministrazioni Comunali che in questi anni si sono succedute, perché tutte sono sempre state molto vicine a questo gruppo, aiutandolo sia con il contributo annuale, sia per l’organizzazione delle attività. Vorrei salutare e ringraziare tutti coloro, e vi garantisco che sono veramente tanti, che negli anni hanno aiutato la nostra associazione sia con il lavoro fisico che nella partecipazione ai vari appuntamenti, non per ultimi i soci sostenitori che da sedici anni, contribuiscono anche economicamente nella gestione della banda. Un abbraccio sincero va a coloro che si sono susseguiti nel Consiglio Direttivo, contribuendo attivamente alla crescita del sodalizio, un ruolo che a volte è molto impegnativo, e a onor del vero talvolta anche criticato, ma proprio per questo essendo aggiunto anche all’impegno di musicante è ancor più meritevole. Per ultimo, ma non certo per importanza, un grazie al maestro Vittorio, al quale la banda deve la maggior parte dei risultati musicali ottenuti in questi ventisei anni di direzione, grazie ai suoi attenti e puntuali aggiornamenti professionali.
IL PRESIDENTE
Cav. Giovanni Chini

"Concerto nelle Frazioni" - Gorzone 18/07/08
Il Cav. Giovanni Chini, come lui stesso ha ricordato, è stato presidente della nostra Banda per ben 30 anni…una carica che difficilmente si riesce a ricoprire per tanto tempo in una associazione! L’impegno e la costanza dimostrati in tutto questo tempo faranno si che il Suo nome sia per sempre legato a quello della nostra e Sua associazione, così come la stima e l’affetto che tutti noi proviamo per lui non potranno mai cambiare. Da ormai dieci anni ha dichiarato di voler lasciare la presidenza a “qualcuno di più giovane”, ma noi abbiamo sempre cercato di fare “orecchie da mercante” (la difficoltà di sostituire una figura così non è poca cosa) e lui , come è nel suo stile, non ha mai voluto metterci fretta o pressione. Ora il consiglio direttivo ha deciso che è giunto il momento di accogliere la richiesta del Cav. Chini ed iniziare quindi l’iter per la nuova elezione. A Lui va un sentito ringraziamento per tutto quello che ha fatto per noi: se oggi questa banda è più viva che mai lo si deve di certo anche a Lui. La ricerca dei candidati proseguirà fino al termine del 2008, dopo di che verranno vagliati tutti i nominativi proposti al fine di creare una rosa definitiva. Questa verrà presentata ufficialmente in assemblea lunedì 26 Gennaio e votata poi alle elezioni di venerdì 26 Febbraio 2009. Un grazie a tutti i candidati che hanno dato e che daranno la propria disponibilità ed un grosso in bocca al lupo a chi, per i prossimi 4 anni, sarà il nuovo Presidente della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme.
UN CONSIGLIERE
Davide Raineri
L’opportunità di vivere un concorso bandistico sia dal punto di vista del musicante che del direttore non è cosa di tutti i giorni. La banda di Darfo mi ha dato questa possibilità e ne sono stato felice. Ma partiamo da capo… Con il consiglio ed il maestro si è deciso che , se la banda era d’accordo, quest’anno avremmo partecipato ad un concorso bandistico. Si è cercato il luogo (non troppo lontano), il periodo più adatto, si è chiesto e….SI, la banda aveva accettato la sfida. Si fanno arrivare le parti e via che si prova. A me, in qualità di vicemaestro è stato affidato il compito di dirigere il “pezzo d’obbligo” cioè quel brano che la giuria del concorso aveva selezionato per ogni categoria di banda per avere un paragone tra le esecuzioni e per determinare chiaramente se ogni banda apparteneva alla categoria nella quale si era iscritta. Noi, dopo non poche discussioni tra il maestro, il consiglio ed i musicanti, ci siamo iscritti in prima categoria: il maestro sapeva che sotto pressione si può fare bene. Durante le prove e lo studio dei brani c’è stata molta collaborazione tra i musicanti che , per migliorare, hanno anche accettato di raddoppiare gli impegni settimanali aggiungendo alle normali prove del venerdì anche alcune prove a “sezioni” dove ci si poteva dedicare meglio ai passaggi più difficili di ognuno. Mano a mano la data del concorso si avvicinava, la tensione aumentava e, per quello che mi riguarda, aumentava in due modi distinti: il pensiero di sbagliare suonando, che c’è in ogni musicante, era coperto dal pensiero di sbagliare dirigendo, cosa che avrebbe sicuramente coinvolto l’intera banda. Come poi succede, la preoccupazione fa aumentare lo studio e la preparazione in modo da ridurre il più possibile le possibilità di errori. Il giorno del concorso è finalmente arrivato e noi siamo nella sala di riscaldamento in attesa di salire sul palco. Le orecchie sono tese per cercare di ascoltare la banda che suona prima di noi il nostro stesso pezzo d’obbligo. Non si riesce a capire molto e la tensione aumenta. Tocca finalmente a noi e si comincia con il brano da me diretto. La banda, come preventivato dal maestro, ha dato il meglio e, posso dire che tra tutte le nostre esecuzioni di quel brano, il concorso è stata l’esecuzione migliore. Appena finito di dirigere, tutta la tensione si è scaricata e suonare poi il brano diretto da mio papà è stato un momento di rilassamento. Il giudizio della commissione è stato positivo e ha confermato la nostra banda una banda di PRIMA CATEGORIA. Concludendo si può dire che la Banda di Darfo deve essere orgogliosa di essere considerata in prima categoria e spero voglia continuare ad impegnarsi come per il concorso anche per le attività abituali: suonare per la gente deve essere come suonare giudicati (con lo stesso impegno) ed inoltre si allietano molte più persone. Suonare per divertire e divertirsi suonando è secondo me una bella ricetta per andare avanti.
IL VICE MAESTRO
Danilo Alberti
Come sanno tutti coloro che “bazzicano” intorno al mondo bandistico, il “Maestro” è sempre stato colui che doveva animare la cultura popolare di un paese. Diventava una figura importante, perché oltre ad istruire i musicanti, pensava come condecorare tutte le feste sia civili che religiose. Per questo vi parlo di Simone Salvetti nato a Breno nel 1870 e morto a Darfo nel 1932. Il maestro Salvetti, si diplomò in pianoforte al conservatorio di Parma e fu molto attivo nelle bande di Breno, Darfo, Capodiponte e Esine. Come compositore vinse parecchi premi con composizioni per orchestre a plettro. La nostra banda lo ha ricordato negli ultimi anni suonando vari brani da concerto. Recentemente a Breno si è tenuto un “Incontro di Studio” che vuole essere un primo passo per rivalutare la figura di compositore e per l’occasione sono stati eseguiti magistralmente dal “Quartetto Salvetti” alcuni dei suoi tanti brani che ci ha lasciato. Il mio sogno prima dell’inevitabile pensionamento, è quello di dedicare un intero concerto ai maestri che mi hanno preceduto, appunto, per non dimenticare…….
IL MAESTRO
Vittorio Alberti

La tensione "palpabile" un attimo prima dell'esecuzione

Era il lontano 1985, esattamente la sera della processione, a Corna di Darfo B.T., del venerdì santo, il mio debutto ufficiale. Fra marce funebri e religiose appunto marciando nell’equilibrio più precario. La mia passione per quest’associazione nasce però molto tempo prima, quando mio padre coinvolgeva la nostra famiglia a tutte le iniziative musicali e soprattutto alle scampagnate, cene animate da canti, barzellette e risate. Ogni volta era un’occasione per stare insieme ed io non vedevo l’ora di divertirmi con grandi e piccini. L’entusiasmo era forte e, raggiunta l’ètà della scuola elementare, intorno ai nove anni, decisi insieme a mio padre Guerrino di cominciare a frequentare i corsi per imparare il solfeggio con Domenico e il flauto traverso, anzi l’ottavino perché le mie braccia erano ancora troppo corte, con l’aiuto di mio zio, il maestro Vittorio, sentendomi come a casa! Dopo circa un paio danni entrai ufficialmente nella banda e ricordo le emozioni forti e la paura di suonare in pubblico che venivano rassicurate da mio padre e dai mie compagni bandisti. Era sempre più impegnativo perché ogni volta che si presentava un brano nuovo, lo studio e l’apprendimento degli stessi mi facevano sentire sempre più orgogliosa di saper suonare insieme agli altri e di poter contribuire ad una miglior riuscita dei concerti. Ancor più bello era partecipare alle feste organizzate dalla compagnia di amici che si era formata anche e soprattutto al di fuori degli impegni bandistici. Le prime feste, le prime uscite senza genitori, era tutto più facile, perché tutti conoscevano papà prima di me e godevano della sua fiducia. Qualche anno dopo entrò anche mio fratello e la famiglia si allargò, ogni settimana si partiva tutti e tre per le prove; mi sentivo parte di una grande famiglia. Iniziarono anche altri giovani allievi, che cominciarono il loro percorso dalla banda giovanile e si formò un altro gruppo, dove mi inserii volentieri dando un appoggio alla sezione flauti, che col tempo prese forma insieme al resto della comitiva. Presi parte quindi al cambio generazionale con altre condivisioni musicali, di vita e divertimento. Ci furono anche periodi di grandi scontri che ebbero effetti sgradevoli sulla mia famiglia che piano piano si sfaldò all’interno dell’associazione. Il primo a lasciare fu zio Domenico, poco più tardi, mio padre e successivamente mio fratello. La cosa non fu semplice per me, ma la voglia di suonare era grande e continuai anche “sola”. Come tutte le grandi famiglie, ci sono gioie e dolori da affrontare durante il cammino. Lo sbaglio che spesso si ripete a livello umano secondo me è il giudizio gratuito che si ferma in superficie, senza andare in profondità per capire che forse dietro un determinato comportamento ci sono delle emozioni che hanno bisogno di essere ascoltate e non emarginate o additate insieme alle persone che le manifestano senza riflettere poi sui “danni” conseguenti. Le priorità nella vita sono gli affetti e le emozioni legati a questi ed al mondo che ci circonda. Tutto ciò lo capii ancor meglio quando mi ritrovai in un avventura molto speciale; la gravidanza e la mia conseguente nuova esperienza di madre con l’arrivo di Luna, che mi fece prendere una pausa forzata dalla banda. Presto, con l’aiuto della mia famiglia riuscii a riprendere parte alla vita bandistica nonostante gli ostacoli e i “freni” di madre di fronte alle lacrime di mia figlia pur per brevi distacchi. Altresì forte era la gioia e l’orgoglio di poter coinvolgere anche lei nella musica più da vicino, non solo in grembo. Dopo qualche anno, oltre all’esperienza di madre e musicante, mi si propose di tenere il corso di insegnamento del flauto traverso, per permettere agli allievi di poter entrare a far parte, prima della banda giovanile e poi della banda cittadina vera e propria. Era la cosa che speravo di poter fare da tempo e presto mi sentii all’altezza del compito, aiutata dal supporto degli allievi stessi, che dimostravano fiducia, impegno e rispetto, ma soprattutto interesse di condividere e dialogare, instaurando così dei rapporti sinceri aldilà dell’interesse musicale. A volte vale la pena sospendere la lezione puramente didattica se si comprende un disagio da parte dei ragazzi e cercare di ascoltare e rassicurare i dubbi, le paure, le incertezze di quel momento. Vedo questo impegno di educatore musicale e non, come una grande opportunità da non sprecare perché, tanto imparo quotidianamente dai ragazzi, dai loro punti di vista, dalle loro emozioni, dalla dialettica e dalle mie figlie, che ora sono due, tanto più mi sento arricchita come persona. Lo studio, la musica, la banda, le persone, le emozioni… occasioni da non perdere!
Francesca Alberti

Un momento del saggio allievi - 25 maggio 2008
La scalata dalle retrovie, per me, è un susseguirsi di emozioni che arrivano quando meno te lo aspetti. Nel nostro sistema bandistico di solito tra le sezioni di strumenti in cui i musicanti sono molto numerosi, per convenzione essi vengono suddivisi in primi, secondi, terzi ecc. Di solito i primi sono quelli con maggiore esperienza, seguiti dai secondi, terzi e così via. Quando si viene promossi di grado, come per noi clarinetti, dal mio personale punto di vista, è un impulso dato dal maestro che apprezza le tue doti e ti vuole dare maggiore fiducia. Questa scalata però inizia molto tempo prima dell’entrata nella banda grande, comincia nella banda giovanile dove già alcuni strumenti come ad esempio noi clarinetti siamo suddivisi in primi e secondi, e già lì quando sono diventato clarinetto primo è stata una sensazione magnifica perché mi sentivo molto più sicuro di me, credevo ancora di più nelle mie capacità, e questo mi spinse ad incrementare gli studi nel suonare. Volevo dimostrare alla Maestra Renata che non si sarebbe pentita di avermi dato le parti da primo. La stessa cosa mi è successa quando Vittorio fece entrare me ed altri miei amici nella banda madre. La prima volta che partecipai alle prove della banda ho fatto molta fatica a seguire gli altri musicanti nelle varie parti, e questo fatto mi spinse a migliorarmi ancora di più, mi sentivo sempre più coinvolto e sempre più appassionato, non passava prova che non imparassi cose nuove su come si suona e tecniche per suonare sempre meglio. Quando il maestro Vittorio mi chiamò e mi disse che avrei suonato le parti da secondo mi sentii premiato e felicissimo, ero soddisfatto del livello che avevo raggiunto, finalmente avevo capito che tutto il tempo che credevo di aver perso suonando per ore e ore non erano state vane, anzi ora ero stato premiato proprio per l’impegno che avevo dimostrato nello studio. Adesso sono clarinetto secondo, ma la mia scalata deve ancora finire perché ora c’è quel gradino a cui molti aspirano, diventare clarinetti primi, essere al vertice dei clarinetti. Per cercare di raggiungere questo fine ora provo e riprovo sempre più di frequente e rimango nella speranza che un giorno Vittorio mi dica “prendi la parte da primo”. Certo dovrò aspettare molto, ma sono sicuro che se continuerò ad impegnarmi, a provare e riprovare scoprendo sempre cose nuove su come suonare un giorno riuscirò ad arrivare tra i clarinetti primi.
Alberto Soardi
| SENZA L'ARTE L'UOMO RESTEREBBE CIECO A SE STESSO, AL PROPRIO MONDO INTERIORE. LA MUSICA TRA TUTTE LE ARTI ESALTA L'ARMONIA UNIVERSALE E SUSCITA LA FRATERNITà DEI SENTIMENTI AL DI LA' DI TUTTE LE FRONTIERE:ESSA PER SUA NATURA PUO' FAR RISUONARE INTERIORI ARMONIE,SOLLEVA INTENSE E PROFONDE EMOZIONI, ESERCITA UN POTENTE INFLUSSO CON IL NUOVO INCANTO. LA MUSICA E' UNO STRUMENTO DI VERA FRATERNITA', AIUTANDO A SUPERARE DISCRIMINAZIONI E FRONTIERE. Karol Wojtyla |
Sono quasi vent’anni che faccio parte della Banda Cittadina di Darfo e tante avventure ho vissuto insieme agli altri musicanti e in molte occasioni, felici oppure tristi, hanno dimostrato di essere dei grandi amici. Una di queste, la più recente, è stata il mio matrimonio: ero certa che sarebbe stata una bella giornata, almeno per me, ma sicuramente il contributo dei amici della Banda, l’ha resa speciale. Vedere con quanto impegno hanno complottato per organizzare giochi, scherzi , filmati, serenate (una delle quali fatta le sera prima del matrimonio fuori dalla casa degli sposi finita poi con un brindisi presagio dell’indomani) è stato sorprendente. Anche la cerimonia in chiesa è stata un’emozione unica e la musica l’ha resa molto commuovente, le parti suonate erano infatti arrangiate appositamente per noi dal Maestro della banda, e naturalmente a suonarle erano i nostri amici. Durante il pranzo poi, mi sembravano tutti euforici, forse li vedevo così perché lo ero io, soprattutto pronti a festeggiare senza freni, tanto che i parenti hanno commentato con: “…ma sono sempre così festaioli i bandisti?”. Insomma hanno animato la festa e alla fine anche gli altri invitati sono stati trascinati a far baldoria. A dir la verità era un po’ impossibile restar fermi, il merito va sicuramente al gruppo che animava il pranzo, ma volevo citare anche un ballerino, il nostro corno, ormai passato alla storia per la sua grande performance! Una giornata unica ricca di sorprese, e ovunque volgessi lo sguardo c’erano affetto ed amicizia dimostrati nei più svariati modi. Qualcuno mi ha sopportato per tutto il periodo dei preparativi, altri hanno fatto fotografie per tutta la giornata, chi si è preso la briga, durante il pranzo, di andare a casa degli sposi a preparare un simpatico scherzo e non dimentichiamo chi, giorni prima, ha preparato un divertente filmato proiettato poi al ristorante, chi ha inventato poesie e canzonette oppure chi ha partecipato alla festa semplicemente con la presenza… Questo è il mio ricordo della giornata più bella della mia vita, che sicuramente è tale grazie agli amici della Banda. Grazie
Armida Pina

![]() | Andiamo a curiosare insieme come, gentilmente, hanno risposto alle nostre “intriganti” domande… Buona lettura! | ![]() |
| 1) Nome, Cognome, età. | |
| Damiano Cerioni, 44 | Vittorio Vannucci, 50 |
| 2) Di quale banda sei presidente? | |
| Banda musicale “Città di Staffolo" - Ancona - Marche | Filarmonica Santa Cecilia di LeviglianI - Lucca |
| 3) Da quanti anni? | |
| Sto entrando nel nono anno | Da circa un anno e mezzo |
| 4) Qual è stato il cammino che ti ha portato, infine, a ricoprire una carica tanto importante? | |
| Ho iniziato a suonare nel 1979, perché era uscito dalla banda il piattista per problemi di salute: da lì è nata la mia avventura! La mia più grande fortuna è che, in quel periodo, era Presidente Pierino Ombrosi (ora nostro Presidente Onorario). Questi, con la sua determinazione, ha fatto sì che la banda suonasse in molte piazze d’Italia, in televisione, all’Estero: tutto ciò mi ha talmente entusiasmato, che non ho mai pensato di lasciare la Banda, anzi, fin da quei tempi, ho sempre cercato di dare il massimo e di aiutare il Comitato. Prima di me è stata Presidente Donatella Scortichini: pure lei ha fatto sì che la Banda fosse sempre ad alti livelli ed è anche grazie a lei se ho maturato la convinzione che, qualora un giorno ci fosse stato bisogno di me, avrei dato il meglio. Ora che sono Presidente, cerco sempre di impegnarmi il più possibile per dare alla Banda tante soddisfazioni. | Sono entrato in banda nel 1972 come allievo e poi, nello stesso anno, come suonatore. Dal 2002 faccio parte del consiglio direttivo, dove ho ricoperto il ruolo di vicepresidente dalla fine del 2004 al giugno del 2007: dopo le dimissioni dell’allora presidente sono subentrato io a ricoprire questa carica. |
| 5) Cosa pensi della situazione attuale delle bande italiane? | |
| Credo che attualmente ci siano in Italia molte Bande Musicali, ma non saprei descrivere la loro situazione… Quelle che ho avuto il piacere di conoscere, nell’arco dei miei anni da Presidente, mi hanno sempre lasciato un’ottima impressione, sia a livello organizzativo che professionale. Certo, ho avuto anche il piacere di ospitare molte Bande di Paesi Europei e devo dire che la musica, al di fuori delle nostre frontiere, è molto più sentita e partecipata. Ora, come tutti saprete, il Ministero per i Beni e le attività Culturali sta cercando di portare in Parlamento un disegno di legge in materia di musica popolare e amatoriale, inserendovi Bande Musicali, Cori, Gruppi Folk. Nel testo suddetto si dice che questi soggetti rappresentano un valore importante della tradizione musicale e popolare Italiana. Speriamo che la Bande Musicali trovino giovamento da questa legge e che il Ministero dia la possibilità a tutti di dire la propria opinione in materia di Bande Musicali, che secondo me sono molto diverse dai Cori e dai Gruppi Folk. Mi auguro quindi che non facciano “un gran casino” come spesso da noi capita. | Una volta, quasi ogni paese aveva la sua banda, perché questa serviva per divulgare anche nei piccoli centri la cultura musicale. Infatti, ben poche persone potevano permettersi di assistere agli spettacoli che si tenevano nei teatri più importanti e i mezzi per ascoltare musica non erano certo quelli di oggi. Attualmente, con l’avvento delle moderne tecnologie, si può ascoltare musica in ogni posto, ad ogni ora e il ruolo importante delle bande è andato scemando, molte non esistono più (nel nostro comune, nel primo dopoguerra, ne erano presenti 8 o 9, mentre ora ne sono rimaste solo 2). Comunque, secondo me, la banda musicale riveste ancora un ruolo importante, che va rivalutato, perché qualsiasi festa, se allietata dal suono della “musica”, come veniva chiamata una volta, è molto più bella. Va considerato, inoltre, il ruolo importante di aggregazione che la banda riveste: in tempi in cui la gente tende ad isolarsi, qui, oltre all’impegno musicale e allo studio, ci sono invece molti momenti per stare insieme, per confrontarsi, per svagarsi ed è anche una vera e propria scuola di vita, perché (non dimentichiamolo!) molto spesso vi sono presenti almeno 3 generazioni (nonni, padri e figli). |
| 6) Cosa faresti o proporresti di organizzare per aiutarle? | |
| Organizzerei incontri per scambiare idee, ma non saprei come aiutarle! Metterei a disposizione dei fondi che siano suddivisi per meritocrazia…Mi spiego meglio: se una Banda è dinamica, organizza eventi, master ecc.. deve essere aiutata economicamente! | Proporrei alle pubbliche amministrazioni di incentivare aiuti economici per le attività delle scuole di musica, per organizzare concerti, raduni e scambi musicali con altre bande. Inoltre, suggerirei ai presidenti e a tutti i dirigenti delle suddette di invitare sempre a partecipare alle nostre manifestazioni gli amministratori, i politici, i funzionari delle varie società pubbliche e private, in modo che possano vedere di persona quanto è bello e importante tutto ciò che facciamo . |
| 7) Che genere di musica ascolti di più? | |
| Bandistica e rock | Ascolto molta musica di vari generi: dalla classica alla leggera, dal rock allo swing, dalla lirica al liscio. Invece non mi piace la contemporanea e quella “fracassona e ripetitiva” fatta al computer: preferisco ascoltare musica fatta dal vivo e, a mio parere, è preferibile ascoltare una bella “stonata” fatta da chi veramente suona, piuttosto che musica perfetta fatta da chi usa basi musicali e finge di suonare. Per questo amo le bande! |
| 8) E quale credi sia più appropriato per una banda? | |
| Trascrizioni originali e Popolare Italiana | Secondo le circostanze possono andar bene quasi tutti i generi. Tuttavia c’è un suggerimento che darei ai maestri: non andate a cercare dei pezzi molto difficili, considerando che, per la maggior parte, i bandisti sono dei dilettanti e spesso un pezzo conosciuto, abbastanza facile e ben eseguito, riesce più gradito al pubblico di uno sconosciuto (difficile e magari suonato con qualche imperfezione). |
| 9) Che tipo di rapporto hai instaurato con i musicisti della tua banda? | |
| Ottimo: credo che mi vogliano tutti bene (o quasi!!!). | Essendo io stesso un musicista, ho instaurato con loro un rapporto molto amichevole e cerco di fare in modo che tutti vadano d’accordo |
| 10) Quali sono le situazioni che vivi con più entusiasmo? | |
| Le organizzazioni di eventi, sia la nostra Festa sia le tournée all’estero o in Italia, Master Class ecc.. | Per me il momento migliore è quello in cui, appena conclusosi un concerto o una manifestazione a cui partecipiamo o che abbiamo organizzato, posso vedere che tutto è andato bene. |
| 11) E quale compito, invece, tra i tanti che la tua carica richiede, ti costa più fatica? | |
| Organizzare eventi e, qualche volta, richiamare i musicisti. | Cercare di coinvolgere i musicisti a partecipare più attivamente alla vita associativa della banda. |
| 12) Qual è stata la tua più grande “impresa”, l’iniziativa che ti ha dato maggiore soddisfazione, da presidente? | |
| Sono state molte ed elencarle non è semplice, ma una delle cose che più mi ha emozionato è stato il ricevimento avuto al Comune di Valencia in Spagna, nonchè l’incontro con il Santo Padre Benedetto XVI a Roma, il 16 giugno di quest’anno. Inoltre, la cosa che più di tutte mi dà soddisfazione è incontrare ogni anno persone nuove. | Da quando sono presidente abbiamo fatto 2 cose che per noi erano una novità: la partecipazione, nell’ottobre 2007, ad un concorso musicale e, nel settembre di quest’anno, l’organizzazione del gemellaggio con la banda di Darfo Boario Terme. Sono state 2 manifestazioni molto importanti per un paese piccolo come il nostro, ma penso che, con l’impegno di tutti, siano riuscite molto bene e soprattutto siano state molto apprezzate anche dai nostri giovani bandisti. |
| 13) E quale quella che ti ha deluso di più? | |
| Non essere riuscito a farmi ospitare da una Banda (non si fanno i nomi), che abbiamo ospitato alla nostra Festa, anche perché i ragazzi sono rimasti delusi. | Purtroppo la perdita di alcuni bandisti, che si sono un po’ allontanati (ma spero solo momentaneamente). |
| 14) Qual è il tuo “sogno nel cassetto” per la banda che presiedi? | |
| Avere una Banda composta da 80 elementi nella quale, ogni volta che suoniamo, non ne manchi mai neanche uno! Ah, dimenticavo, riuscire a portare a Staffolo la Banda di Darfo! | Che tutti continuino a lavorare e suonare in armonia. Inoltre, un altro desiderio è quello di venire l’anno prossimo a Darfo per cantare tutti insieme “su e giù per la Valcamonica…”. |
| 15) Come hai conosciuto la banda di Darfo? | |
| Tramite una mail che mi ha spedito il vostro musicista, Luigi Tagliabue | Il gemellaggio è nato dall’amicizia che da anni lega il nostro maestro Franco Maggi al vostro trombettista Claudio Pellegrini: fra loro è maturata questa idea, ma devo dire che io stesso, fin dalle prime telefonate, ho capito che la cosa era fattibile e che sarebbe riuscita molto bene. |
| 16) Qual è stata la prima impressione che il nostro gruppo (Banda o OMAVV) ti ha suscitato? | |
| Bellissima idea!! Chissà se riuscissimo a creare un gruppo così anche qui da noi?! | La prima impressione è stata quella di un gruppo molto preparato, affiatato musicalmente e molto allegro. |
| 17) Se dovessi muoverci una (o più….) critica, quale sarebbe? | |
| Essere più disinvolti, ma non credo sia una critica. Anche perché sono riuscito a vedervi più disinvolti… | Impossibile muovere una critica! Forse un’unica cosa: ad alcuni dei nostri musicisti un paio dei brani che avete suonato (fra l’altro molto bene, rispettando i piani, i forti e gli effetti, cosa che a noi non sempre riesce) sono risultati un po’ troppo lunghi. Il fatto è che noi siamo abituati a pezzi che durano pochi minuti e raramente si arriva a 6/7. |
| 18) E una lode? | |
| La precisione e la professionalità che dimostrate su un palco, di fronte al pubblico. | Come ho già detto, ci ha colpito molto la vostra preparazione, la completezza dell’organico e anche la vostra allegria, il modo di vivere la banda nella sua interezza, sia nel momento dell’impegno durante il concerto, sia nel momento del divertimento, dello stare insieme in modo sano e spensierato. |
| 19) Un consiglio per il futuro? | |
| Io vi dovrei dare un consiglio? Non credo proprio… | Continuate sempre così: con l’ impegno e l’amicizia sono convinto che arriverete sempre a nuovi e più entusiasmanti traguardi. |
| 20) Infine ti chiediamo di rivelarci tre parole “magiche”, indispensabili perché un buon presidente lavori bene. | |
| Passione, simpatia e autorevolezza. | Impegno, correttezza e umiltà: lavorando insieme col consiglio direttivo e con tutti i musicisti con tenacia, giustamente e senza voler prevalere, penso che spesso si possano fare grandi cose. Se poi si riescono a trovare anche i soldi, tanto meglio: è un vantaggio in più! |
![]() La Banda in Sfilata a Levigliani (LU) durante il gemellaggio | |
| LA NOSTRA VITA DEVE ESSERE PIENA DI MUSICA IN MODO CHE LA MELODIA PERVADA TUTTE LE NOSTRA AZIONI.
LA MUSICA PUO' DONARE ALI AI VOSTRI PENSIERI E ILLUMINARE LA VOSTRA ANIMA DI UNA LUCE ETERNA.
ECCO QUEL CHE HO DA DIR SULLA MUSICA: ASCOLTATELA,SUONATELA, AMATELA,RIVERITELA E TENETE LA BOCCA CHIUSA. Albert Einstein | |
Era già da un po’ di tempo che si era fatta strada nella mia mente l’idea di organizzare un gemellaggio con la banda di Levigliani (LU); più o meno tutto ha avuto inizio nell’aprile del 2007, all’indomani del concerto tenuto dalla nostra Banda Cittadina negli studi di PiùValli TV. Ricordo che, poco prima dell’inizio del concerto, iniziai a discutere dell’argomento con alcuni consiglieri e da quel momento iniziai a stabilire i contatti con il maestro Franco Maggi e con il presidente Vittorio Vannucci. Contatti che, in realtà, con il maestro della Banda di Levigliani non si erano mai interrotti, essendo un mio vecchio amico e compagno di conservatorio e con il quale ho condiviso diverse esibizioni in concerto. Sabato 6 settembre scorso l’avventura è iniziata prestissimo, alle 6 del mattino, quando alcuni di noi avevano ancora gli occhi assonnati, ma allo stesso tempo carichi di energia ed entusiasmo. All’arrivo a Forte dei Marmi, la carovana si è divisa e mentre alcuni si sono diretti a visitare il centro storico di Pietrasanta che si trova a pochi chilometri di distanza, altri sono andati al mare a fare il bagno e prendere la tintarella. Subito in spiaggia ci siamo divertiti alla grande, grazie anche ai gavettoni che non potevano certo mancare. Però la sorpresa più bella per tutti noi è stata la grande ospitalità che i musicanti della Filarmonica S.Cecilia di Levigliani ci hanno riservato al nostro arrivo. Abbiamo sfilato insieme per le vie del paese, alternandoci nell’esecuzione di marce e suonando poi insieme l’Inno di Mameli davanti al sindaco di Stazzema ed all’Assessore Sig. Chiudinelli rappresentante del comune di Darfo. Anche qui la gente del paese non si è risparmiata, riservando a tutti noi dei calorosissimi applausi; in più la via principale era costellata di bandierine e decorazioni in nostro onore: non capita tutti i giorni di ricevere un’accoglienza così bella e calorosa!! Il concerto che si è tenuto la sera è stato altrettanto bello, anche se (a parer mio) non è stata la nostra migliore performance. Il divertimento più singolare l’abbiamo avuto sicuramente a cena, tutti insieme; la cucina era ottima, il vino locale è stato riversato a fiumi e gli effetti si sono fatti sentire…….. sia perché noi della banda di Darfo ci siamo messi a cantare dando spettacolo con la canzone “Oi de la Valcamonica” sotto la direzione del “magister” Daniele, sia per le numerose dimenticanze che abbiamo avuto: infatti, tornati a Darfo, ci siamo accorti che a Levigliani sono rimasti uno strumento, una maglia ed un mazzo di chiavi…!!!! Bella e interessante è stata la visita che, a gruppi, abbiamo fatto all’Antro del Corchia, la grotta carsica più estesa d’Europa, in cui molti sono rimasti affascinati dalle meraviglie del sottosuolo. Si può dire senza mezzi termini che la nostra è stata un’esperienza bellissima, sotto ogni punto di vista, da cui è nata una profonda e sincera amicizia tra noi, i musicanti della banda S.Cecilia di Levigliani e la gente del paese. Ringrazio veramente di cuore il presidente Vittorio Vannucci e i consiglieri delle bande di Levigliani e Darfo per la collaborazione e la buona riuscita dell’evento. Il prossimo anno toccherà a noi ospitare i Leviglianesi e state certi che anche noi riserveremo loro una calorosa accoglienza, così come hanno fatto con noi.
Claudio Pellegrini
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CRUCIPUZZLE MUSICALE

Trova nello schema le parole elencate (orizzontali, verticali e in diagonale)
Le lettere rimanenti forniranno la soluzione.

| IL BELLO DELLA MUSICA E' CHE QUANDO TI COLPISCE NON SENTI DOLORE. Bob Dylan |
| Se sei già socio, aiutaci a trovarne altri!!! TESSERAMENTO Se pensi che la Banda Cittadina di Darfo Boario Terme meriti di essere sostenuta, diventa socio versando una quota minima di €uro 10,00 con la quale riceverai la tessera e la spilla dell’associazione. Se già lo sei, rinnovala e riceverai il bollino 2008. Puoi telefonare in sede, o versare tramite bollettino postale. La nostra tessera, darà diritto a particolari sconti presso i negozi con noi convenzionati, mentre la spilla, oltre ad essere un bell’oggetto decorativo, ti distinguerà come socio sostenitore di una associazione musicale che crede nei valori dell’amicizia e del volontariato. Il versamento lo puoi effettuare sul CCP n. 11556255 intestato a Banda Cittadina di Darfo Boario Terme. |

Le iniziative sono state tante, così come le emozioni: all’emozione dei concerti e dei sempre graditi applausi, si sono infatti sommate l’allegria degli scambi (nazionali ed internazionali) con altre associazioni musicali, e la soddisfazione d’una continua crescita “musicale e culturale” della banda stessa.
In occasione dei gemellaggi abbiamo potuto condividere, con le bande ospiti, le bellezze del nostro territorio: il fascino di siti archeologici e medioevali in fusione alla bontà di cibi e vini tipici, il tutto condito con un pizzico di relax al lago o completamente immersi nella natura. E’ positivo notare come ogni iniziativa sia stata gradita agli ospiti, permettendo loro d’apprezzare il nostro fazzoletto di valle alpina, e come in simultanea abbia permesso a noi bandisti di rivalutare la fortuna di viverci.
A tutto ciò si sommano le mie sensazioni personali d’esser membro attivo della banda: il mondo bandistico s’è infatti svelato esser una fitta rete d’impegni, persone, riunioni, preoccupazioni e dubbi che in passato ignoravo, in quanto nascoste dietro le quinte dello “spettacolo”. Vorrei poter descrivervi l’amore e la passione con cui molti membri della banda operano in silenzio da anni, affrontando col sorriso ogni impegno ed imprevisto, per poi condividere con tutti piccoli e grandi successi, piccole e grandi soddisfazioni.
A fronte di tanti impegni tutti danno il massimo per essere presenti ed attivi, pur non perdendo mai l’entusiasmo; in tale contesto la Banda risulta essere un microcosmo basato sul confronto, la discussione e la collaborazione di ogni persona, anche quella dei più piccoli è importante per la crescita del gruppo bandistico.
Concludo ringraziando l’amministrazione comunale, che per noi ha sempre un occhio di riguardo, i privati che ci sponsorizzano, le famiglie che ci sostengono, tutti i musicisti della banda “grande” e “giovanile” ed i ragazzi che da poco hanno intrapreso i corsi musicali.
In particolare sono riconoscente ai Maestri ed al Consiglio uscente, che con molta pazienza mi hanno guidato nei primi passi del mio mandato.
Dunque, Buone Feste ed un augurio particolare per tutto il 2010, che possa trascorrere in pace e serenità.
IL PRESIDENTE
Claudio Soardi