90 Il Consiglio Direttivo

Negli ultimi quindici anni non sono cambiate molte cose: il filo conduttore dell’associazione resta e resterà sempre l’amicizia, la solidarietà, la voglia di divertirsi insieme, giovani e meno giovani, uniti da una delle più alte espressioni dell’arte: la musica.
Molto è invece cambiato dal punto di vista dell’organizzazione di questo gruppo, che vedeva nell’esempio di altri gruppi italiani e soprattutto nell’esperienza di analoghi gruppi in Europa la prospettiva di allargare i propri orizzonti per rendere sempre più conosciuta ed apprezzata questa Banda cittadina.
Si onora il presidente con targhe e gagliardetti, si applaude il maestro menzionando le sue doti e il suo curriculum, ma raramente ci si ricorda di quelle persone che silenziosamente danno il loro prezioso contributo affinchè gruppi come il nostro possano sempre vivere di attività musicali e non; Il Consiglio Direttivo è infatti un insieme di persone che lavorano volontariamente, elette dall’assemblea dei musicanti al proprio interno; svolge il ruolo di organizzatore di tutte le attività inerenti al sodalizio, viene eletto ogni quattro anni e con molta umiltà lavora affinché tutto sia sempre a posto.
Alla fine degli anni ottanta, dopo aver festeggiato il centenario, all’interno del Consiglio Direttivo, cominciarono a nascere nuove idee su come la banda potesse evolversi, si iniziò a parlare per la prima volta di gemellaggi, di tesseramento e di Festa Popolare; la nuova visione del gruppo era quella di organizzare scambi culturali con gruppi simili ma con costumi e tradizioni diverse, rendere fedele il proprio pubblico e lavorare fisicamente allo scopo di raccogliere fondi da destinare ai corsi gratuiti e ad un parco strumenti il più ampio possibile da offrire agli allievi.
Non era certo cosa di poco conto (del resto non sarà stato facile nemmeno per i nostri predecessori organizzare raduni negli anni sessanta) ma, come sempre avviene a chi è munito di buona volontà, eccoci a distanza di qualche anno soddisfatti di ciò che abbiamo costruito.
Se dovessimo dare una data all’inizio di questa evoluzione, certamente parleremmo del gemellaggio con la Stadtkapelle di Herrenberg; lì infatti imparammo come si gestisce un incontro con altri gruppi, copiammo sia gli esempi di organizzazione di feste in cui musica e divertimento andavano a braccetto sia l’idea di offrire una tessera ai nostri soci come segno di appartenenza e sostegno alla nostra associazione.
Il compito del Consiglio fu quello di adoperarsi per mettere in pratica tutto ciò che in quell’occasione aveva affascinato la Banda: se all’inizio sembrava si trattasse di opere irrealizzabili per la nostra inesperienza, in seguito, con l’aiuto anche di alcuni amici e sostenitori, realizzammo in maniera molto grezza la prima Festa Popolare; negli anni successivi poi, piano piano, migliorammo le strutture, l’organizzazione e gli spettacoli.
Sulla base dei successivi gemellaggi potemmo lavorare per preparare quello che per noi è stato e sarà ancora per anni un incontro straordinario: “MUSICA SENZA FRONTIERE”.
Una differenza sostanziale che racconta spesso uno dei nostri, che fu tesoriere tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, è l’utilizzo dell’agenda degli impegni dove si raccoglieva tutto l’operato della banda, se prima era sufficiente un’agenda per ogni anno, per raccogliere lo stesso anno solare arricchito dei nuovi impegni, bisognava utilizzarne almeno due.
Un altro strumento innovativo degli anni novanta creato dal Consiglio, è il questionario, con il quale tutti i musicanti possono esprimere pareri, perplessità e consigli sull’andamento del gruppo; dal risultato di questo il direttivo prende coscienza delle necessità dell’assemblea ed elabora proposte ed iniziative volte a soddisfare nel miglior modo possibile le richieste, senza perdere di vista le finalità della Banda.
Consiglieri sempre più giovani (anche minorenni) si sono succeduti, e nonostante la giovane età la convinzione di poter essere utili ad una associazione di tradizioni così radicate ha sempre spronato tutti coloro che si sono resi disponibili a dare il massimo del proprio impegno raccogliendo sempre buoni risultati; probabilmente la strada tracciata dai nostri predecessori era quella giusta e questi giovani di cui tanto si parla in maniera deludente, in realtà, se spronati e investiti di responsabilità, sanno portare a termine il loro compito con impegno e generosità.
E’ un onore per ogni musicante fare parte del Consiglio Direttivo perché dà grandi soddisfazioni anche se a volte si ricevono critiche, ma chi ha provato ad avere dei ruoli di responsabilità all’interno di qualsiasi gruppo sa che accontentare tutti non è certo facile.
Nel passato, infatti, ci sono stati anche episodi spiacevoli, all’interno del consiglio stesso sono nate delle conflittualità, ed in un caso, purtroppo, si è perso, con le dimissioni, anche qualche amico, ma siamo sicuri che tutti noi abbiamo sempre deciso in funzione del bene del gruppo e non del singolo interesse.
Ringraziamo quindi tutti i consiglieri che nel passato hanno dedicato molto del loro tempo alla vita della nostra banda ed auguriamo a quelli attuali e futuri di svolgere sempre un ruolo di così grande importanza con passione, entusiasmo e con lo scopo principale di accompagnare questa Banda, giunta al 150° anniversario, ad altri importanti traguardi.